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WSOP 2021

Chi è Josh Arieh, l’ex bad boy diventato WSOP 2021 Player Of The Year

Vincere la classifica WSOP Player Of The Year è una grande impresa, farlo battendo gente come Hellmuth, Negreanu e Deeb è una GRANDISSIMA IMPRESA. Ecco chi è Josh Arieh, ex bad boy maturato a 47 anni.

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24/11/2021 15:02

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Certo non era tra i favoriti della vigilia, Josh Arieh, per vincere la classifica di WSOP Player Of The Year 2021. Però il “POY” è un traguardo un po’ particolare, puoi programmarlo fin da principio oppure prenderlo come il classico appetito che vien mangiando. Per Arieh sarà stato esattamente così, avendo vinto 2 braccialetti quando ancora mancavano una ventina di giorni al termine di questa cinquantaduesima edizione delle World Series.

Josh Arieh (Courtesy PokerNews & Katerina Lukina)

Josh Arieh (Courtesy PokerNews & Katerina Lukina)

WSOP 2021 Player Of The Year: la classifica finale

Così una bellissima competizione si è andata creando, con giocatori di alto profilo come Shaun Deeb, Ben Yu, ma soprattutto Daniel Negreanu e Phil Hellmuth. Mai come stavolta si erano viste le due superstar combattere così a braccetto, come accaduto ad esempio nel recente HR di Pot Limit Omaha. Ad ogni modo, con il corredo delle consuete e immancabili polemiche sul sistema di punteggi stabilito quest’anno dalle WSOP, la lotta si è protratta fino alla fine.

Di fatto Arieh ha vinto la classifica solo dopo l’ultimissimo torneo disponibile, il 5k No Limit Hold’em. Nel caso Ben Yu l’avesse vinto, avrebbe accumulato i punti necessari a superare Josh in testa, così come Shaun Deeb avrebbe avuto la possibilità di scalzare Hellmuth dal secondo posto. Le cose, invece, sono rimaste come vedete qui sotto:

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POY Leaderboard: un’impresa da iron-man

Vincere questa classifica da giocatore dell’anno WSOP è un’impresa assimilabile a quella delle discipline stile “iron-man”. I fanatici del fitness storceranno il naso, ma la verità è che chiunque abbia un minimo praticato il poker live sa quale sia il dispendio psico-fisico che tale attività richiede.

Trascorrere al tavolo la maggior parte della giornata per 50 giorni, giocando ai livelli più alti possibile, è qualcosa che annichilisce. Oltre a questo, ovviamente, l’impresa richiede un notevole dispendio economico. Tuttavia, proprio per la natura di questa competizione che premia chi arriva fino in fondo, l’aspetto della spesa economica pesa meno (si spende tanto in buy-in, ma essere in alto in classifica implica l’avere vinto molto anche in termini monetari).

Onore dunque a Josh Arieh, autore di una edizione davvero da incorniciare delle WSOP 2021, ma anche a tutti gli altri grandi giocatori che hanno reso entusiasmante come poche altre volte questa race.

Ma chi è il nuovo Player Of The Year WSOP? I più attempati tra voi lo conosceranno di sicuro, mentre forse chi si è avvicinato al poker di recente lo avrà sentito a stento nominare. Per costoro, ma anche per tutti gli altri, facciamo un po’ di riassunto, ma prima di tutto ecco i risultati che gli hanno consentito di vincere questa classifica.

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Le WSOP 2021 di Josh Arieh in cifre

  • 13  volte in the money (di cui una online, ma che non conta ai fini della POY Leaderboard)
  • 7 volte top 10
  • 5 tavoli finali
  • 2 braccialetti

Chi è Josh Arieh, l’ex bad boy diventato WSOP POY 2021

Nato nei pressi di New York nel settembre di 47 anni fa, ma trasferitosi presto in Georgia dove è cresciuto e dove oggi vive con la moglie Angela e le 3 figlie, Josh Arieh era in gioventù quello che si definisce un “prospetto” nel baseball. Tuttavia il ragazzo non aveva la testa per diventare atleta professionista, anzi il suo carattere spigoloso era il suo grosso limite, oltre che una delle prime caratteristiche che avrebbero fatto conoscere Josh al tavolo da poker, qualche tempo più avanti.

