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Lotto, Superenalotto e Gratta & Vinci: fino al 25% i prelievi sulle vincite, nuove tasse per agenzie scommesse

Aggiornamento ultima ora: fuori il Lotto dalla Manovra a “scaglioni”

Nella relazione illustrativa si legge però che dalla norma restano esclusi i giochi numerici a quota fissa (Lotto, 10&Lotto e Millionday) poiché “le aliquote previste per le vincite relative a tali giochi (peraltro, quella del 10&Lotto è aumentata con il dl n. 4/2019) trovano applicazione per qualsiasi importo” e dunque contribuiscono “al gettito totale di questo prelievo per circa il 70%”.

Esenzione per vincite fino a €500, sul resto si arriva al raddoppio della tassa della fortuna

In questi giorni si sono rincorsi diversi rumors sulla Manovra di Bilancio del Governo in vista del 2020: all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è stato chiesto un gettito di circa 800 milioni / 1 miliardo di euro da parte del Ministero dell’Economia.

Diverse indiscrezioni sono state pubblicate sulla famosa tassa della fortuna che viene applicata alle vincite di giochi come Lotto, SuperEnalotto, Gratta & Vinci etc. Una stangata è in arrivo per i giocatori (ma non solo).

Rispetto alle precedenti indiscrezioni da noi pubblicate nella giornata di domenica, il Governo dovrebbe aver sposato la linea della tassazione a scaglioni con un tetto minimo di 500 euro. Sotto questa soglia le vincite sono esentate (almeno questo sembra l’ultimo orientamento).

La tassazione verrà raddoppiata e può arrivare fino al 25% per la fascia più alta.

Gli scaglioni sono i seguenti: per le vincite pari o superiori ai €10 milioni, l’aliquota è del 25%, tra i €50mila e €10 milioni è del 23%, i prelievi vanno poi a scalare fino alla soglia più bassa tra i €500 e i €1.000 che è del 15% e non più del 12% come l’attuale.

La tassazione è quindi più che raddoppiata.

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Secondo il Messaggero, in arrivo l’ennesimo aumento del PREU per slot e VLT che va a colpire sempre i giocatori: i payout saranno sempre più bassi (le vincite restituite in percentuale).

Se i giocatori piangono, gli operatori non ridono.

Ennesima proroga (considerando che lo Stato non è in grado di organizzare un bando di gara, vista l’assenza pluriennale di una legge Stato-Enti Locali per il riordino del settore sui distanziometri) per l’assegnazione dei diritti per le agenzie di scommesse ed i corner. Ennesima occasione per fare cassa da parte del Governo.

Le 5.985 agenzie attive dovranno pagare €6.000 per la proroga per ogni diritto, mentre i 4.836 corner verseranno €3.500 l’uno. L’erario incasserà così 52,8 milioni di euro.

Stangata per le sale bingo: dovranno pagare 90.000 euro ciascuna per la proroga per il 2020 (previsto gettito da 17 milioni di euro).

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.