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Avv. Di Rella: vi spiego come i circoli potranno partecipare al bando

riccardo-di-rellaL’Avvocato Riccardo Di Rella è stato uno dei primi legali in Italia, nel settore del poker live, ad ottenere una sentenza penale favorevole nei confronti di un circolo.

Nel luglio del 2010 è riuscito a dimostrare che per la legge italiana, il texas hold’em in modalità torneo non può essere ritenuto un gioco d’azzardo, sotto il profilo penale. Il Giudice per le indagini preliminari di Genova ha accolto la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero competente ed ha disposto l’archiviazione per 20 giocatori denunciati ed il dissequestro del circolo del quale Di Rella è tutt’ora presidente in carica.

Come spesso accade in Italia, si è venuta a creare una situazione di paradosso: leggendo l’ordinanza dei giudici liguri, nel poker club genovese è possibile giocare tornei di poker sportivo, rispettando però determinati parametri (ad esempio senza rebuy), mentre, è bene sottolinearlo, in altre realtà tutto viene valutato a discrezione di giudici e delle autorità di pubblica sicurezza, in attesa del futuro bando (previsto entro il 30 novembre).

Le teorie dell’Avvocato Di Rella sono state utili in questi mesi di “anarchia” per l’assoluzione ed il dissequestro di altri poker club in altre città. Poche settimane fa ha collaborato con i colleghi Massimiliano Soggia e Vittorio Caleo per la conclusione favorevole del procedimento che vedeva imputate 7 persone per un torneo da 330€ nel circolo All Events di Carrara.

E’ uno degli avvocati più esperti nel settore ed è interessante conoscere la sua opinione sia da ‘tecnico del diritto’ che da ‘imprenditore’, su quali saranno gli scenari futuri del poker live alla luce della nuova Manovra Finanziaria (ancora deve essere approvata in Parlamento) che prevede all’articolo 24, comma 34, una rivoluzione nel ‘mercato’ del texas hold’em dal vivo.

Avvocato, secondo lei la Manovra Finanziaria cambierà le carte in tavola? Il testo della ’Comunitaria’ è sempre valido?

“La legge ‘Comunitaria’ viene spazzata via. D’altronde era inattuabile. Siamo arrivati ad una svolta, ammesso e non concesso che passi alle Camere. La comunitaria aveva troppi limiti ed era impossibile per AAMS elaborare un regolamento che rendesse “interessante” il gioco live per organizzatori, giocatori e Stato, con il rischio di agevolare così le bische vere e proprie. A mio avviso ci vorrà un anno e mezzo ma alla fine arriveremo ad una vera rete funzionante”.

poker-liveI tempi sembrano quelli. Fonti autorevoli ci assicuravano un mese fa che tutto sarebbe partito nel dicembre del 2012. E’ d’accordo?
“Si, è così. Per il bando si dovrà arrivare a novembre 2011 e almeno sei mesi di sperimentazione; sono convinto che introdurranno un sistema elettronico per il controllo dei conti, è l’unica soluzione per monitorare le transazioni”.

La sua impressione sul progetto di legge?
“Io ho le mie idee, abbiamo solo cinque righe scarne come parametro di riferimento ma penso che la concessione non sarà multipla (come avviene per le concessioni telematiche nelle agenzie di scommesse, ndr) ma singola per ogni punto come nelle sale bingo; 1.000 concessioni sono tante”.

I costi secondo lei sono accessibili?
“Se calcoliamo solo la base d’asta (100.000€), sono 30€ al giorno… li vogliono anticipati, ma sempre 30€ al giorno”.

Cosa prevede nel futuro testo del Bando di gara?
“Vi saranno dei requisiti – immagino – tecnici importanti. Difficile che faranno ammettere sale con solo quattro tavoli, sarebbe come avallare il cash game. Room piccole per stare in vita ed evitare il fallimento sarebbero poi indotte a fare cash: per questo motivo immagino un bando che imponga dimensioni importanti per le nuove sale. E’ l’unico modo per evitare che si trasformino in bische. Nel nostro circolo Poker Dream, ad esempio, abbiamo venti tavoli e con i tornei andiamo avanti bene. Registriamo la presenza di circa 1.500 persone al mese a Genova e facciamo tutto alla luce del sole, pagando regolarmente le tasse”.

Proprio sotto il profilo fiscale si parla di un prelievo del 3% della raccolta, come nell’online. E la rake in che misura sarà stabilita? Al momento non si hanno riferimenti normativi.
“Il 3% era l’unico modo per rendere il gioco appetibile. Per quanto riguarda la rake, non possiamo più prendere come punto di riferimento il precedente regolamento (bocciato dal Consiglio di Stato) perché la Comunitaria, come detto, non ha più valore. A mio avviso metteranno un tetto massimo del 20% e poi saranno le room a decidere in base al buy-in”.

poker-livePer il vostro club cosa cambierà? Temete qualcosa?
“Per noi nulla, paghiamo le imposte a fine anno. Il texas hold’em sotto il profilo penale è un gioco lecito e abbiamo sempre rispettato le regole dal punto di vista fiscale. L’ingresso è riservato solo ai soci ed abbiamo una gestione molto rigorosa. Io sono il presidente e per questo ruolo di responsabilità non voglio problemi. I giocatori vengono registrati con i documenti alla mano ed abbiamo telecamere ovunque. Se la gente si comporta male non entra più. Nel nostro circolo la gente deve venire solo per divertirsi”.

