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Ivan Tononi: “Liquidità internazionale necessaria per crescere, vi racconto il poker in Irlanda”

Ivan Tononi parla di liquidità internazionale e dei rischi per i regular nel .com ma anche della forte passione del poker del poker in Irlanda.

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05/10/2017 10:03

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Ivan Tononi, una vecchia conoscenza di Assopoker, è stato uno dei protagonisti del final table del Main Event del PokerStars Festival di Dublino, torneo da €1.100 di buy-in che lo ha visto chiudere al quinto posto per un premio di €35.780. Ivan è nato a Bolzano ed è uno dei pokeristi della prima ora in Italia. E’ stato per molto tempo anche membro attivo del nostro forum ma vive da tanti anni in Irlanda ed abbiamo colto l’occasione per farci raccontare quali sono le peculiarità del poker a Dublino e dintorni, visto che stiamo parlando di un movimento molto caldo ed appassionato.

Ivan Tononi (photo courtesy of PokerStars – Ratioal Group)

Ciao Ivan, puoi raccontarci in sintesi come è andato il tuo PokerStatars Festival? Come è stato accolto il torneo dai giocatori irlandesi?

Il Pokerstars Festival è stato senza dubbio uno dei tornei più belli dell’anno qui in Irlanda, accolto molto bene da tutti i giocatori anche se per qualche ragione ha generato un grosso overlay non raggiungendo il garantito.

Ovviamente questo e’ stato molto positivo per i giocatori registrati, ma a lungo termine e’ bene che i garantiti vengano raggiunti in modo da non rischiare che tornei del genere si spostino altrove. Personalmente credo il torneo sia stato organizzato molto bene, anche se la locazione (Regency Hotel) probabilmente non e’ delle migliori, considerando che i precedenti UKIPT avevano preso luogo in posti molto più belli come l’RDS o la Mansion House sempre qui a Dublino e che ci sono altre alternativa molto valide in città.

Il tuo torneo è andato molto bene, anche se per molto tempo sei stato “short” stack. Come hai vissuto quella fase?

Avevo iniziato molto bene il Day 1 finendo con double average stack e il torneo e’ stato relativamente semplice fino a circa 30 left dove ho potuto accumulare molte chips senza grossi rischi. Poi ho perso una serie di flip consecutivi e da lì fino al final table ho navigato tutto il tempo tra 15-20bb, stack con cui mi trovo comunque molto a mio agio dato che ho passato molte ore sul simulatore a studiare range di shove/reshove in situazioni dove l’ICM si fa sentire e quindi non ho grossi problemi a lavorare da short stack, anche se ovviamente avrei preferito avere uno stack migliore per poter giocare più spot postflop.

Sei soddisfatto?

Tutto sommato devo essere obiettivo e non posso lamentarmi del risultato, anche se l’ultimo flip perso mi ha spostato circa 40k, dato che appena uscito i 4 rimasti erano circa pari stack e si sono accordati subito per circa 75k a testa, lasciando un sapore dolce-amaro a questo risultato.

Vivi da parecchi anni in Irlanda. Puoi spiegarci bene come è vissuto in questo paese il poker? I Festival sono molto popolari e si gioca anche nei pub, vero?

Il poker e’ molto popolare qui e senza dubbio con meno pregiudizi negativi da parte di chi non ci gioca e non lo capisce. L’Irish Open e’ il torneo piu’ antico al mondo al di fuori degli USA, quindi il poker ha lunghe tradizioni e ogni anno ci sono molti festivals, specialmente qui a Dublino ed i mesi di Marzo e Settembre sono senza dubbio i più importanti dell’anno per quanto riguarda i festival pokeristici.

Ma il poker è molto popolare anche nei pub vero?

Si, il poker qui si gioca anche nei pub (a buy ins contenuti), personalmente non ho mai giocato in un pub e raramente ho giocato al Casino’, dato che gioco quasi esclusivamente i festivals principali che di solito vengono ospitati in qualche hotel.

Continui a giocare sia online che live?

Come detto live gioco praticamente solo i festivals principali a buy in più alto, includendo anche qualche side event. In un anno giocherò all’ incirca 20-30 tornei live. Online gioco un paio di sere a settimana, quando ho voglia. L’anno scorso ho aperto un piccolo E-Commerce a cui do priorià e quindi devo rinunciare a qualche sessione di gioco  per stargli dietro anche la sera. Non ho problemi comunque a sacrificare guadagni pokeristici a breve termine per costruire qualcosa per il futuro, amo nuove sfide.

Cosa pensi della liquidità internazionale? Secondo te è necessaria per la crescita del poker italiano?

Inizio col rispondere alla seconda parte della domanda: probabilmente si, è necessaria per la crescita del poker italiano. Per quanto riguarda la mia opinione personale vado controcorrente e dico che molti regulars italiani che hanno fatto tanti soldi sul .it negli ultimi anni non apprezzano abbastanza la fortuna che abbiamo avuto a poter giocare su un mercato chiuso come il .it . Io vivo in Irlanda e gioco pochissimo sulle varie .com, preferendo ancora oggi il .it, e la ragione e’ la stessa da 10 anni a questa parte, facile da immaginare. Livello di gioco a parte, prediligo i tornei con field ridotto e conseguentemente varianza piu’ contenuta.

Il field  del .eu sarebbe comunque un giusto compromesso: una via di mezzo tra il .it e il .com, sia per skills dei regular che per i field.  

Nel caso questo progetto dovesse subire dei rallentamenti dopo le recenti polemiche, secondo te cosa faranno i professionisti italiani? Si trasferiranno tutti all’estero come hai fatto tu?

A dir la verità io son qui in Irlanda da ormai 17 anni, ben prima di iniziare a giocare. Mi son trasferito qui per i pubs, non per il poker 😊 .

Rispondendo alla domanda credo che tutto dipenda da quanto ambiscano a guadagnare, se un giocatore si accontenta di fare €30k/anno allora può anche restare in Italia e grindare MTT sul .it, con impegno dovrebbe essere una cifra relativamente facile da raggiungere. Se pero’ uno vuol cominciare a guadagnare seriamente allora dovrà trasferirsi all’estero, capendo pero’ che se grinda tornei con migliaia di players dovrà essere ben rollato ed avere un fegato d’acciaio perché la varianza sara’ altissima in confronto e sebbene possa concludere un anno con grossi guadagni, e’ anche possibile chiuderlo in perdita pure per un giocatore molto bravo.

Sei stato uno dei primi giocatori di MTT italiani: come è cambiato il poker negli ultimi 10 anni?

La cosa bella del poker e’ che è un gioco in continua evoluzione e giocate che un tempo si credevano “giuste” ora vengono considerate “sbagliate” e viceversa. La realtà e’ che non esiste un “giusto” o “sbagliato”, dato che lo scopo del gioco e’ esplotare le tendenze dei nostri avversari e i migliori giocatori sono quelli che si adattano di conseguenza. I cambiamenti sono cosi tanti anche solo nell’ultimo anno che potremo scriverci un libro.

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