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WSOP: come tutto ebbe inizio

Scritto da
06/06/2011 20:33

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Un'immagine del Binion's Horseshoe negli anni '70Nel 1970, Benny Binion ebbe una visione: un evento dedicato al poker che riunisse tutti i migliori giocatori delle varie specialità. In realtà il seme fu gettato un anno prima a Reno, quando all’Holiday Casino furono invitati i giocatori più famosi dell’epoca per una sorta di “Texas Gamblers Reunion”, tra cui lo stesso Benny Binion.

Mister Binion, che casualmente era anche il proprietario del Binion’s Horseshoe Casino di Las Vegas, ispirato da ciò che vede a Reno, l’anno seguente dà vita alla prima edizione delle World Series of Poker.

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Siamo nel 1970 e in tutta Las Vegas ci sono meno di 50 tavoli da poker. Lo stesso Binion’s Horseshoe, location dell’evento, non ha nemmeno una poker room. Ma quando l’8 maggio di quell’anno storico siedono al tavolo personaggi come Doyle Brunson, Johnny Moss o Amarillo Slim, la magia che si crea mette tutto in secondo piano, anche un allestimento raffazzonato alla meno peggio.

“Abbiamo avuto 7 giocatori iscritti lo scorso anno e quest’anno sono diventati 13. Credo proprio che il prossimo anno ne avremo almeno 20 o anche 50 – dice Binion in un’intervista del 1972 – chi lo sa, magari nel tempo potrebbero crescere sempre più…” Mai frase fu più profetica. Le WSOP di anno in anno crescono, si evolvono e diventano un fenomeno che lo stesso Binion non avrebbe mai immaginato. Nella timida 1° edizione del 1970 si vince per acclamazione e i 7 player in gara decidono che Johnny Moss è il migliore: si porta a casa una brocca d’argento. Ma così impostate, le WSOP sono un torneo insipido al quale la stampa non è minimamente interessata, manca il sale della competizione che solo il denaro può instillare.

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Nasce un nuovo format: nel 1971 si pagano 5.000 $ di buy-in e si compete per un primo premio di 30.000 dollari. La stampa si sveglia, il pubblico pure, e il numero sempre crescente di iscritti non delude Mister Binion. Di anno in anno il montepremi si moltiplica. Nel 1980 diventano 385.000 i dollari destinati al vincitore, che quell’anno è Stu Ungar. Le World Series of Poker sono sempre più popolari e diventano una fucina di personaggi oggi icone internazionali del poker: Doyle Brunson, Amarillo Slim, Johnny Moss e Stu Ungar dominano gli anni ’70 ed ’80 con le loro pluri-vittorie e le loro vite così al di sopra delle righe.

WSOP 1976 al Binion's, una stretta di mano sotto l'occhio vigile di Doyle BrunsonLe World Series of Poker si arricchiscono di nuovi eventi e nuovi personaggi. Nel 1989 è uno sconosciuto Phil Hellmuth a vincere il prestigioso Main Event da 10.000 $ di buy-in, diventando a 24 anni il più giovane vincitore WSOP, record oggi battuto da Joe Cada, nonché il player con più braccialetti WSOP vinti, ben 11, e più ITM totalizzati.

E’ il famoso effetto Moneymaker che fa da spartiacque tra le WSOP prima maniera e la manifestazione che conosciamo oggi. Chris Moneymaker: figlio del boom del poker online, è il primo player a qualificarsi su internet con i 39 dollari più famosi della storia del poker che lo porteranno fino al Main Event e alla clamorosa vittoria di 2.5 milioni di dollari.

E’ il 2003 e la portata di questa vittoria è talmente alta che dagli 839 iscritti di quell’anno si passa a ben 2576 player nel 2004, quando Greg Raymer vince 5 milioni. Nel 2005 i milioni diventano 7.5 fino agli incredibili 12 milioni vinti nel 2006 da Jamie Gold, record ad oggi rimasto imbattuto. 

Sono passati più di 40 anni dai 30.000 $ di premio andati al primo vincitore WSOP Johnny Moss, e il progetto di Billy Binion si è rivelato una geniale intuizione. Il Binion’s Horseshoe non ha più la capacità di ospitare l’evento: le WSOP si sono trasferite ormai dal 2005 al più spazioso Rio di Las Vegas, ma il sogno di Billy Binion vive ancora ed è diventato il sogno di tante generazioni di giocatori di poker che hanno lottato e vinto nella manifestazione più affascinante ed importante di tutte.

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