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WSOP Circuit Italy: il Main Event “in purezza” fa numeri bassi, ma ci insegna qualcosa

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09/09/2017 10:37

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Giunto alla quarta edizione, il WSOP Circuit Italy di Campione d’Italia celebrava ieri il Main Event. I numeri non hanno premiato quella che è comunque da considerarsi una scelta coraggiosa.

“I tornei, come li facevano una volta”

“I tornei di poker come si facevano una volta”. Sembra uno slogan pubblicitario, ma è davvero così: il classico “dentro o fuori” che ha fatto la storia del poker si sintetizza nella vecchia formula Freezeout: se vai avanti bene, altrimenti vai a casa o a girare per il casinò. Niente re-entry, niente day 1 multipli, nessun montepremi garantito, nulla di tutto quello che il poker live ha ideato – negli anni – per cercare di attrarre giocatori. Il Main Event del WSOP Circuit si presentava così: per giocarlo ci volevano 1.100€ e nessun paracadute.

In totale fanno 186 partecipanti. Numeri impietosi, se guardati nudi e crudi. Ma le cifre vanno interpretate: oggi un buy-in medio sostenibile per il mercato italiano non può superare i 5-600€. Chi va oltre si mette sempre a rischio fallimento o di overlay, se c’è un montepremi garantito.

Un occhio sul mercato e l’altro sulla qualità

Stavolta il garantito non c’era, ma è inutile dire che non si trattava di una scelta “al risparmio”. Nell’event #1 c’erano 600.000€ di montepremi garantito, quindi si tratta di una scelta precisa di Andrea Bettelli, ceo del Campione Poker Team. Infatti l’event #1 ha totalizzato 1202 ingressi, ma con un buy-in che valeva esattamente la metà rispetto al main, oltre a due day 1 e un re-entry per day. In buona sostanza, lo standard attuale per i tornei importanti.

Dunque, a fronte di un event #1 pianificato secondo gli standard attuali di mercato, per il Main Event si è operata una scelta radicale. Una scelta che guarda al passato, ma che così facendo scatta una foto del presente.

La sala del 9° piano di Campione d’Italia durante un IPO: impossibile fare altrettanto in un freezeout puro, oggi

Il caso IPT e la storia dei buy-in oltre 1.000€

L’ultimo 1.100€ offerto con regolarità sul mercato live italiano era l’IPT di PokerStars, che non a caso ha cessato di esistere poco meno di un anno fa. Nato come un torneo da 2.200€ in un periodo in cui tale buy-in appariva quasi “bassino”, l’IPT subì una trasformazione fino ad attestarsi sui 1.100€, passando per la parentesi della famigerata formula “accumulator”.

Gli ultimi numeri davvero alti l’IPT li aveva fatti in tappe nelle quali si integrava con il calendario EPT, come ad esempio Malta. Per il resto, una costante emorragia di cifre ha indotto PokerStars a mollare la presa. Alle tendenze del mercato, infatti, non si può andare contro.

Oggi il poker live italiano è questo, e per tale ragione la scelta del Campione Poker Team è da considerarsi corretta e anzi, quasi coraggiosa. Non è bellissimo, infatti, sapere che il vincitore di un side event avrà intascato più del triplo rispetto a colui/colei che vincerà il main. Dall’altra parte, però, è difficile ipotizzare alternative migliori. In fin dei conti, anche al già citato EPT capitava che il vincitore di un high roller intascasse più di quanto vinca il campione del main event.

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Freezeout: tornare indietro per guardare avanti

Inoltre qui c’è un elemento di novità, che paradossalmente è dato dal tornare indietro nel tempo. Una formula “pura” freezeout ad alti livelli non si vedeva da tempo, e con un field importante sotto l’aspetto qualitativo può venire fuori un “signor torneo”.

Il torneo: 111 left e Pedrozzi leader

Al termine dei 7 livelli previsti, il numero dei qualificati è piuttosto alto: 111 su 186 iscritti, principalmente in virtù della ottima giocabilità. In testa c’è  – e piuttosto nettamente – Andrea Pedrozzi, outsider che trova la giornata di grazia ed è l’unico capace a issarsi sopra quota 200mila fiches. In top 10 troviamo il costante Alessandro Meloni e un manipolo di regular come Regonaschi, Presti e Moio:

  1. ANDREA PEDROZZI 200925
  2. ANGELO CASTRIOTA 137000
  3. ALESSANDRO MELONI 136950
  4. MARCO MANCO 123000
  5. ANTOINE PROFIT 121700
  6. GIUSEPPE MOIO 112650
  7. GUIDO PRESTI 110225
  8. MARCO REGONASCHI 107700
  9. EUGENIO PERALTA 105050
  10. SALVATORE SCRIVO 104400

Il chipleader Andrea Pedrozzi (foto Campione Poker Team)

Fuori dalla top 10 troviamo il sempre pimpante Andrea Cortellazzi (102k) e un gradito ritorno come quello di Riccardo Lacchinelli, che non mostra alcuna ruggine da live imbustando uno stack di 97mila fiches.

Dentro anche altri big come Savinelli (89k), Scalzi, (82k), Minasi (81k), Karakashi (79k), Shehadeh (52k), Musso (47k), Speranza (44k), Mosca (28k). Short stack per Ruocco (17k), Primerano (13k) e Delfoco (10k). Della partita è anche Matteo Mutti (51k), che un main event qui lo ha già vinto e ha pure fatto il bis di anelli un paio di giorni fa. Tuttavia, il valtellinese appare tutto fuorché sazio.

Il payout

Come già anticipato, il payout non è di quelli super-attraenti, ma la formula scelta guarda in direzione della qualità, piuttosto che della quantità. Al vincitore poco più di 40mila euro, meno di un terzo di quanto ha vinto – con deal – Christian Rotundo nell’event #1. A premio andranno in 20, come si può apprezzare:

1° 40.500€
2°  28.500€
3° 22.700€
4°  17.800€
5°  13.200€
6°  10.500€
7°  8.120€
8°  6.100€
9°  4.500€
10° > 12° 3.400€
13° > 15° 2.600€
16° > 20° 2.100€

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