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Retromarcia dei Monopoli: no a slot e scommesse nelle tabaccherie. Sono 240mila i posti a rischio nel gioco pubblico

L'agenzia delle Dogane e dei Monopoli ci ha ripensato ed ha fermato la riaccensione di slot e la raccolta di scommesse sportive e virtuali negli esercizi commerciali. L'emergenza sanitaria è sempre tangibile ma il settore del gioco pubblico rischia il crack, a rischio 240.000 posti di lavoro.

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30/04/2020 14:03

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La fase 2 prevedeva anche la riaccensione nelle tabaccherie delle slot, oltre all’offerta delle scommesse sportive (anche se per il momento di eventi ce ne sono ben pochi in palinsesto) e del betting virtuale.

Nella serata di ieri però l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha annunciato di aver avuto un ripensamento e modificato la precedente decisione: “a parziale modifica della determinazione direttoriale n. 1251127/ru del 23 aprile 2020, è stata emanata una nuova determinazione direttoriale che prevede l’impossibilità di riapertura della raccolta presso esercizi per i quali non vige l’obbligo di chiusura, delle scommesse su eventi sportivi e non sportivi, ivi compresi quelli simulati e raccolta tramite dispositivi elettronici del tipo slot machine, inizialmente prevista per l’11 maggio p.v. e la possibilità di raccolta solo in modalità online che implicano una certificazione da parte del personale dell’agenzia. Restano confermate le aperture di Lotto e SuperEnalotto”.

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Andranno quindi avanti solo Lotto e SuperEnalotto, l’amministrazione ha ritenuto ancora troppo “pericolose” le altre attività. Molto probabilmente il ripensamento – arrivato dopo forti pressioni anche politiche – è dovuto all’intenzione di voler limitare al massimo il contatto tra persone all’interno dei negozi. L’emergenza non è finita, l’Italia sta vivendo ancora una fase molto delicata con oltre 300 morti al giorno.

La situazione è però critica non solo dal punto di vista dell’emergenza sanitaria ma anche economica.

Il settore del gioco pubblico terrestre sta vivendo una crisi senza precedenti. Secondo uno studio della CGIA di Mestre (citato dall’agenzia Agimeg) sono a rischio 120.000 occupanti (si tratta di posti di lavoro  diretti e indiretti) nel settore. Fanno parte della filiera anche altri 120.000 tabaccai che raccolgono gioco.

Una delle aziende di riferimento del settore, Lottomatica, è stata costretta a mettere in cassa integrazione quasi 1.500 dipendenti. Tutto ciò lo scriviamo per farvi capire la gravità del momento.

Nei prossimi mesi potrebbe esserci una parziale riapertura ma le incognite sono ancora parecchie. Fino a quando non esisterà un vaccino o una cura efficace al Covid19, il settore dell’intrattenimento (non parliamo solo di gioco pubblico ma anche di cinema, teatri etc) rischia di vivere una vera paralisi. Un dramma sociale ed economico concreto se non vi sarà un aiuto concreto dello Stato.

Vediamo quali sono gli occupanti nei vari giochi e settori:

  • slot/Vlt 56.000 (contando anche i gestori dei bar e non solo gli impiegati diretti)
  • sale bingo 12.000
  • scommesse 25.000
  • ippica 20.000
  • tabaccai (che offrono giochi) 120.000

Ci sono poi i lavoratori impegnati in altri games (compreso l’e-gaming).

Lo stop degli eventi sportivi sta avendo un impatto estremamente negativo anche sulle società di gioco online che stanno rimediando serie perdite e contrazioni dei fatturati.

Considerando anche l’alta tassazione applicata di recente e le norme restrittive (vedi decreto dignità), in Italia il gioco pubblico rischia di vivere mesi ed anni molto difficili, con un serio impatto sull’occupazione.

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