Gioco legale e responsabile

Business · Scommesse

Pubblicità, storico! I bookmakers britannici auto-sospendono gli spot durante le partite

Sotto la crescente pressione dei partiti politici, i principali bookmakers britannici hanno deciso di vietare la trasmissione degli spot durante gli eventi in tv.

Scritto da
07/12/2018 08:52

565


I bookmakers inglesi hanno fatto un passo importante, mostrando grande maturità: hanno volontariamente sospeso gli spot pubblicitari televisivi durante i match di Premier League e non solo, l’auto-ban riguarda la trasmissione di tutti gli eventi sportivi di richiamo.

La Remote Gambling Association (RGA), l’associazione dei bookmakers inglesi ed europei (tra i suoi associati ci sono colossi dell’online come Skybet, Bet365, William Hill, Ladbrokes-Eurobet e Paddy Power-Betfair) ha raggiunto un accordo per bloccare l’advertising durante le trasmissioni sportive in diretta.

Un gesto, come dicevamo di grande maturità ed anche di indubbia intelligenza ed efficacia: un modo per stemperare la pressione da parte dei politici inglesi e dell’opinione pubblica sul settore ma soprattutto sul tema della gaming advertising.

Oramai, in Gran Bretagna come in Italia, l’offerta massiccia di spot televisivi su scommesse (e a volte anche casinò) durante i match, era diventata insostenibile per tutti, anche per gli appassionati. Un bombardamento non tollerabile, soprattutto per chi già paga l’abbonamento per vedere i match in diretta.

Solo durante i Mondiali di calcio, sono stati trasmessi in UK, riferisce BBC, più di 90 minuti di pubblicità.

Il deal è stato raggiunto dopo una serie di colloqui e trattative tra i big di mercato ed i maggiori inserzionisti. A portare avanti l’iniziativa ci hanno pensato i manager di SkyBet, Betfair, Stan James, Gala Coral (Eurobet) e William Hill, al fine di garantire che nessuna pubblicità venga trasmessa in un periodo definito prima e dopo la trasmissione di una partita.

Come vi avevamo anticipato un mese fa, Sky UK che detiene i diritti della Premier League aveva già deciso di limitare il numero degli spot durante le pause dei match.

Si tratta di una proposta simile a quella presentata in Parlamento dal Partito Laburista: il disegno di legge riguarda qualsiasi tipo di gioco; le pubblicità non dovranno essere trasmesse fino alle 9 di sera.

In Italia la legislazione è avanti in questo senso per tutelare i minori: durante il Governo Monti, il Ministro Balduzzi regolamentò il settore con un divieto di trasmissione fino alle 22.30. Il problema è che quel divieto è stato by-passato dalla deroga per il digitale terrestre e le tv satellitarie e di fatto, il ban ha perso gran parte della sua efficacia.

In Inghilterra però i bookmakers stanno giocando d’anticipo per dare un segnale chiaro al Governo e alle opposizioni ed evitare che si arrivi al punto del divieto di pubblicità totale come in Italia.

Forse nel nostro paese le gaming company, appena approvato il Decreto Dignità avrebbero dovuto accordarsi per introdurre una misura simile con l’auto-sospensione e moderazione degli spot televisivi durante gli eventi sportivi ma il fatto che il Governo abbia rifiutato qualsiasi tipo di dialogo, non ha favorito una scelta così coraggiosa (anche se molto efficace verso l’opinione pubblica). Anche perché sappiamo che la misura sia quasi del tutto demagogica e poco efficace in termini di contrasto alle dipendenze, visto che va a colpire solo il gioco online, ovvero solo il 7% della spesa (il denaro perso dai giocatori) e non tocca giochi dove avviene la spesa più massiccia, ad iniziare da slot e VLT.

In ogni caso il Decreto Dignità ha provocato l’effetto contrario (come d’altronde in altri settori come il lavoro con un incremento della disoccupazione): gli spot televisivi invece di diminuire sono aumentati e sarà così fino a luglio. Un bel fiasco su tutta la linea.

Tu cosa ne pensi? Lascia il tuo commento