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Michael Phelps, un futuro da professionista del poker?

Che Michael Phelps fosse un appassionato sostenitore del Texas Hold’em non lo scopriamo oggi, che fosse in grado di raggiungere anche in questa disciplina dei risultati neanche, visto il tavolo finale di cui si era reso protagonista nel 2008 in un evento ospitato al Caesars Palace di Las Vegas.

Intendiamoci: al momento lo squalo di Baltimora è e resta quell’atleta magnifico capace di vincere ventidue ori mondiali e quattordici olimpici, di cui otto nella sola edizione di Pechino 2008. Il più brillante dei suoi molti record, ed il ragazzo ha soltanto venticinque anni.

Tuttavia, soltanto un paio di giorni fa Phelps si è reso protagonista di una bella prestazione in un torneo di heads-up a doppia eliminazione svoltosi all’interno del “Borgata Winter Open 2010” di stanza ad Atlantic City.

Si è trattato dell’evento numero 16, un torneo appunto in modalità heads-up a cui hanno preso parte 64 giocatori dal buy-in di $2000+ $150 e che come detto aveva la particolarità di offrire una doppia opportunità, dato che per essere eliminati dal torneo i players dovevano essere sconfitti per due volte in altrettante sfide con giocatori diversi. Lo statunitense, che pur amando il No Limit Hold’em evidentemente non può vantare l’esperienza di molti dei presenti, si è reso protagonista di una distinta cavalcata, venendo eliminato ad un passo dai premi.

Phelps è infatti stato capace di vincere le prime due sfide, per poi cadere nella terza di fronte a Jeff Madsen, vincitore di due braccialetti WSOP a distanza di una settimana in un anno per lui magico, il 2006. Nonostante questa prima battuta d’arresto, Michael da sportivo di prim’ordine qual è non si è dato per vinto, ed ha ripreso a macinare gioco ed avversari, eliminando prima il runner up del Main Event WSOP 2006 Paul Wasicka, quindi Adam Gerber, vincitore nel 2007 dello United States Poker Championship.

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La corsa di Phelps si è quindi fermata soltanto al sesto round, dove non gli è riuscita l’ultima, decisiva virata contro Basilios Diakokomninos. Naturalmente si tratta di un singolo evento che in quanto tale ha un peso relativo, ma è indubbio che qualora Michael Phelps decidesse di calcare le scene dei tavoli verdi farebbe prima a trovare una sponsorizzazione che un semplice bicchiere d’acqua. La sua immagine è infatti quella di un giovane vincente e particolarmente famoso, l’ideale per qualsiasi poker room che non voglia badare a spese.

Al momento si tratta di fantascienza, visto tra l’altro che Phelps ha ancora la concreta possibilità di strappare alla leggendaria ginnasta russa Larisa Latynina il record come atleta più medagliato di sempre ai giochi olimpici: gli bastano due sole medaglie per eguagliarlo, ed una terza per averne conquistate 19 in tutto, il che gli varrebbe questo primato assoluto. Una volta raggiuntolo, però, il giovane potrebbe clamorosamente decidere di dire basta con le competizioni, abbandonando le scene al massimo del suo splendore sportivo e dedicandosi anche ad altre passioni, incluso magari il poker.

Se insomma ad oggi non sembrano esistere le premesse per un Michael Phelps giocatore professionista di poker, non è poi detto che queste non si concretizzino in un possibile futuro, perché in fondo i cannibali non si saziano mai.

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