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Sanremo IV tappa: vince Caroe’

E’ stato un tavolo finale emozionante e denso di contraddizioni, quello della IV tappa del Campionato Italiano Pro KS a Sanremo, vinta alla fine da Ferdinando Caroe’, 48enne imprenditore piemontese di Arona, che ottiene così il suo primo successo importante. La giornata era iniziata con ancora 11 giocatori dentro, divisi su due tavoli. Cio’ era dovuto al protrarsi del day2, in cui la tensione e la sorte avevano fatto sì che nessuna eliminazione si concretizzasse nelle ultime due ore di gioco. Il fatto di avere ancora due tavoli attivi, metteva naturalmente molta più fretta agli short, poichè in un tavolo a 5 giocatori i bui incidono con frequenza maggiore.

Così si arriva presto alla prima eliminazione, non prima del deal che garantisce 6.000€ a tutti i partecipanti… Il primo ad uscire è il bergamasco Marco "pistillao" Pistilli, che su un flop A 9 5 manda tutto con A 10, trovando però il call di Cioccoloni con A9 per una doppia coppia, che completa l’opera con un altro 9 sul turn ed il conseguente pleonastico full. Per un amareggiato Marco Pistilli, 6.000€ di ricompensa.

Al 10° posto si piazza Alessandro Lusso. Il sardo esce quando va allin in bluff su un flop 8 5 2 con AJ, ma viene chiamato da Marcucci con una coppia di 10 che regge, visto che turn e river sono Q ed 8. Anche per Lusso (qui sotto)sono 6.000€ di premio.

Si arriva così al tavolo finale propriamente detto, quello a nove giocatori. Ricky Lacchinelli si distingue per la solita brillantezza, che fa di lui uno dei migliori "table talkers" attualmente in Italia. Tra una battuta e l’altra, Ricky trova il modo di buttare fuori Giovanni Drago, che va allin preflop da middle position con 88: Lacchinelli lo chiama con QQ, e il board scorre neutro, decretando l’uscita del siciliano, al secondo final table di questa edizione del Campionato Italiano Pro sponsorizzato da King Solomons Poker. Per Drago sono pronti 10.000€ di premio.

Gli otto giocatori rimasti fanno sul serio: giocano, si punzecchiano, scherzano… scoppiano. L’ottavo classificato è il romano Diego Di Maio, che prima viene scoppiato da Cecchi: il toscano vede i suoi A7 trasformarsi in un full su board A 10 7 7 5, battendo l’A9 di Diego. Poi a completare l’opera è "wodimello" De Michele, che chiama il suo allin per 180.000 totali con KK, contro cui nulla possono i QJ a cuori del romano. Di Maio (che vedete qui sotto) chiude quindi 8° con un premio da 10.000€!

A breve giro lo segue Claudio Cecchi. Il toscano prima perde quasi mezzo stack in un tentativo di bluff non riuscito, poi viene brutalmente scoppiato da Fratello, che chiama il suo allin preflop per 160k con AQ, inferiore in partenza agli AK del toscano. Il board però presenta non una, ma ben due Q, e l’avventura di Cecchi (foto sotto) finisce in 7° posizione con 10.000€ di premio. Anche per lui – per la cronaca – si tratta del secondo final table in quattro tappe.

A questo punto, accade un colpo di scena: il giocatore che più di ogni altro sembrava aver bene impressionato per le giocate, ed anche per la fortuna che sembrava accompagnarlo, esce improvvisamente per un tentativo di steal nel momento sbagliato. Stiamo parlando di Alessandro "wodimello" De Michele che, su bui 8k/16k ante 2k, raisa a 48k da cutoff. Matteo Fratello, da BB, ripusha a 116k, ottenendo il call di "wodi". Flop 5 10 a , Matteo fa check, Alessandro fa instant allin, ed altrettanto istantaneo giunge il call del toscano:

wodimello k q
Fratello a 10

Il turn è un a che dà il full al lucchese, dichiarando il pugliese drawing dead e quindi player out. Un brutto colpo per un giocatore che molti consideravano il vero favorito di questo final table. Per De Michele, il sesto posto vale 14.000€, e il sorriso che non abbandona mai il nostro "wodimello" (come si vede qui sotto)

A questo punto si sveglia Ferdinando Caroè: il piemontese decide che è l’ora di uscire dalla situazione di short stack in cui si era ritrovato, e la mano giusta arriva quando limpa da utg, mentre Fratello completa da SB e Marcucci checka da BB. Al flop scendevano A 9 K, check di Fratello e Marcucci, bet 50k di Caroè, Fratello completa il checkraise fino a 120k e, dopo il fold di Marcucci, Caroè va allin per poco più, ottenendo il logico call di Matteo, che gira A 3 per una top pair, ma Caroè mostra KK per uno slowplay quanto mai imprevedibile ed efficace, in questo caso, riportandosi in quota ai danni del toscano.

