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Poker asiatico, nuovo obiettivo dei Pro

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04/12/2010 18:00

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Macao nuova Eldorado per i giocatori di poker? Ancora presto per dirlo, ma intanto le revenue dei casinò continuano a salire. Senz’altro, l’avventura in terra asiatica di Tom Dwan e Phil Ivey è stata un formidabile spot per il poker con gli occhi a mandorla, e l’ormai mitico StarWorld Casino è nell’immaginario di ogni player. Sogni a parte, la realtà è che questa frenesia del Texas Hold’em a Macao ha fatto impennare gli incassi dei casinò con un impressionante + 42% nel mese di novembre: tradotto in dollari parliamo di 2,2 miliardi in più rispetto agli 1,53 dell’anno prima.

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E’ da almeno un paio d’anni che gli analisti del gambling tengono d’occhio il fenomeno Macao, ma hanno fatto male i conti! Infatti, a fine agosto le previsioni volevano l’ex colonia portoghese in calo per quanto riguardava l’afflusso nei casinò, ma il fenomeno non si è verificato. Anzi, i numeri sono in continua crescita se paragonati al 2009.

Inoltre, se fino a pochi mesi Lo StarWorld Casino di Macaofa il profilo medio del giocatore era quello del businessman orientale, oggi Macao vanta un pubblico molto più eterogeneo: come abbiamo letto ultimamente nelle cronache, il flusso dei player americani, ma anche europei, è cresciuto assieme alla popolarità del luogo. Per capire meglio la portata del fenomeno, basta dire che nel 2009 il totale delle revenue dei casinò di Macao è stato pari a 15 miliardi di dollari, mentre le proiezioni per la fine de 2010 si aggirano sui 23,13 miliardi.

E proprio mentre uno dei player più forti e famosi del mondo come durrrr afferma di volersi trasferire a Macao per alcuni mesi all’anno, il governo cerca di sdoganare l’immagine della città come luogo deputato al divertimento anche fuori dai 34 casinò che l’hanno resa famosa nel mondo. Il progetto di una Macao come luogo di vacanza per famiglie non sembra tuttavia completamente sostenibile, per ora infatti la città pare essere più che altro un clone orientale di una Las Vegas che, dal canto suo, langue nella crisi economica che si è abbattuta sugli USA e non accenna a riappropriarsi dei fasti che l’hanno resa la mecca del gambling per decenni.