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Divieto Pubblicità: verso proroga per le sponsorizzazioni. Possibile deroga: le scommesse come uno skill game?

Il Divieto della pubblicità al centro sempre delle trattative tra Governo e i rappresentanti del calcio italiano. Si vuole evitare un clamoroso sciopero dello sport. Si lavora ad una regolamentazione per le scommesse. Proroga per lo stop alle sponsorizzazioni a giugno?

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12/12/2018 12:30

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Si è tenuto un vertice tra i rappresentanti di Serie A e FIGC ed il Governo, rappresentato da Giancarlo Giorgetti della Lega (con delega alle Scommesse) e Simone Valente del M5S (responsabile dei rapporti con il Parlamento).

All’incontro ha partecipato anche il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina e Gaetano Micciché per la Lega di Serie A. Proprio nelle precedenti settimane si era ipotizzato anche uno sciopero del calcio e degli sport contro il Decreto Dignità, visto che le perdite certificate per le società di calcio sarebbero di circa 25 milioni di euro, per via del divieto che entrerebbe in vigore l’1 gennaio.

Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega alle scommesse: sta lavorando ad una regolamentazione onde evitare uno storico sciopero dell’intero sport italiano oltre al ricorso dei concessionari contro il Decreto Dignità

Secondo quanto scrive il quotidiano Il Messaggero, tira aria di proroga per lo stop alle sponsorizzazioni di giochi e scommesse previsto per l’1 gennaio 2019, come sancisce il Decreto Dignità. Il ban dovrebbe essere posticipato al 30 giugno 2019 (allineandolo con il termine della deroga ai contratti pubblicitari in corso), ma il condizionale è d’obbligo. Al momento non vi è alcuna conferma ufficiale.

Si sta lavorando anche ad una versione del ban della pubblicità che possa essere, attraverso una regolamentazione, compatibile con la Costituzione italiana (visto che ad oggi va a violare l’articolo 41 sulla libertà d’impresa).

Secondo il quotidiano romano, l’idea è quella di prendere come punto di riferimento la regolamentazione in Gran Bretagna che considera le scommesse come uno skill game, gioco d’abilità, come lo è il poker (già riconosciuto per legge la modalità a torneo) ed altri giochi.

Se le scommesse fossero considerate come gli altri skill games non rientrerebbero nella normativa GAP e, con ogni probabilità, nel ban totale della pubblicità. Questa distinzione potrebbe essere decisiva per evitare i ricorsi dei concessionari (che proprio in questi giorni sono stati interpellati, attraverso un questionario, da AGCOM che dovrà regolamentare il divieto).

Si sta lavorando all’ipotesi di differenziare tra giochi con esito totalmente casuali come le slot e vlt (che generano le maggiori dipendenze come testimoniano anche i dati sulla spesa, ovvero sul denaro perso dai giocatori) dagli skill games come il betting ed il poker a torneo.

Naturalmente poi si dovrebbero regolamentare gli spot televisivi delle scommesse “facendo una comunicazione più incentrata sui brand che sul prodotto”. Molto probabilmente non sarà più possibile mettere in evidenza i bonus ed altri giochi e prodotti.

La speranza è che si arrivi ad un’autoregolamentazione intelligente come avviene già in UK.

Se dovesse passare questa deroga, il nostro auspicio è che si limiti e regolamenti il numero di stop televisivi, in questo momento massiccio ed eccessivo soprattutto durante gli eventi sportivi ma non solo. Il Decreto Balduzzi è stato aggirato e sulle tv satellitari e sul digitale terrestre ci sono spot ad ogni ora del giorno. Bisognerebbe invece tutelare i minori estendendo questo divieto fino alle 22.30 a tutti i canali.

Le squadre di calcio invece potrebbero avere piena libertà di esporre il marchio delle aziende di scommesse (comunicazione istituzionale) ma ipotesi di divieto agli atleti professionisti di prestare la propria immagine per la pubblicità”.

Secondo quanto segnala GiocoNewssi è anche ipotizzato di creare un fondo per la lotta al Gap con una percentuale dei proventi degli spot delle scommesse”.

In questo modo il Governo disinnescherebbe lo sciopero dell’intero sport italiano (visto che dal settore delle sponsorizzazione del betting trae risorse necessarie per la sopravvivenza) e dall’altra potrebbe (forse) evitare ricorsi dei concessionari che potrebbero ribaltare il Decreto Dignità ed il ban contenuto in esso, considerando gli elementi di evidente incostituzionalità della legge.

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