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Il bluff del reddito di cittadinanza degli high rollers: c’è chi ha scommesso €130.000, un cagliaritano vince €800.000

Uno scommettitore high roller siciliano (che percepiva il reddito di cittadinanza) è entrato nel mirino della Guardia di Finanza. Omessa la dichiarazione delle vincite per due cagliaritani che hanno incassato 400.000€ e 800.000€ (ricevevano il sussidio di sostegno dall'INPS).

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17/12/2020 19:25

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La Guardia di Finanza di Catania ha effettuato dei controlli incrociati sui beneficiari del reddito di cittadinanza ed ha scoperto una presunta truffa a dir poco eclatante: un residente di Caltagirone ha percepito in questi anni il sussidio statale dopo essersi dichiarato al fisco disoccupato e senza aver percepito alcun reddito.

Il problema è che le fiamme gialle hanno riscontrato che l’uomo in realtà fosse uno scommettitore high roller capace di puntare – negli ultimi 5 anni la cifra di 129.547 euro.

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Indagine sui volumi delle ricariche sui conti gioco

Uno dei controlli è stato effettuato sui volumi delle ricariche sui conti gioco rispetto alle dichiarazioni fiscali presentate dalla persona soggetta ad indagini.

Nell’anno della richiesta del reddito di cittadinanza, nel 2018, gli inquirenti (grazie ad uno scambio di informazioni con l’INPS) hanno riscontrato che lo scommettitore avesse omesso di dichiarare il reddito (secondo le autorità “occulto”) pari a 45.687 euro. In base a questi riscontri, l’uomo è stato denunciato alle autorità giudiziarie di Caltagirone: rischia una pena fino a 6 anni di reclusione. Inoltre è stato segnalato all’INPS e alla Agenzia delle Entrate per aver percepito indebitamente € 18.565,62 oltre alla mancata dichiarazione del reddito pari a 129.547 euro degli ultimi 5 anni.

L’inchiesta a Cagliari: 32 nei guai

La storia di Caltagirone è però solo la punta dell’iceberg. Nella giornata di ieri, la Guardia di Finanza di Cagliari ha reso noto di aver riscontrato 49 irregolarità, 32 molto gravi, riguardo i beneficiari del reddito di cittadinanza nel capoluogo sardo.

Le indagini si basano sull’analisi delle autodichiarazioni dei beneficiari del sussidio, poi confrontate dalle informazioni raccolte dagli agenti. 32 persone hanno omesso di dichiarare vincite provenienti dal gioco online legale tra il 2017 e il 2019. Uno di questi giocatori ha vinto oltre 400mila euro ed un altro 800mila. Non abbiamo informazioni precise al riguardo, ma con ogni probabilità, riguarda vincite al casinò online (jackpot).

Per farci un’idea precisa della vicenda però è necessario comprendere la natura delle vincite.

Il grosso equivoco: vincite lorde o vincite nette?

Gli inquirenti, quando parlando di vincite nell’online, intendono al netto o al lordo di altre giocate (perse)?

Il dubbio è legittimo perché ci risulta che in altre regioni di Italia siano state mosse contestazioni simili ma sulla base (erronea) di vincite lorde (e non nette) a poker online. Gli inquirenti – in alcuni casi – hanno equivocato le vincite non dichiarate con il turnover delle giocate e non quanto effettivamente vinto. Per esempio su 10.000 euro di vincite lorde, un player aveva un saldo di circa 10 euro. C’è una bella differenza.

Quindi bisogna fare una bella distinzione e non confondere le vincite nette (ed i saldi sulle poker rooms) con l’effetto riciclo delle vincite stesse. Faccio un esempio banale: scommetto 100 euro a quota 2, vinco 100 euro nette, le rigioco e vinco di nuovo altre 100 euro. Poi riscommetto 200 euro (il denaro vinto fino ad ora) e le perdo. In questo caso non ho vinto nulla, in tasca non ho un euro e non 200 (vincite lorde) ed è vero che ho giocato 400 euro ma sempre con le solite 100 euro. C’è una bella differenza.

Questo esempio solo per farvi capire che un giocatore tra vincite e perdite può anche registrare volumi per migliaia di euro, ma in questo caso, non può essere considerato reddito e vincita non dichiarata, posto che sul .it le vincite sono esenti da tassazione per i giocatori che pagano già alla fonte (il concessionario agisce da sostituto di imposta).

Fanno in ogni caso bene gli inquirenti ad indagare e verificare tutte le posizioni, per evitare truffe ed abusi considerando che il reddito di cittadinanza dovrebbe essere una misura di sostengo per chi ne ha bisogno.