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Non si placa la furia del Borgata su Ivey: sequestrate le vincite alle WSOP 2019?

La più che fugace apparizione di Phil Ivey alle World Series Of Poker 2019, non è passata inosservata agli appassionati di poker di tutto il mondo.

In tanti hanno seguito le gesta dello statunitense alla 50esima edizione dei campionati del mondo che si sono concluse con un bilancio di 4 piazzamenti tra cui un ottavo posto al Poker Players Championship per $124,410.

Ma, purtroppo per lui, i tifosi non sono stati gli unici a osservare i suoi risultati, anzi, qualcuno di molto più interessato ai suoi soldi ha seguito per filo e per segno il piazzamento finale dei tornei dell’americano, sperando di avventarsi sugli eventuali premi da lui riscossi.

Dopo la sentenza ormai famosissima che ha condannato Ivey al pagamento di $ 10,16 milioni per l’ancor più nota vicenda di edge sorting al tavolo di Baccarat del Casino di Atlantic City, la crew degli avvocati del Borgata si è messa a caccia dei suoi beni per poter recuperare la considerevole somma, visto che Phil non ha alcuna intenzione di pagare.

Ancora ad oggi sembrerebbe che nè Phil Ivey, nè la sua socia Cheung Yin “Kelly” Sun abbiano ancora versato nemmeno un centesimo del dovuto. 

Secondo un recente rapporto apparso su FlushDraw.com, gli avvocati del Borgata erano riusciti a farsi recapitare dai giudici del New Jersey una istanza secondo la quale tutte le vincite ottenute da Ivey nel territorio del Nevada, sarebbero potute essere aggredite dal Borgata. 

La burocrazia statunitense non ha nulla da invidiare a quella italiana, tanto che, a causa di un ritardo tecnico, tale istanza non è divenuta esecutiva nello stato del Nevada, non è chiaro se per un cavillo burocratico o a causa dell’ennesima revisione di alcune parti del processo. 

I primi tre risultati ottenuti da Ivey alle WSOP per premi totali pari a circa $9,000, non hanno destato l’interesse degli avvocati della parte offesa, a differenza di quella un po’ più sostanziosa del Championship, $124,000, vinta il 27 di giugno, guarda caso la giornata stessa in cui l’avvocato Jeremy Klausner ha notificato di persona l’istanza di cui vi stiamo parlando, scavalcando quello che dovrebbe essere il normale iter tra gli stati. 

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Ora non è chiaro se quei 124,000 dollari siano passati direttamente nelle mani degli Avvocati, ma ciò che ha destato molto interesse è il motivo per cui Ivey abbia deciso di giocare tornei dal Buy In comunque impegnativo, pur correndo il rischio di non ritirare alcun premio. 

In alcuni dei forum più importanti del mondo, sono intervenuti personaggi anche piuttosto influenti e, tra questi, spicca il nome del professionista americano Brandon Shack-Harris, il quale ha azzardato motivazioni vicine a side-bet e scommesse effettuate su canali secondari e influenzate da movimentazioni di non poco conto…

Alcuni si chiedono anche per quale motivo il nome di Ivey figuri tra gli eliminati più precoci del Main Event, un torneo che un giocatore della sua esperienza difficilmente dovrebbe farsi sfuggire fin dai primi giorni.

In ogni caso sembrerebbe abbastanza palese che da oggi in poi Ivey eviterà di partecipare a tornei di poker nel Nevada e in tutti gli Stati Uniti fintanto che la sentenza e, soprattutto, l’istanza, rimarranno operative.  

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"C'è chi pensa che sia impossibile prendere parte a tutti i tavoli finali dei tornei a cui si partecipa. Questo è vero per tutti. Tranne per chi li racconta".