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Kevin MacPhee: “Ecco perché faccio slow roll”

Kevin MacPhee all'EPT di BerlinoLo slow roll, che sia messo in pratica accidentalmente o con malizia, è certamente una delle pratiche più controverse e contestate nel mondo del poker, tanto live quanto online. Eppure ha fra i suoi fautori anche alcuni personaggi illustri, tra cui lo statunitense Kevin “Wu_Wizard” MacPhee.

Kevin è uno dei giocatori più stimati quando si parla di tornei di poker, visto che in carriera il giovane originario dell’Idaho si è imposto in molti MTT online, per non parlare dell’EPT di Berlino recentemente conquistato.

Ciò nonostante, MacPhee è stato anche duramente criticato più volte proprio per essere ricorso allo slow roll in varie occasioni in passato, e recentemente è tornato sull’argomento spiegando il suo punto di vista.

Contrariamente a quanto venga talvolta argomentato in difesa di questo comportamento, lo statunitense non indica come obiettivo il far innervosire l’avversario, mandandolo in tilt e quindi approfittando in seguito di sue decisioni scorrette condizionate da questo stato d’animo.

La sua è una considerazione più pragmatica e, se volete, più cinica. Scrive infatti Kevin: “Lo slow roll diventa EV+ se mentre viene attuato vengono eliminati altri giocatori. Fare qualsiasi cosa che sia concessa dalle regole e che punti a massimizzare la propria equity nel lungo periodo va bene”.

Jack Ury, autore di un simpatico slow roll alle WSOPPer spiegare meglio quanto affermato, MacPhee ipotizza: “Mettiamo che stiate partecipando ad un torneo online dove il vostro stack iniziale è pari a 3.000 chips e vi siano 1.000 iscritti. Alla prima mano vi viene servita una coppia d’assi e qualcuno va direttamente all-in. I secondi a vostra disposizione scorrono, finché quando non ne sono rimasti che pochi voi chiamate. In quell’istante il vostro stack è ancora di 3.000 chips, ma se nel frattempo il numero dei vostri avversari si è ridotto passando ad esempio da 1.000 a 985, ecco che la vostra equity è aumentata, seppure non di molto”.

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Per “Wu_Wizard”, insomma, il fine giustifica i mezzi, e nonostante si tratti certamente di una pratica eticamente molto scorretta dal momento che è regolare per Kevin è non solo possibile ma perfino opportuno usarla, nel momento in cui ci concede un seppur piccolo vantaggio.

Al di là della questione sportiva e morale, che pure in un caso come questo è centrale, viene da chiedersi se quella poca equity eventualmente guadagnata valga il fegato che vi ritroverete a rodere nel momento in cui altri giocatori faranno lo stesso con voi: per veneziani che possiate essere, una vita da Prometeo non è poi così appetibile.

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