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partypoker live posticipa il Festival di Dublino, le incognite sui tornei in Europa

Un altro rinvio in Europa di un festival pokeristico: questa volta è il turno di partypoker live costretta a rinviare il Grand Prix Dublino.

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04/12/2021 13:03

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Il Governo irlandese ha introdotto nuove restrizioni che hanno spinto partypoker live ad annullare la tappa, in programma a gennaio, del Grand Prix Dublino, uno dei tanti festival low stakes che piacciono ai players locali.

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Ad indurre partypoker live a sospendere l’evento è in particolare la misura del coprifuoco imposto a mezzanotte, in particolare per bar e ristoranti. Una misura che ci ricorda da vicino quanto successo in Repubblica Ceca con lo stop delle attività imposto alle 22.00. Un’imposizione che ha complicato, non poco, lo svolgimento delle WSOP Europe al King’s.

Se nei canali ufficiali ancora tutto tace, i responsabili esecutivi di partypoker live Paul O’Reilly e JP McCann hanno scritto su diversi gruppi di poker live irlandesi per comunicare la decisione dell’annullamento del Grand Prix. La linea dell’azienda di Entain è chiara: con un coprifuoco risulta impossibile organizzare un festival del poker.

Non scopriamo l’acqua calda, sono giorni di grave incertezza per il poker live europeo (isole comprese) a causa della pandemia e delle nuove varianti. L’ European Poker Tour è stato costretto a posticipare (che suona come una sorta di annullamento) la tappa del 2021 di Praga. Una scelta quasi obbligata: la Repubblica Ceca sta vivendo un momento drammatico con un picco di casi senza precedenti (per fortuna la percentuale dei decessi è molto bassa).

In Irlanda è scattato l’allarme rosso perché le strutture sanitarie (almeno a giudicare dai numeri) sono molto carenti: a fronte di una popolazione di 5 milioni di abitanti, i posti in terapia intensiva sono solo 300.

Dublino oltre ad avere deciso per l’impopolare (ma necessario) coprifuoco ha fatto retromarcia sugli impiegati che, fino a poche settimane fa, erano stati incentivati a ritornare in ufficio. Con il nuovo decreto invece dovranno tornare a lavorare da casa.