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Assopoker intervista Max Pescatori

Assopoker intervista Max Pescatori, Max Pesca, The Italian Pirate, tre nomi per un unico grande giocatore italiano di poker, che ha battuto la concorrenza di 355 giocatori iscritti sabato 10 Marzo alla sessione da 1000 + 100 euro e ha portato a casa dopo 2 giorni di gioco un gettone di oltre 100 mila euro.

Pescatori vive a Las Vegas, naturalmente il posto migliore per i campioni professionisti di poker. In due viaggi in Italia si è piazzato due volte secondo: anche al main event del campionato italiano dello scorso anno. Max che si era già  guadagnato meritatamente il primo posto nell’evento delle World Series of Poker No Limit Hold’em 2006- 2500$ buy-in, aggiudicandosi la prima moneta di 682.389 $ superando i 1290 giocatori che hanno provato a fare quello quello in cui il nostro azzurro è riuscito.

1) Raccontaci la tua prima vittoria in un torneo di poker. Come e quando è stato?
Ho vinto il mio primo torneo a Reno nel 2003. Era circa un anno che tentavo la strada torneistica, anche se ero già un PRO di discreto livello nella partita libera. Era un torneo di Limit Hold’em. Una sensazione nuova e bella bissata due giorni dopo con la vittoria in un torneo di Omaha hi-lo. Se batti 250 partecipanti e al torneo successivo vinci contro 150, non sarà solo fortuna! Matematicamente è una probabilità su 37.500 di vincere due tornei consecutivamente, abbastanza difficile non pensi?

2) Perché il soprannome PIRATA che ti è stato affibbiato dagli Americani? Perché porti sempre la bandana?
La bandana è uno dei simboli dei pirati e non so chi abbia iniziato. All’inizio l’ho messa perché ero stanco di rispondere a domande tipo: “Di dove sei?” ed essere catalogato in classifiche come americano. Sono italiano al 100%. Quando vincevo un torneo scrivevano sempre “Las Vegas” USA e la gente si confondeva sempre di più. Se vado a vivere in Giappone, divento giapponese? L’ispirazione l’ho avuta pensando alle Olimpiadi dove tutti i giocatori hanno in qualche modo i colori della loro nazione.

3) Quando hai deciso di diventare un PRO eri veramente convinto di potercela fare? Quale è stato il momento in cui hai capito che eri pronto per il grande salto?
Quando ho vinto il mio primo torneo a Reno nel 2003, ma aggiungerei che quando ho lasciato il mio lavoro, sapevo di essere bravo, perché avevo già tabelle lunghe due anni di continui successi. Lo stress però di non avere un altro reddito può cambiare un giocatore da vincente ad uno perdente. Io ho sempre fatto piccoli passi, senza salire di livello (limite) e senza la frenesia di guadagnare tanto e velocemente.

4) Chi erano i tuoi miti del poker quando hai iniziato e chi sono i tuoi miti di adesso?
Valter Farina. L’ho conosciuto appena dopo la sua vittoria alle WSOP del 1994. E’ diventato un buon amico e mi ha dato consigli importanti per avere successo come Pro. Nel 1997 ha fatto un discorso ai miei genitori dicendo che aveva visto tanti giocatori, ma di me era sicuro che ce l’avrei fatta. Sono contento di aver dimostrato che non si sbagliava. Miti del presente, non per essere “montato” ma ho giocato con tutti i migliori giocatori al mondo e più che miti diventano colleghi. Ci sono quelli che rispetto ed ammiro, ed altri che sono solo dei personaggi, creati dalla televisione negli States, non sono veri professionisti. l miti per eccellenza per me sono in altri campi, ad esempio fra cantanti ed attori. Primo fra tutti Vasco Rossi.

5) Cosa si prova a rientrare in Italia da Campione del Mondo in una disciplina così particolare?
Sono deluso di non aver trovato il Presidente della Repubblica ad accogliermi!!! Scherzi a parte, fanno piacere emails e continue congratulazioni. L’entusiasmo degli appassionati èsempre più esaltante.