Dal baseball al biliardo al poker

La passione che soppiantò il baseball fu inizialmente il biliardo, che Josh praticò a ottimo livello. Poi, un giorno, in trasferta con alcuni compagni di team, conobbe il gioco che avrebbe segnato il suo futuro. E fu amore a prima vista, poiché già dalle prime partite sembra che Josh avesse uno spiccato talento nel vincere tutti i soldi dei suoi avversari. La decisione di diventare pokerista professionista arriva così nel 1995, quando Josh Arieh aveva 21 anni.

Le WSOP e il primo braccialetto

La sua prima partecipazione alle WSOP risale al 1996, mentre nel 1999 conquista il primo dei suoi 4 braccialetti. Si trattava del 3.000$ Limit Hold’em Championship, che gli fruttò 202mila dollari oltre al prezioso gioiello. Ne vincerà un altro nel 2006 nella specialità nel frattempo divenuta la sua prediletta, ovvero il Pot Limit Omaha. Ma prima di questo secondo braccialetto era successa un’altra cosa, “piuttosto” importante.

Il final table al Main 2004 e l’insulto a Greg Raymer

Nel 2004 arriva l’evento che dà un ulteriore boost alla sua vita e alla sua carriera: Josh Arieh termina al terzo posto nel WSOP Main Event, dietro a Greg Raymer e David Williams. Il carattere di Josh era ancora parecchio fumantino: qualche giorno prima aveva aggredito verbalmente un giocatore al suo tavolo, reo di una brutta giocata. Ma la gaffe pesante Arieh la fece subito dopo essere stato eliminato da Raymer. Josh si avvicinò a salutare David Williams, stringendogli la mano e dicendogli a chiare lettere “BUST THIS MOTHERFUCKER”. Non credo servano traduzioni.

Il problema non da poco era che Arieh aveva completamente dimenticato l’esistenza dei microfoni, ma anche di essere in diretta su ESPN. Più tardi arrivarono le scuse, e in seguito Greg e Josh sono anche diventati amici.

Josh, il trash talking, i periodi bui e la maturazione

Il carattere aggressivo è sempre stato un’arma a doppio taglio per Josh Arieh. Il trash talking può essere utilissimo a intimidire gli avversari e scovare più facilmente i loro punti deboli ma anche abbastanza sgradevole alla lunga. Indipendentemente da ciò, Josh ha vissuto diversi anni di alti e bassi. Non è un caso, o forse sì, che tra il secondo e il terzo braccialetto siano passati qualcosa come 15 anni. Del resto è stato Arieh stesso, in una recente intervista, ad ammettere di avere avuto periodi difficili: “In tutta la mia vita e nella mia carriera, qualsiasi cosa abbia fatto, ho cavalcato i momenti. Perciò quando le cose vanno bene, le faccio andare ancora meglio, mentre quando vanno male tendo a peggiorarle ulteriormente. Questo risultato significa molto per me, anche perché le mie figlie ne saranno davvero orgogliose.”

L’importanza della famiglia e l’obiettivo Hall Of Fame

La famiglia e la sfera privata rivestono un ruolo fondamentale per Josh, che già il giorno della vittoria del suo 3° braccialetto aveva confessato “Ora ho un mindset molto migliore di una volta e ciò è dovuto in gran parte a una maggiore serenità interiore, soprattutto per il bellissimo rapporto che ho con le mie figlie”. Anche per questo Josh ha dichiarato di puntare apertamente alla Poker Hall Of Fame: “Sai cosa? Quando iniziai a giocare professionalmente a poker ero un po’ spaventato di quello che potesse dire la gente. Adesso l’idea che le mie figlie abbiano un padre che gioca a poker e magari viene incluso nella Hall Of Fame mi elettrizza molto, perché sarebbe un vanto anche per loro.”