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Intervista a Giovanni “Evaner” Finizio, il grinder passato dal NL 2 al profit di €120.000 in due anni e mezzo

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08/01/2017 12:00

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Una domanda che si pongono molti appassionati di poker è se sia ancora possibile al giorno d’oggi compiere la scalata nel cash game .it dai microstakes al NL 1000, il massimo livello disponibile. Contro molte previsioni, la risposta è affermativa, come dimostra la storia di Giovanni Finizio, grinder fiorentino conosciuto online come “Evaner“. Dietro a questo nickname, Giovanni ha scalato tutto i livelli sulle poker room italiane, partendo dal NL 2 e arrivando a sfidare i migliori regular del NL 1000. Il tutto in appena due anni e mezzo, per di più diventando anche padre nel frattempo. Lo abbiamo contattato per intervistarlo, questa è la sua storia.

Ciao Giovanni, benvenuto su Assopoker. Come molti cashgamer, non si sa molto sul tuo conto. Raccontaci qualcosa su di te. 

Ciao a tutti, mi chiamo Giovanni, ho 27 anni e vivo a Firenze. Sono un ragazzo normale sotto molti aspetti, ho una compagna con cui convivo e con la quale ho appena avuto uno splendido bambino. Ho sempre avuto la passione per i videogiochi da quando ho memoria, ho giocato un po’ a tutto ma prima del poker mi dedicavo a Starcraft 2 a tempo pieno. La transizione è stata abbastanza naturale, i due giochi per quanto profondamente diversi, hanno molti aspetti comuni. Essendo sempre stato una persona estremamente competitiva mi sono subito innamorato del poker. Mi sono subito reso conto che sarebbe potuto diventare un lavoro e, a differenza di molti, sono partito subito con quest’obiettivo in mente. Si è trattato solo di trovare la strada per arrivarci.

Giovanni "Evaner" Finizio

Giovanni “Evaner” Finizio, qua in versione Starcraft 2

Sei passato dal NL 2 al NL 1000 in meno di tre anni. Cosa è necessario per una scalata del genere? Molti si dicevano convinti già nel 2014 che il cash game .it fosse ormai imbattibile per traffico e livello medio…

Quando ho iniziato praticamente tutti mi hanno detto che sarebbe stato quasi impossibile proprio per questi motivi, e forse è questo che mi ha motivato ancora di più nella scalata tra i livelli. È necessaria la voglia di arrivare e la volontà di dare il 100% ogni giorno. Per i primi due anni ho dedicato 8-10 ore al giorno 7 giorni su 7 al poker, tra gioco e studio. Mi fermavo solo per mangiare, dormire e dedicare il giusto tempo alle persone importanti nella mia vita. Le distrazioni sono state una rarità. Ovviamente la situazione è molto più tranquilla adesso, vuoi perché ormai convivo e sono padre quindi devo occuparmi anche di questo, vuoi perché il traffico ai mid-high stakes è ridotto rispetto ai micro-low.

Nella tua carriera ti sei fatto seguire da un coach. Quanto pensi che sia importante per diventare professionista?

Ritengo sia importante, per alcuni forse fondamentale. Nel mio caso è stato utile per risolvere i problemi di mindset che mi hanno tagliato le gambe fin dall’inizio, più che per migliorare il mio gioco. Con la quantità di materiale e programmi disponibili per lo studio, è solo una questione di tempo e impegno imparare a giocare. Molti ritengono che il coach abbia un magico segreto per vincere, ma non è così: anche il miglior coach del mondo può solo indicarti la strada ma il grosso del lavoro deve farlo l’allievo.

Nel marzo del 2015, dopo aver chiuso il rapporto con il tuo coach, sei ripartito dal NL 25 e sei nuovamente salito fino ai livelli massimi del .it. Il tuo bankroll management è stato molto aggressivo? Pensi che sia adottabile da chiunque oppure è adatto a te nello specifico?

Per i micro limiti ho sempre adottato una gestione del bankroll molto conservativa, forse troppo in alcuni casi. Ovviamente non volevo andare rotto ma giocando ad esempio il NL25 con più di 200 buy-in non facevo che tarparmi le ali. È altrettanto vero, però, che per proseguire con i limiti bisogna poterli battere, quindi ho sempre cercato di fare level up quando mi sentivo in grado di fare almeno breakeven al livello che stavo shottando. Dal NL100 in poi ho avuto una gestione un po’ più aggressiva e quando sono salito al NL200 e NL400 ho avuto un paio di mesi di ottima run, da lì non mi sono più guardato indietro. Mi sono resto conto che una volta battuti quei livelli, dove bene o male ci sarà sempre traffico, sarebbe stato sempre possibile ricostruirsi un roll per shottare gli high stakes, quindi mi sono lanciato anche in quelli.

Detto questo, io sono probabilmente un caso particolare perché ho un totale disinteresse per il valore del denaro. Allo stesso tempo, però, mi rendo conto ora più che mai di quanto serva e sia importante (non solo per me), pertanto ho trovato un equilibrio. In ogni caso, non ho mai giocato un livello con meno di 50 buy-in, quindi ritengo sia un approccio alla portata di tutti coloro che hanno la disciplina di fare level down quando le cose non vanno per il verso giusto.

