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Will Kassouf rivela ad AP: “Il poker ha bisogno di personaggi come me!”

Will Kassouf rivela ad Assopoker i suoi piani per il futuro come poker player e personaggio pubblico e svela di avere un'ambizione particolare...

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26/04/2018 17:03

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di Stefano Atzei

Barcellona – In fondo, se ne sente la mancanza di Will Kassouf. Vuoi per l’ascesa dei tornei High Roller, dove disciplina e serietà al tavolo dominano la scena a scapito dell’intrattenimento (o semplicemente per una questione d’attitudine e approccio al gioco, più professionale rispetto al passato), ma per personaggi come Will c’è sempre meno spazio nel poker.

Will-Kassouf

Will Kassouf durante il Millions a Barcellona

Dall’exploit mediatico ottenuto due anni orsono alle WSOP, l’avvocato britannico è ormai un poker pro a tutti gli effetti. Lo incontriamo seduto sui divanetti appena fuori dalla sala tornei al Casinò di Barcellona, apparentemente indaffarato col suo smartphone.

Mi invita a sedermi, forse per cortesia, forse per gratitudine. La sera prima infatti, ci siamo incontrati all’ingresso del locale adiacente al casinò in occasione della festa di PartyPoker: un buttafuori fin troppo zelante non voleva proprio saperne di farlo entrare con la ‘pulsera naranja’ (un braccialetto arancione ndr.). “Necesitas el amarillo!” ripeteva allontandolo con un braccio.

“Mi conosci, sono Will. Digli chi sono, digli che sono stato invitato!” . Provo a comunicare col buttafuori sfoderando il mios spagnolos imparato alla gita di terza liceo e, per qualche strana coincidenza riesco a farlo entrare. Insomma, sappiamo entrambi che mi deve perlomeno un’intervista e difatti non oppone alcuna resistenza.

Stai diventando un giocatore serio ormai…

Dopo averne combinate di tutti i colori ai tavoli televisivi forse è ora di provare a far qualcosa di concreto. Qualche deep run, vincere un altro trofeo…L’ultimo è stato l’high roller da 10k a Praga, mi piacerebbe vincerne un altro come quello!

Stai dicendo che è finita l’era del Kassouf intrattenitore?

Il mio modo di giocare non è cambiato affatto, anzi. Ma l’appeal mediatico ricevuto in passato ormai è roba vecchia, non si può cavalcare l’onda per sempre, ora è necessario far parlare i risultati. Attualmente sono sponsorizzato full time da Grosvenor Poker per tutti i tornei del Regno Unito, quindi sto giocando molto a casa. Viaggio solo quando posso permettermelo o quando ci sono eventi come questo a Barcellona. Poi, il fatto che abbia perso praticamente tutti flip ai tornei è un altro discorso, per fortuna sono andato bene ai tavoli di cash game

Come gestisci il tuo personaggio pubblico a distanza di due anni?

Ci sono ancora tantissime persone che si avvicinano e mi chiedono una foto o si congratulano con me, ovunque vada: ‘Nine high like a boss!‘, selfie di rito e via. ‘Sono il tuo più grande fan’, mi dicono. Tutti sono i miei più grandi fan a sentirli parlare! In realtà quello che ho fatto alle WSOP ha lasciato il segno ed è bello ricevere questo feedback dopo un paio d’anni. In tanti mi hanno detto di aver fatto bene al movimento in senso generale: il poker ha bisogno di personaggi, altrimenti è un gioco morto!

Hai mai pensato di metterti a studiare la GTO?

Assolutamente no. Ho il mio modo di approcciare il gioco, basato sull’istinto, sulla lettura dell’avversario e sul linguaggio del corpo. Sono e sarò sempre uno ‘speech player’, la GTO la lascio agli altri!

Will Kassouf sempre sorridente ai tavoli

Ti vedremo alle WSOP quest’anno?

Certamente. Partirò ai primi di giugno col mio sponsor e giocherò subito il Millionaire Maker, poi si vedrà. Potrei giocare altri eventi o concedermi un break per visitare la California, ma sarò in pista per il Main Event.

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Possibilità di vederti partecipare ad un evento come l’High Roller One Drop?

Poche, non è il mio territorio diciamo. Non avebbe senso investire una fetta così grossa del mio bankroll per giocare contro un field così duro: il fatto di aver vinto qualche soldo in questi anni non significa che debba necessariamente provare a sfidare i più forti.

Lo spettacolo televisivo però ne guadagnarebbe…

Questo è vero. Non nego che proverò a fare qualche satellite e chissà, magari riuscirò a qualificarmi e ne vedremo delle belle!

Ti è mai venuto in mente di aprire un tuo canale su Youtube e diventare una sorta di anti-Polk dicamo?

Sarebbe divertente farlo, di sicuro avrei un bell’impatto. A dirla tutta sarebbe stata una cosa da fare subito dopo le WSOP 2016, in quel momento si era creato il giusto hype, ma farlo ora non avrebbe senso. Preferisco concentrarmi sul poker giocato, non vedo l’ora di andare alle WSOP. Se riuscissi a centrare qualche bel risultato allora ne potremmo riparlare…

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