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Vince €30 milioni al Super Enalotto ma perde tutto… Le testimonianze sulla Rai

Storie drammatiche raccontate nello Speciale TG1 dedicato al gioco d’azzardo La trasmissione, andata in onda domenica sera, ha concentrato gran parte del suo focus sulle slot e le Vlt ma anche sulle storie personali di gamblers patologici.

A parlare, in anonimo, davanti alle telecamere della Rai sono stati diversi giocatori ludopatici. Interviste che aprono una dolorosa riflessione su una delle facce negative del mondo del gaming, quello patologico e problematico. Oltre al divertimento e l’intrattenimento c’è un altro lato della medaglia che, senza dubbio, non va ignorato ma affrontato con la necessaria risolutezza. Sono necessari equilibrio e conoscenza (sia del fenomeno che del settore). Il populismo per una volta va lasciato fuori dalla porta se realmente si vuole contenere questo fenomeno e al tempo stesso impedire all’offerta illegale di dilagare.

Negli States si sprecano le storie di vincitori milionari alla lotteria che sono andati broke. Spesso il denaro facile dà alla testa

Uso tessera sanitaria

L’utilizzo della tessera sanitaria per l’accesso alle macchinette potrebbe essere una prima soluzione molto efficace, anche solo per raccogliere dati ed iniziare a capire meglio la piaga sociale delle dipendenze da gioco.

Anche perché è assurdo che le giocate non siano tutte tracciate (come richiesto dall’ Antimafia in questi giorni e dalla nuova direttiva europea anti-riciclaggio entrata da poco in vigore).

L’unico aspetto positivo è che le recenti ricerche (leggi più avanti) dimostrano che si tratta di un fenomeno circoscritto nei numeri ma non per questo non drammatico. Un fenomeno però gonfiato ad arte da alcuni politici per fini elettorali (spot e slogan che costano migliaia di posti di lavoro) ed altre associazioni per altri scopi.

Prima di scoprire queste esperienze negative dei giocatori raccontate davanti alle telecamere dell TG1, è bene fare una premessa, visto che stiamo parlando di un problema molto serio.

Ministero Salute: dai 10 ai 20.000 casi

Sono necessarie ricerche approfondite. Alessandro Aronica, Vicedirettore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, è stato chiaro sul punto: “Sulla situazione clinica, ovvero sui soggetti cui è stato diagnosticato effettivamente un disturbo da gioco d’azzardo, – riporta Agipronews – i soli dati attendibili sono quelli forniti dal Ministero della Salute, che parlano, nel corso del tempo, di cifre comprese tra le 10 mila e le 20 mila unità. Per quanto ne sappiamo, si tratta di un dato sottostimato, ma dà un’idea dell’ordine di grandezza. Abbiamo tutti bisogno di numeri certi: anche per questo, i Monopoli di Stato hanno promosso e finanziato una ricerca dell’Istituto superiore di sanità che, sulla base di un campione fortemente rappresentativo, fornirà un quadro aggiornato del gioco cosiddetto problematico nonché di tutta una serie di caratteristiche della domanda di gioco in Italia”.

Lo scommettitore che vinceva €60.000 ma giocava al raddoppio…

In un’intervista di un anonimo gambler (professione militare) racconta che per 20 anni è stato un giocatore problematico: ha iniziato con le scommesse nell‘ippica cavalli per poi passare a quelle “sul calcio”. Svela che “c’erano giorni che vincevo anche 60mila euro” ma poi non “esitavo a chiamare di notte l’allibratore per raddoppiare subito la puntata. E’ facile farsi prendere da deliri di onnipotenza. Mi facevo prestare soldi soprattutto dai familiari, ho fatto debiti per circa 400mila euro e perso 20 anni della mia vita, pensavo sempre e solo a cosa scommettere. Mi alzavo il lunedì e già pensavo alle scommesse della settimana” racconta da una casa di recupero per giocatori problematici.

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Il collega che ha vinto 30 milioni al Super Enalotto

“Purtroppo – ha proseguito – il denaro facile dà alla testa. Un mio collega ha vinto 30 milioni di euro al Super Enalotto ma ha perso tutto”. Soprattutto negli Stati Uniti, è alto il numero di casi di vincitori di lotterie andati in rovina. Questa storia non sorprende.

Evelyn Adams ha vinto due volte jackpot milionari alla lotteria ma è andata broke in malo modo nel giro di pochi anni (leggi qui la storia) trasferendosi ad Atlantic City. Jack Whittaker spazzò via un patrimonio di 315 milioni di dollari vinti al Powerball. Ma questi sono solo due casi, negli States storie simili si sprecano.

Lo scommettitore anonimo aggiunge allo Speciale Tg1: “Ha perso denaro, moglie e figli, ora vive come un barbone. Anche io avevo perso i miei figli”.

Questo anonimo ex gambler  racconta che ha toccato il fondo ed ha capito tutto “quando mio figlio ha scritto una lettera a babbo Natale e gli ha chiesto di avere un padre. Entrare in una comunità non basta, ci deve essere anche una famiglia alle spalle a sostenerti”.

Ricordatevi sempre che il gioco deve essere solo un divertimento, non la risoluzione dei vostri problemi. Non giocate mai oltre le vostre possibilità.

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.