Il grafico impressionante del suo 2016 ai tavoli di cash game

Il grafico impressionante del suo 2016 ai tavoli di cash game

L’anno scorso hai aperto un thread motivazionale sul nostro forum e a dicembre hai postato un grafico da €120.000 di profitto (inclusa la rakeback). Sono numeri impressionanti, come giudichi il tuo 2016?

Ovviamente il 2016 è stato il mio miglior anno, sono andato ben oltre le aspettative che avevo a gennaio. Ho runnato davvero bene in quasi tutti i mesi ma anche quando sul finale la varianza si è fatta sentire ho tenuto duro, e di questo sono molto contento. Allo stesso tempo ho lottato con le unghie e con i denti senza lasciarmi scappare quelle che ritenevo situazioni profittevoli. Ho aggiunto anche l’heads-up cash al mio gioco e questo mi ha aiutato davvero tanto a migliorare la parte tecnica, dovendo giocare quasi ogni mano. In questo formato ho un avuto un approccio “impara a nuotare o annega” ma ho sempre avuto fiducia nelle mie capacità e per fortuna non sono stato smentito, dato che l’HU è stato oltre 1/4 del mio profitto annuale.

Su quali poker room giochi?

Ho giocato su tutti i network .it nel 2016: il NL 700 su People’s Poker e il NL 500 su iPoker; tutti gli altri limiti su Ongame, Pokerstars, Lottomatica e Gioco Digitale.

Come se non bastasse, sei riuscito a ottenere questi risultati nell’anno in cui sei diventato padre. Come si concilia la vita del poker pro con quella del genitore?

Si concilia con molta pazienza! Per molti aspetti ha vantaggi che lavori normali non hanno. Posso prendermi una pausa per stare col bambino o dare una mano alla mia compagna in qualunque giorno e a qualunque ora, ad esempio. Per cercare di ovviare al problema dello stress dovuto agli swing, ho cercato di ridurre il volume agli high stakes (soprattutto HU contro i reg più forti) e concentrarmi sullo studio e sui midstakes. Non è facile soprattutto nei giorni in cui la notte prima ho dormito poco ma la mia compagna mi aiuta molto, e spesso mi lascia lavorare tranquillo per qualche ora portando il bimbo dai nonni.

Cosa c’è nel 2017 di Evaner e cosa in quello di Giovanni?

Nel 2017 di “Evaner” spero che ci sia un anno ancora migliore di quello appena passato. Mi dedicherò allo studio molto più di quanto non abbia fatto quest’anno perché voglio assolutamente consolidarmi come uno tra i migliori nel field italiano. Ci sarà anche un bel po’ di streaming, mi diverte molto, sto cercando di fare un paio di ore di live al giorno e anche se ho iniziato da poco sto ottenendo buoni risultati. Oltretutto stasera giocherò il primo e unico torneo che si vedrà sul canale, il Sunday Million di Pokerstars.it.

Guarda il video live di EvanerTV su www.twitch.tv

Nel 2017 di Giovanni ci sarà ancora più tempo da dedicare al bambino e alla mia compagna. Sono davvero felice e senza di lei non sarei sicuramente arrivato fino a questo punto nel poker e nella vita. Anche se non smetto mai di ricordarglielo, ogni anno cerco di fare un pochino meglio anche sotto questo aspetto.

Avendo giocato un po’ contro tutti e a tutti i livelli, dal tuo punto di vista chi sono i 5 migliori cashgamer del .it?

Difficile nominarne cinque, a mio avviso c’è un divario abbastanza ampio tra i migliori tre e il resto del field. Mi limito a giocatori con i quali ho un sample abbastanza ampio e con cui ho giocato per tutto l’anno, soprattutto 6max ma anche HU. “Puffetta” e “karimm92” sono tra questi senz’altro, entrambi solidi, buon mindset, commettono pochissimi errori ed è sempre un “piacere” giocarci contro. Giocano anche sul .com quindi si vedono meno ai tavoli ultimamente, unica pecca di entrambi è appunto il volume. Entrambi hanno avuto un percorso simile per tempistiche e risultati al mio, ma al momento sono senza dubbio migliori di me, perlomeno nel 6max.

Il migliore in assoluto è Nicola “quattroganci” Valentini, proprio una spanna sopra a tutti gli altri. Non necessariamente il più preparato, ma se andiamo a guardare nell’insieme il volume, la costanza, il mindset e un buon livello di gioco è sicuramente il numero uno. Solido anche in HU, è disponibile a giocare praticamente in ogni momento e contro tutti. Ritengo sia abbastanza sicuro affermare che se nel 2016 non avesse grindato sul .it una grossa fetta dei reg, me compreso, avrebbero chiuso l’anno con qualche decina di migliaia di euro in più.

Nel 2017 è ancora possibile partire dal NL 2 e arrivare agli high stakes? Che consigli daresti a un giocatore che vorrebbe provarci?

Certo che è possibile, assolutamente sì. Sarà facile? Per niente. Dovete tenere duro, studiare, lavorare sodo ogni giorno. Se volete arrivare più in alto degli altri, dovete essere pronti a dare più degli altri, non c’è altro modo, nessuno nasce imparato. Ci saranno giorni in cui vorrete piangere, giorni in cui vorrete mollare tutto, ci passiamo tutti e non solo nel poker ovviamente. Chi riesce ad eccellere in qualunque aspetto professionale o personale non si è arreso in quei giorni.

I risultati del 2016 per livello

I risultati di “Evaner” nel 2016 livello per livello

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