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Moreno Marasco (presidente LOGICO): “liquidità condivisa? L’Italia era il paese promotore… serve dialogo senza pregiudizi per riforma del poker”

L'analisi del Presidente dell'associazione dei concessionari online, molto critica nei confronti delle autorità italiane riguardo la liquidità condivisa.

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12/03/2018 17:13

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I concessionari dell’online non ci stanno e attraverso il presidente della loro associazione LOGICO, Moreno Marasco, mandano dei messaggi molto critici per il mancato rispetto dell’accordo sulla liquidità internazionale nel poker online.

Moreno Marasco, Presidente di LOGICO, l’associazione dei concessionari italiani

L’Italia da promotrice è diventata causa del rallentamento del progetto di liquidità condivisa. Non è stata ai patti. Come già espresso in precedenza, non mi sarei meravigliato di un ingresso differito per le lungaggini burocratiche tipiche del nostro Paese, ma mai mi sarei aspettato un completo stop; è evidente che sia necessario riavviare una seria interlocuzione, priva di pregiudizi, sulla riforma del poker online.

Lo afferma Marasco sulla rivista cartacea Gioco News“Sarebbe stato auspicabile che la liquidità condivisa rientrasse negli obiettivi del nuovo fosse rientrata nel ‘capitolato’ bando online, rendendolo decisamente più attraente per nuove adesioni. Invece da paese capofila ora rischiamo, come detto, non solo un sempre crescente ritardo, ma addirittura unuscita dal progetto“.

L’accordo promosso dall’Italia e firmato a Roma nel luglio del 2017, di fatto, non è stato rispettato dal nostro paese, con grave delusione dei partner europei come Arjel, DGOJSRIJ. Per volontà di pochi si rischia di danneggiare molti (i giocatori).

Il sottosegretario uscente Baretta ha mandato segnali di apertura (troppo tardivi?) in questi giorni. Marasco accoglie questo atteggiamento in modo positivo:  “Sono comunque lieto delle recenti affermazioni del sottosegretario Baretta, sulla necessità di rispettare il deal. Come già sottolineato, la liquidità condivisa è prevista solo tra alcuni stati europei, pertanto anche le perplessità sollevate da alcuni esponenti politici sui rischi legati a tale iniziativa, hanno poco senso dato che si tratta di stati che operano in conformità alla quarta direttiva antiriciclaggio”.

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