Poco dopo abbiamo il nome del 5° classificato: è Mario Cioccoloni, che affida le sorti delle sue ultime chips a k q , venendo però chiamato da una delle peggiori mani possibili, a j di Caroè. Il vantaggio si mantiene lungo tutto il board e Cioccoloni ( foto sotto) abbandona in 5° posizione, ma con 18.000€ in più…

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Rimasti in quattro, si scatena la bagarre: Fratello fa doubleuppare Marcucci, che a sua volta pochi istanti dopo fa raddoppiare Caroè. Quindi Fratello si riprende sullo stesso Marcucci, questa volta eliminandolo: il tutto avviene grazie ad un river fortunato, che su board 6 K 4 4…5 regala una insperata scala ai 3 7 di Fratello e manda a casa il povero Marcucci (foto sotto), che aveva K 10 e già pregustava l’ennesimo double up. Per il romano comunque la consolazione di un bel premio da 23.000€!

Qui inizia il Lacchinelli-show! Ricky va allin da BB dopo il limp da SB di Caroè, che però ancora una volta è strapieno: KK vs 77, e nessun miracolo sortisce dal board. Ma Il bergamasco è showman nell’anima, e non può proprio uscire in modo banale: prima triplica con AQ chiamato da entrambi gli avversari, quindi ricrolla a 50k in allin preflop K2 vs AK di Caroè.
Non finisce qui, perchè Ricky doubleuppa ancora su Fratello e torna a poco più di 100k, ma poco dopo, essendo sempre molto short, manda nuovamente, chiamato da Fratello. Lacchinelli parte avanti con K8, Matteo invece ha chiamato giusto per le odds con 2 6, ma un due sul board manda il bravo a simpatico bergamasco a casa al terzo posto. Per Lacchinelli (foto sotto), il gradino più basso del podio vale 30.000€!

Inizia così l’agognato heads up finale, tra Ferdinando Caroè e Matteo Fratello. Quest’ultimo parte in vantaggio per oltre 2 a 1, con 1.560.000 chips contro 700.000. Ma si sa, non si sa mai cosa nasconde il destino…
Infatti per il giovane lucchese è come se fosse finita la "magia", così Caroè prende coraggio…e soprattutto chips! Dopo neanche 20 minuti avviene il sorpasso, ma Fratello riesce a trovare modo per risalire. Si arriva così alla mano decisiva: Caroè dal bottone rilancia a 155k, call di Matteo.
Flop 3 a 4 . Caroè fa 150k, ancora call di Fratello.
Turn 5 , ancora 150k di Caroè, ma stavolta Fratello va allin per 690k in più!
Caroè ci pensa, poi dichiara call
Caroè a 5
Fratello 9 3
Solo un 3 salverebbe il toscano, ma invece…
River 9 , e la più inutile delle doppie coppie per Fratello, che rimane con 40k chips e la mano successiva è allin automatico, con 9 2 per Caroè e 6 4 per Fratello. L’esito potete vederlo da voi qui accanto

Matteo Fratello giunge così secondo, incassando 32.000€

 

Il vincitore di questa IV tappa del "Campionato italiano Pro KS" è dunque Ferdinando Caroè, 48enne imprenditore di Arona (No), che per questo suo primo grande exploit incassa 33.000€!

Infine, una parola su una questione che ha caratterizzato questo Main Event e purtroppo molti tornei italiani: la febbre da deal! Se infatti confrontate il payout originale (che trovate qui)con quello che alla fine hanno vinto i giocatori, vi accorgerete di sostanziali differenze: è una mania tutta italiana, quella di fare accordi su accordi ad ogni eliminazione. Una abitudine solo italiana, che toglie suspence a chi guarda, e soprattutto vanifica – fino quasi ad annullarlo – uno degli elementi chiave del poker in forma di torneo: il gioco sulla ‘bolla‘! Giocare sulle paure altrui, cercare di capire quale giocatore ci tiene ad andare a premio e mettergli pressione, rilanciare sui bui di avversari che "guardano l’orologio"…sono componenti importantissime, essenziali per "fare chips" quando gli altri hanno paura, e in generale per un poker competitivo a livello internazionale.

Cari giocatori italiani, professionisti ed aspiranti tali, fate un favore a tutta la community di appassionati del nostro paese: abbandonate questa cultura del "deal", che nell’immediato vi fa guadagnare qualche spicciolo in più, ma nel lungo periodo vi farà impigrire una dote fondamentale se si vuole giocare a poker: il coraggio.

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"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".