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Poker e tasse: l’inchiesta italiana e la normativa in Europa

poker-tasseProsegue, da parte della Guardia di Finanza, la verifica nei confronti di alcuni regulars del circuito internazionale live. Solo dopo questa prima fase si potrà venire a conoscenza di ulteriori elementi. Al momento le informazioni sono frammentarie.

Ai players convocati è stata notificata la seguente comunicazione: “Nell’ambito della propria attività istituzionale quest’ufficio sta procedendo al riscontro della correttezza degli adempimenti dichiarativi e del rispetto della normativa tributaria relativamente ad alcune tipologie di redditi conseguiti in Italia o all’estero, ed in particolare alle vincite al gioco, ai premi derivanti da prove di abilità o della sorte ed ai proventi derivanti da sponsorizzazioni o dallo sfruttamento dei diritti d’immagine o d’autore oltre al corretto adempimento di quanto previsto dal D.L. 167/90 relativamente ai movimenti di capitale per gli anni 2006/2009”.

Nella giornata di ieri è stato ascoltato dagli organi inquirenti un noto giocatore italiano che ha svelato alcuni particolari dell’incontro con le Fiamme Gialle, direttamente  sul nostro forum, teatro in questi giorni di un interessante dibattito: non mancano analisi, opinioni e consigli da parte di avvocati fiscalisti, commercialisti, giocatori professionisti, manager e consulenti.

Dopo aver esaminato, in termini generali, le norme di riferimento in Italia, vediamo in che direzione stanno andando gli altri paesi, analizzando le varie leggi in vigore all’interno dell’Unione Europea, grazie alla competenza dell’avvocato Asa Peronace (esperto in diritto tributario ed in materia di anti-riciclaggio) che tutela e rappresenta gli interessi di alcuni top players italiani.

“La  normativa in esame – afferma il legale in esclusiva per Assopoker – a livello continentale sta radicalmente mutando poiché si assiste sempre di più alla volontà dei singoli paesi, in assenza di una comune normativa europea vincolante, di tassare i proventi derivanti dal gioco del poker. La Bulgaria ha deciso – di recente – di tassare tutte le vincite con una aliquota fissa del 10%”.

poker-tasse-danimarcaUn paese molto rigido è la Danimarca: l’ex campione del Main Event WSOP Peter Eastgate ha avuto dei problemi dopo la vittoria a Las Vegas nel 2008.
“La Danimarca applica una aliquota progressiva del 45% sui primi 4 milioni e il 75 % sulle vincite superiori a tale soglia”.

In Scandinavia non scherzano: la vita dei giocatori professionisti non è semplice, a tal punto che Patrik Antonius ha deciso di lasciare Helsinki e di prendere residenza a Montecarlo. Cosa ne pensa?
“La Finlandia ha pianificato una forte lotta al contrasto delle somme non dichiarate nell’ ambito del poker, mediante linee programmatiche e direttive ben precise: sono stati inviati questionari a tappeto a tutti i giocatori più noti al fine di capire l’entità del fenomeno e suggerire agli stessi “l’opportunità di pagare le imposte sulle vincite”; ricordiamoci il caso di Sami Kelopuro“.
Nonostante sia residente anche lui a Montecarlo, il noto professionista degli High Skakes è stato accusato dal governo finlandese di evasione fiscale: a metterlo nei guai due fuoriserie di sua proprietà. Ilari ‘Ziigmund’ Sahamies invece è rimasto in Finlandia e risulta il contribuente più ricco tra gli under 30.

In Svezia? Sono in corso accertamenti fiscali anche nei confronti di Viktor ‘Isildur1’ Blom che si è da poco trasferito a Londra, vendendo il suo attico a Goteborg. Da quelle parti che vento tira?
“La Svezia ha adottato una politica dura e forte, al fine di controllare e tassare le vincite accumulate dai giocatori di poker, ‘considerati evasori totali’ a tutti gli effetti”.

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peter-eastgateNegli altri paesi?
“Come è noto l’Olanda ha da poco adottato un” Betting and Gambling tax Act” in virtù del quale e’ stata introdotta una aliquota del 30% sulle vincite realizzate dai giocatori ‘professionisti di poker’. Ricordiamo le misure poste in essere dal fisco olandese nei confronti di Steen Van Zadelhoff, il quale si è visto pignorare beni immobili in suo possesso, per vincite addirittura pregresse”.

Nella vicina Francia che strada si è intrapresa?
“I transalpini hanno deciso di tassare solo le vincite dei professionisti, escludendo quelle realizzate dai giocatori occasionali”.

Nelle altre nazioni del vecchio continente com’è la situazione?
“La Spagna tassa tutte le vincite realizzate fuori dal territorio e per adesso sta studiando una formula anche per quelle realizzate in madre patria. La Grecia applica un’aliquota fissa, in misura del 10%  su tutti gli incassi realizzati dai giocatori di poker. Detto ciò va sicuramente fatto presente che gli unici due paesi che ancora non hanno provveduto a disciplinare in modo organico, dettagliato e sistematico il gioco del poker, risultano essere Gran Bretagna e Italia”.

Fine seconda parte – continua

a cura di Luciano Del Frate

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.