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Daniel Stern, il poker come dedizione

Daniel 'anski' SternSi era già fatto notare con un paio di piazzamenti in tornei importanti, quali l’EPT di Barcellona nel 2007 o il World Championship Heads Up delle WSOP 2008, ma è indubbio che il colpo grosso lo abbia fatto quest’estate.

Nello speciale torneo per il quarantennale delle WSOP che vantava un buy-in di ben 40.000 $ infatti, Daniel Stern si è piazzato quarto portando a casa 548.000 $, ovvero la più alta vincita che abbia mai realizzato in un torneo. E da allora la sua vita è cambiata, anche professionalmente, con la partecipazione fra l’altro allo show  “Two Months Two Million”.

Il primo pensiero va allora a quel torneo delle WSOP che è stata la chiave del suo successo, con affermazioni curiose riguardo il field presente: “Sicuramente ogni tavolo di quel torneo era difficile, nel senso che non c’era un pollo ad ogni tavolo, ma era un livello che non si avvicinava a quello che c’è nel cash game online al livello $25/$50. E’ sempre così, anche nei tornei più duri il livello medio è comunque più basso rispetto a certi tavoli dell’online”.

Ma non è sempre stato così, secondo Daniel: “Non c’è stato un momento preciso nel quale ho deciso di giocare online, semplicemente col tempo mi sono accorto che il livello medio anche solo tre anni fa era davvero basso. Voglio dire, anche ad un livello come il $5/$10 coloro che erano considerati i giocatori migliori non erano poi granché. Scalare i livelli e rendermi conto che potevo giocarmela contro chiunque mi ha dato molta fiducia”.

Adesso naturalmente le cose sono cambiate, il livello si è alzato di molto, come fare allora per mantenere un vantaggio competitivo nei confronti di giocatori comunque forti? Per Stern, è tutta una questione di dettagli: A quei livelli, la conoscenza del gioco dei tuoi avversari è fondamentale, così come il prendere note accurate su di loro. Tuttavia anche solo mettere il proprio avversario su di un range più preciso di quanto lui non riesca a fare con te fa la differenza. Infatti, anche solo un 10% di accuratezza in più nel lungo periodo significa denaro”.

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E contrariamente a quanto si potrebbe credere, la strada per arrivarci è più semplice di quanto non si potrebbe credere, e forse proprio per questo difficile da seguire fino in fondo:Credo che il gioco del poker sia fondato su abilità che si possono apprendere e migliorare, essenzialmente, che ci sia poco di innato. Il segreto è tutto lì. Io ho dei buoni risultati semplicemente perché mi dedico molto al mio gioco, a metterlo in discussione e migliorarlo, ogni giorno per anni gli ho dedicato un sacco di pensieri, e ogni giorno sento il bisogno di farlo ancora.”

Daniel parla anche dell’uso degli HUD, software che nel gioco cash game permettono di conoscere una serie di statistiche che si traducono in informazioni preziose circa il gioco degli avversari: “Inizialmente non li usavo, perché conoscere solo alcune statistiche isolate non è di molto aiuto. Tuttavia, una volta che le statistiche a disposizione sono diventate di più ed è stato possibile confrontarle, è diventato qualcosa di cui non è possibile fare a meno per essere vincenti. L’unico aspetto negativo credo sia il fatto che questo solleva il giocatore dallo sforzo di affidarsi solo alle sue letture, quindi di affinare le proprie capacità”.

E adesso che è perfino andato in televisione, cosa crede gli riserverà il futuro? Daniel sembra vedere le cose in modo pragmatico: “Essere stati in televisione può essere un buon argomento di discussione per far colpo su una ragazza, ma al di là di questo per tutto il resto la maggior parte del lavoro devi fartela da solo”.
E a giudicare dai risultati finora ottenuti e dalle sue risposte, Daniel Stern sembra il tipo di giocatore concreto e determinato in grado di riuscirvi.

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