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Poker e sponsor: perchè serve un ricambio generazionale

C’è stato un tempo in cui questo periodo dell’anno era congestionato di annunci di nuove sponsorizzazioni, rinnovi, patch che passavano da un petto all’altro eccetera. Se mantenessimo lo sguardo di allora, il quadro attuale sarebbe desolante. Ma le cose non stanno esattamente così.

LUCA & VITO: ESSERE IMPECCABILI NON È ABBASTANZA?

I fatti dicono che Luca Moschitta e Vito Barone sono gli ultimi due a lasciare i rispettivi team pro dopo periodi piuttosto lunghi di “matrimonio” commerciale. Il catanese abbandona così la patch di Planetwin365, mentre “w1llyss” lascia il team PokerStars Pro dopo tre anni.

Luca Moschitta
Luca Moschitta

Entrambi sono ragazzi che hanno interpretato il proprio ruolo di testimonial in maniera egregia, con disponibilità, costanza, educazione, professionalità. Non si può dunque dire che le room si stiano liberando dei due poker pro per scarso rendimento o altri risultati negativi. Semplicemente, è giunto a termine un percorso professionale e non pare che ci siano sostituti pronti all’orizzonte, a prendere il loro posto. Per la crisi? No, troppo semplice.

Più volte, su queste pagine, avete letto analisi critiche della storia del poker online in Italia. Persone di riconosciuto spessore nell’ambiente, come ad esempio Giulio Astarita, sostengono che la politica delle sponsorizzazioni abbia avuto metodologie e tempistiche piuttosto opinabili, nel mercato italiano. Ma ripeto, non è questo il caso di Moschitta e Barone, che il loro lavoro lo hanno svolto in maniera egregia. Sono i tempi che cambiano, scenari che subiscono metamorfosi sotto i nostri occhi.

I LIVE TEAM: NUOVA TENDENZA O FUOCO DI PAGLIA?

Nel mondo delle sponsorizzazioni, il principale cambiamento che noi osservatori abbiamo potuto apprezzare finora è quello di una “rinascita” del live: dalla Tilt Events al Campione Poker Team fino al neonato progetto di Carlo Savinelli con il Casinò di Lugano, sono sempre più i brand del poker live che si legano a figure di giocatori professionisti per veicolare la propria immagine sul mercato, rispetto all’online dove la spending review è un’assoluta necessità.

Ma credo che anche questo sia un passaggio, destinato probabilmente a rimanere una fascia del mercato ma non a sostituirsi “tout court” alle sponsorizzazioni delle room online. Lì siamo invece in attesa di qualcosa di nuovo…

diverso-monty-pythonTWITCH O YOUTUBE: STREAMER CERCANSI

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Negli ultimi mesi abbiamo assistito alla impetuosa crescita di fenomeni come Staples e Somerville su Twitch, insieme alla aperta caccia al pubblico dei gamers da parte di soggetti importanti come PokerStars da un lato e Alex Dreyfus dall’altro. Si cerca di ampliare la platea degli appassionati, si cerca di toccare tasti diversi da quelli classici che hanno esaurito il loro compito, o in ogni caso dato già il massimo.

Il poker online di oggi cerca i suoi Staples ma in uno scenario – quello italiano – che ancora non è maturo a sufficienza per un passaggio di questo genere. Lo è il pubblico italiano dei gamers, che hanno già punti di riferimento importanti, ragazzi sconosciuti al resto del mondo che però godono di una grande popolarità sul canale viola: parliamo ad esempio di TerenasIII, streamer che posta le sue sessioni di gioco a League Of Legends e che può vantare – ad oggi – quasi 29mila seguaci.

La verità è che Twitch non ha ancora sfondato in Italia, dove i giovani e giovanissimi sono ancora molto legati al mondo degli youtuber. Dove Favij ha qualcosa come 2,2 milioni di iscritti al suo canale. Dove già in passato il tubo ha prodotto autentiche stelle che poi sono state catapultate nel mondo dello show business (si pensi a Federico Clapis e Frank Matano).

Il mondo del poker resta a guardare questa evoluzione dei costumi, ma la sensazione è che il primo streamer (che sia su Twitch o Youtube poco importa) che riuscirà ad attrarre un buon quantitativo di pubblico parlando di poker o mostrando le sue sessioni, sarà il primo esemplare di testimonial del futuro.

Non parlo necessariamente di soggetti nuovi, perché in questa valutazione i poker pro “classici” non sono affatto esclusi: la sfida è quella di saper interpretare i gusti e le tendenze del domani, e in questo senso elementi come i già citati Barone e Moschitta (che ha un grosso seguito sui social network da far valere) partono avvantaggiati.

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".
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