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Continua il novembre nero del poker italiano: addio a Filippo Bianchini, 35enne che aveva vinto le WSOP per 20 anni

Non era uno di quei predestinati per diventare idoli delle folle pokeristiche, ma nella storia di questo gioco ci era entrato a modo suo, in punta di piedi. Nel 2010 Filippo Bianchini aveva vinto la promo forse più folle di sempre e, grazie a PartyPoker, si era guadagnato l’accesso al WSOP Main Event per 20 anni. A quel tempo si era ironizzato molto su un heads up da quasi 200mila euro che l’allora 30enne toscano vinse contro il malcapitato avversario, ma nessuno poteva mai immaginare un epilogo così tragicamente beffardo.

Da qualche ora infatti Filippo non c’è più. L’aggravamento di una patologia respiratoria con cui conviveva fin dalla nascita ne aveva messo in pericolo la vita, ma si sperava che un trapianto avrebbe potuto mettere una pezza a una situazione comunque critica. Purtroppo, alcune complicazioni post-intervento hanno messo fine alla vita di questo 35enne.

Per due volte mi era capitato di intervistarlo telefonicamente, la prima per la famosa “WSOP For Life”, la seconda per il terzo posto centrato nel WPT Malta. Una volta invece ci eravamo incontrati di persona e ne conservo il ricordo di ragazzo piacevole e vitale, con cui avevo in comune due grandi passioni: il poker e il tennis. Se nel nostro amato giochino Pippo era un puro amatore e orgoglioso di esserlo, il tennis lo insegnava di lavoro ed era anche piuttosto bravo.

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Quando un ragazzo se ne va così prematuramente è facile fare coccodrilli stracolmi di retorica, ma davvero non esiste persona o amicizia in comune che non lo amasse e apprezzasse perchè era davvero ciò che appariva: semplice, solare e senza zone d’ombra, sempre pronto al sorriso e alla battuta.

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Personalmente e a nome di tutto il team di Assopoker mando un grande abbraccio alla sua famiglia, al nostro Matteo Felli e a tutti gli amici dell’Hold’em Firenze che in questi anni hanno condiviso con Pippo l’amore per il poker, e che in queste ore cercano di accettare il fatto che lui non sia più tra noi.

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"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".