Per quanto riguarda gli aspetti fiscali, ci spieghi bene come gestite il circolo.
“Vi è il dubbio interpretativo se il poker sia un’entrata istituzionale o commerciale per i circoli. Io e i miei soci non abbiamo voluto correre rischi ed abbiamo preferito assoggettare tutto come ‘commerciale’ con un prelievo del 3%, con entrate fino a 256.000€ l’anno”.

Quali saranno i cambiamenti per i circoli con l’entrata in vigore di questa nuova normativa?
“Cambiamenti ci saranno solo per i piccoli circoli che però potranno avere la possibilità di essere affiliati ai concessionari”.

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Come vede questo futuro rapporto di affiliazione?
“Penso che un conto sia gestire una poker room online ed un altro dal vivo. Vi sono problematiche diverse ed un circolo va saputo gestire. Ad esempio: come inquadrare il personale? Chi controlla la sala? Non è tutto automatico. Ogni scelta sbagliata può incidere nei costi ed i circoli possono inserirsi in questo segmento, valorizzando la loro esperienza nel settore”.

Per i circoli più grandi invece cosa prevede?
“Noi parteciperemo al bando grazie ad una società di capitali che avevamo costituito precedentemente e sono convinto che saranno in diversi a seguire questa strada”.

Facciamo un po’ di chiarezza: la nuova norma riserva la partecipazione al bando solo ai concessionari AAMS ed alle società europee di capitali (con fatturato superiore ai 1,5 milioni di euro) che hanno operato nel mondo del gaming. A prescindere che è una norma lesiva della liberà di concorrenza, ci spieghi meglio, per cortesia, l’operazione per i circoli.
“Grossi circoli in passato si sono organizzati come associazioni sportive a società limitata che non sono altro che società di capitali. Per questo motivo potranno partecipare al bando. Stesso discorso per il nostro club: io e i miei soci avevano costituito una Società a responsabilità limitata (Srl) per la gestione del poker”.

tremonti-pokerEd il limite del fatturato?
“Presenteremo a garanzia delle fideiussioni”.

In questo modo i circoli potranno partecipare al bando...
“Esatto, i grossi club, se non l’hanno già fatto, si costituiranno in società di capitali. Il mio consiglio è quello di superare le divisioni: molti circoli potrebbero consorziarsi in società, in modo tale da poter acquisire una concessione. Chi è più intelligente si aggiudica più licenze e costituisce un franchising. Mai come in questo momento l’unione fa la forza”.

Chi invece viene tagliato fuori dal bando? Continuerà ad avere problemi legali.
“Siamo al paradosso, perché questa nuova norma non prevede sanzioni penali per chi esercita senza concessione. Per questo motivo, il poker sarà considerato sempre, in questo ambito, lecito. Discorso diverso sotto il profilo amministrativo. A mio avviso, per come è strutturato, un torneo di poker non è gioco d’azzardo. Pertanto – è una mia opinione personale – sarà illecito solo il torneo con rebuy organizzato da chi non esercita con una concessione. Il rebuy invece sarà consentito nella rete AAMS. Il problema è come le norme vengono ‘sfruttate’: se in un circolo si gioca cash game, in quel caso fanno bene ad intervenire perché è gioco  d’azzardo. Cosa diversa è il torneo senza rebuy, in questo caso non può rientrare nella fattispecie di reato”.

Come sottolineato, quelle dell’Avvocato Di Rella sono opinioni personali frutto della sua  (autorevole) interpretazione della normativa in ambito penale ed in materia di gioco. L’ordinanza del tribunale di Genova del luglio 2010 ha valore solo per il caso specifico in esame, seppur rimane, per le motivazioni, importante sotto il profilo giurisprudenziale. Ma in Italia, è bene ricordarlo ai nostri lettori, si sta vivendo da anni, nel settore del poker live, una situazione paradossale e di incertezza. Pertanto quello che può essere ritenuto lecito a Genova, magari non lo è per un giudice di un’altra città, seppur l’orientamento maggioritario della giurisprudenza penale si sta allineando con il tribunale del capoluogo ligure. Sotto il profilo amministrativo invece i TAR (ad eccezione di quello pugliese) ed il Consiglio di Stato invitano a rispettare l’articolo 24 della ‘Legge Comunitaria’.

Quali saranno i prossimi scenari nel settore? E quale sarà il futuro per i circoli? Esprimi la tua opinione sul nostro forum!

Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.
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