6) Hai mai pensato in questi anni di cambiare lavoro?
No. Sono uno dei pochi che davvero ama il gioco del poker e la competizione. Di sicuro proverò altre avventure, ma il poker resterà la passione della mia vita.

7) A cosa preferisci giocare (limit/no limit/ omaha/etc)? Cash o tornei?
Cash, mix games 300-600 limite, online su Full Tilt gioco un po tutto, ma preferisco il Pot Limit Omaha, tornei NL Hold’em, anche se mi piace cambiare.

8) Sei entrato a far parte del team di FullTilt di recente, cosa rappresenta?
E’come arrivare alla Ferrari, sono i migliori in tutto, ne sono convintissimo.

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9) Ci hanno riferito che non mangi carne prima di un torneo? Perché?
Mi sembra di non essere lucido nelle mie decisioni, ed è una delle mie qualità migliori al tavolo, quindi preferisco evitare

10) Esiste il doping nel poker? Il The alla pesca . Non penso proprio ci sia il doping, anche perché penso sarebbe controproducente.

11) Facci un’indiscrezione sul mondo del poker e i suoi personaggi più in vista.
Ad esempio: Patrick Antonius è gay!!! Hehhehehe, Antonius non è gay, anche se gli piaccio!!!

12) Play Station: cosa si prova ad avere il proprio avatar su un videogioco distribuito a livello mondiale?
Di sicuro nella Top Ten delle emozioni più grosse che mi ha dato il mondo del poker. Poi non era un gioco qualunque!  Insomma il migliore che c’è in circolazione. A tal proposito, in anteprima vi annuncio che ho appena firmato il contratto per la versione 2007: ho già fatto lo scan della mia faccia e presto ho appuntamento a Las Vegas per registrare la mia voce!

13) il giorno prima delle WSOP vinco un satellite per parteciparvi, hai tempo per darmi solo un consiglio prima che il Mondiale inizi. Cosa mi suggeriresti?
Il mondiale con tutti i novizi, gioca poker solido, poi se sopravvivi la prima settimana ne riparliamo.

14) Tanti dicono che il gioco del poker è tutta fortuna. Tu ne hai fatto un mestiere: che cosa rispondi a questa affermazione?
Il poker e’ un gioco di abilita’ con una componente di fortuna che varia da numerosi fattori. Se giochiamo un torneo da 20 persone dove ogni 5 minuti i bui salgono, la fortuna e’ forse il 90% della partita. Se invece le stesse persone iniziano con 10,000 in chips, bui di 200-400 e aumentano ogni 5 ore, la fortuna e’ forse il 20%. Altro fattore da tenere in considerazione: maggiore è il numero dei giocatori, piu’ la fortuna incide sul risultato. Tutto quello che puo’ fare un professionista e’ mettersi in condizione di fare un risultato, poi e’ ovvio che se le carte non girano, anche il migliore al mondo non puo’ vincere. Questo pero’ non dovete confonderlo con la frase stupida “E’ tutto culo”. Qualsiasi giocatore che la pensa così e’ un perdente, non perche’ non sia intelligente, ma per il fatto che non valuta correttamente la situazione “poker” in generale e lascia tutto alla spiegazione “culo”.
Vincere San Remo al secondo tentativo dopo essere finito secondo la scorsa volta, e’ chiaramente un risultato fantastico e ne sono molto fiero. E’ ovvio che ho avuto dei colpi di fortuna e questa e’ essenziale per vincere contro 350 persone. Non dimenticatevi pero’ che a un certo punto del torneo, ho avuto una mano che mi avrebbe portato a 1/3 delle chips totali in gioco dove ero circa 67 % favorito. KK vs AQ e A4. Oppure quando rimasti in 5, un giocatore ha floppato una scala reale contro di me, dopo che eravamo all-in ed ero leggermente favorito. Tutto questo per dirvi che quando le cose vanno male, e’ importante mantenere la calma e non cambiare il modo di giocare, ma continuare sulla propria strada e usando la propria strategia. Spesso andra’ male, ma alla lunga la fortuna diventerà  solo una delle svariate componenti del gioco e non il fattore determinante.

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