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Il killer di Las Vegas Stephen Paddock era un gambler high roller amante dei video poker

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03/10/2017 13:24

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Dopo la strage, le polemiche e qualcuno ha avuto anche il coraggio tra i media di associare il killer al gioco del poker, quando Stephen Paddock, il folle lupo solitario autore della strage, era sì un giocatore high roller (che spendeva molto nei casinò), ma amava solo i video poker (che nulla hanno a che vedere con il noto skill game del texas hold’em ma  funzionano come le slot).

Stephen Paddock, il folle killer di Las Vegas

Stephen Paddock: le banconote da $100 nelle macchinette

Il fratello Eric in un’intervista lo afferma in maniera chiara. L’autore della strage era un uomo che frequentava i casinò di Las Vegas e non esitava a mettere nelle macchinette banconote da 100 dollari.

NBC News ha rivelato che il killer ha fatto transazioni legate al gambling per migliaia di dollari nelle settimane precedenti all’attentato. Ma non è chiaro se siano vincite o perdite.  NBC ha citato fonti della polizia. Che ci sia un movente legato al gambling non è confermato.

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Se in Italia provano a creare lo scandalo sul nulla (il fatto che fosse dipendente dal poker quando invece era un gambler delle classiche macchinette), negli Stati Uniti si domandano come un uomo comune come Paddock sia riuscito ad introdurre nella sua camera del Mandalay Bay, la bellezza di 23 armi automatiche. I casinò-hotel a Las Vegas sono così sicuri?

Ai giocatori high  roller vengono applicati gli stessi controlli riservati agli altri gamblers?

Lo stesso Paddock nel 2012 citò in giudizio il Cosmopolitan per negligenza a causa di una caduta all’interno del casinò. La querelle giudiziaria però giunse al termine con un accordo economico due anni dopo.

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L’arsenale con esplosivi

L’FBI ha negato qualsiasi collegamento con organizzazioni internazionali. L’uomo disponeva di un arsenale: tra la stanza dell’hotel a Las Vegas e la sua casa, sono state rivenute ben 42 armi. Nell’auto c’era invece del materiale esplosivo (tannerite).

Ad Orlando (Florida), il fratello ha riferito ai giornalisti: “era ricco ed amava giocare ai video poker, in più gli piacevano le crociere, era un uomo tranquillo”.

La passione per le armi

Un uomo tranquillo però con la forte passione per le armi (ha lavorato anche per un decennio alla Lockheed Martin, azienda leader nell’ingegneria aerospaziale e della difesa, tra i primi fornitori dell’ aeronautica dello Zio Sam) prima di fare il manager nel campo immobiliare. Ha rivelato il fratello: “sapevo che aveva un paio di pistole che teneva in una cassetta di sicurezza più un lungo fucile ma non sapevo delle numerose armi automatiche”.

Si era trasferito sulle colline del Nevada, ad un’ora dai casinò di Las Vegas, per godersi la pensione e nulla faceva presagire ad una follia del genere.

Non aveva a che fare con nessuna organizzazione politica o religiosa”. Il padre invece è stato un rapinatore professionista ed era finito anche nella lista dei 10 ricercati più pericolosi d’America. Purtroppo questa insolita sfida familiare però l’ha vinta il figlio ed a farne le spese sono state più di 50 persone (senza contare le centinaia di feriti). Per Las Vegas una ferita che lascerà il segno.

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