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Jonathan Duhamel: un uomo che fa la storia, suo malgrado

“Giocherò ancora molti tornei cercando di fare un altro grande risultato, per dimostrare al mondo che non sono stato solo fortunato ma ho anche le skill adatte per giocare bene ad alti livelli”. Così diceva un emozionato Jonathan Duhamel pochi istanti dopo la sua vittoria al WSOP Main Event 2010, impressa nella memoria di tutti noi per la storica presenza di Filippo Candio al tavolo finale.

L’ADDIO A POKERSTARS FA BENE?

E il canadese è stato di parola, anzi si potrebbe dire che di vincere non ha smesso mai, in particolar modo dopo il divorzio da PokerStars. Dopo 4 anni da Team Pro, nella scorsa primavera le strade del canadese e della room dalla picca rossa si sono separate.

Un distacco su cui c’è poco da dire, perchè Duhamel non è mai stato un trascinatore di folle, è piuttosto riservato e, seppure un tipo simpatico e alla mano, semplicemente non ha nelle sue corde la skill di “bucare il video”. Era dunque poco a suo agio nel ruolo di testimonial per un brand che invece cerca molto la partecipazione attiva da parte dei suoi membri.

Ma è stato anche un distacco che ha evidentemente sortito un qualche effetto magico sul 29enne nativo del Quebec, che appena un paio di mesi dopo si porta a casa una memorabile edizione del WSOP 111.111$ One Drop High Roller dove partiva col penultimo stack del final table, e poche ore fa ha completato una rimonta ancora più clamorosa, trionfando nel WSOPE High Roller dopo essere rimasto con 5 big blinds in un torneo che sebrava fatto apposta per consegnare il primo braccialetto in carriera al nostro Mustapha Kanit.

QUANDO BOLLAVA I FINAL TABLE

E dire che le strade di Duhamel e del poker italiano si erano già incrociate, prima di ieri ma anche prima del final table con Candio nel 2010. Pochi infatti ricordano che Jonathan fece praticamente bolla al tavolo finale dell’EPT Praga 2008, quello del primo indimenticabile trionfo italiano con Salvatore Bonavena. Uno scontro 77 vs JJ di Ruthemberg ne compromise il cammino, chiuso poco dopo in decima piazza, ma bisogna riconoscere che il rapporto di Jonathan Duhamel con gli showdown non è proprio tra i peggiori che si siano mai visti. Per info, chiedere a Matt Affleck

[youtube]https://youtu.be/gZexBBiUav8[/youtube]


DA AFFLECK A CHEONG: L’UOMO DELLE MANI STORICHE

Quella del povero Affleck è passata alla storia – e probabilmente rimarrà tale – come la peggior bad beat di sempre alle WSOP, ma non è l’unica mano storica che ha visto protagonista Duhamel. Nel corso dello stesso Main Event 2010, fece a lungo discutere il colpo contro Joseph Cheong, che lo “6betpushò” con A7 trovando il call di Duhamel con QQ e la conseguente eliminazione in terza piazza, che spianò definitivamente la strada verso la vittoria a Jonathan.

DA SUPERCHIPLEADER O DA SHORT, VA SEMPRE LUI

Tornando ai giorni nostri, la vittoria di Duhamel al WSOPE High Roller di Berlino è l’ennesima perla di un giocatore che sicuramente non può dire di essere in credito con la fortuna, per quanto riguarda il tavolo da gioco (nella vita privata, invece, qualche incidente di percorso Jonathan lo ha avuto…). Ma questa non è certo una colpa, perchè come ama ricordare Max Pescatori “non si vincono i tornei a colpi di sfiga”.

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Certo è stato impressionante apprezzare come Duhamel, ancora una volta sia risorto dalle ceneri. Come potete apprezzare da questo screenshot preso dal sito ufficiale WSOP, in piena bolla di tavolo finale Jonathan era rimasto con 6 big blinds:

duhamel2up

Questa non è stata l’ultima “resurrezione” di Duhamel, che anche nel corso del tavolo finale era ri-crollato a circa 8 bigs, per poi risalire fino ad andare a prendersi il secondo – ricchissimo – braccialetto dell’anno. Curiosamente, la mano di quest’ultimo successo sarà ancora 77, la stessa che di fatto gli costò la presenza al final table dell’EPT Praga 2008.

L’UOMO DEL MOMENTUM

2010 WSOP Main Event, 2015 WSOP One Drop High Roller e WSOPE High Roller: quando lui si muove per vincere un braccialetto, non è mai per qualcosa di banale. Con solo 81 piazzamenti live in carriera, è arrivato alla top 10 della All Time Money List.

E poi non smette mai di crederci, e se è in giornata non c’è verso di lasciarselo alle spalle. Se nel poker esiste il concetto di momentum (che potremmo tradurre con: slancio, fiducia, autostima, positività etc), Jonathan Duhamel ne è uno dei migliori interpreti che si siano mai visti.

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".