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seda1 “sgamato”!

Se ne parlava da settimane, i rumors si sono susseguiti, accavallati, ma forse siamo arrivati alla soluzione del mistero più chiacchierato dell’High Stakes Poker 2008: l’identità di seda1. Quando si creano casi simili, di giocatori che si palesano come generosi donatori, nel mondo…

Se ne parlava da settimane, i rumors si sono susseguiti, accavallati, ma forse siamo arrivati alla soluzione del mistero più chiacchierato dell’High Stakes poker 2008: l’identità di seda1. Quando si creano casi simili, di giocatori che si palesano come generosi donatori, nel mondo dell’online si creano tamtam contagiosi, in cui ognuno dice la propria e magari, come in un paesino, una burla viene scambiata per verità.

Si era sentito dire che seda1 fosse per certo Barry Greenstein, poi i soliti bene informati hanno messo in giro la voce che l’account sia in realtà di Sammy Farha. Quindi seda1 è “stato” Ted Forrest, Tony G, Chuck Norris (lol)…una ridda di nomi senza fondamento, che potrebbe essere finalmente giunta al termine: sembra infatti che il misterioso account, ultimamente uno dei più "zelanti" finanziatori di Phil Ivey, sia gestito da Shawn Sedaghat, munifico uomo d’affari di Beverly Hills, dalle chiare origini iraniane.

Sedaghat era già noto nell’ambiente per essere un appassionato praticante di poker. Era andato a premio ad un evento WSOP del 2005 per 29.925$ e, soprattutto, era balzato agli onori delle cronache gossipokeristiche poco meno di un anno fa, per aver spillato qualche milione – in un paio di sessioni cash live – a Ron Meyer (nella foto) , storico manager degli Universal Studios.

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Di lui Daniel Negreanu ebbe a dire tempo fa, dopo averlo affrontato live al Bellagio: “Il mio ultimo match è stato contro "Persian Shawn", un miliardario che giocava veramente male: non raisava mai preflop, né checkraisava….Come ho fatto a perderci? Non ne ho idea LOL”.

Quindi non un semplice miliardario annoiato a quanto pare, ma un miliardario annoiato appassionato di poker, e con qualche discreto risultato. Ovviamente però, un conto è avere edge su Ron Meyer, un altro pensare di poterlo avere su Phil Ivey…

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".
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