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Alessandro Pichierri e il braccialetto: “Fiero dei passi avanti fatti, dovrei smettere di sottovalutarmi”

Per chi fa un lavoro come il nostro di raccontare il poker, la sua cultura e il suo mondo, storie come quella di Alessandro Pichierri sono quasi esemplari. Vedere un ragazzo italiano vincere un braccialetto iridato è sempre una soddisfazione, ma lo è ancora di più se questo ragazzo lo hai visto “nascere” pokeristicamente, grindando i tornei online da 5-10€.

Senza dimenticare che qui, come in altri ambiti competitivi o sportivi (si pensi al calcio), solo in pochi riescono a coronare il sogno di giocare ad alti livelli, abbinando talento e passione a costanza e disciplina si possono legittimamente sognare grandi traguardi. Traguardi come quello di un braccialetto WSOPE, appena finito al polso di questo 28enne brindisino che abbiamo subito provveduto a contattare, per farci raccontare le sue prime impressioni.

Intervista ad Alessandro Pichierri: Deneb93 è arrivato al braccialetto

La cifra che hai vinto è davvero “croccante”, seppure non di quelle che cambiano la vita (smettere di lavorare o cose del genere). Mi sapresti dire quanto la vittoria di ieri ti rende felice per la ricompensa monetaria e quanto per vedere il tuo nome nel ristrettissimo club di italiani vincitori di braccialetto? In altre parole, quanto conta la gloria per te?

La ricompensa economica mi rende felice, ma non mi sposta così tanto rispetto a prima. Diciamo che è un bel boost che ogni torneista come si deve ha bisogno di trovare almeno un paio di volte nella sua carriera, per poter arrivare al top. Infatti sono molto più contento del prestigio di un titolo mondiale e di aver avuto la meglio su un final table tutt’altro che semplice. Ogni tanto infatti dovrei avere il buon senso di riconoscere quanti passi in avanti ho fatto in questo gioco negli anni, invece forse di sottovalutarmi sempre un po’ troppo.

Ecco appunto, al di là dei 4-5 anni di vita vissuta (che non è comunque poco) quali sono le principali differenze tra il Deneb che giocava qualsiasi cosa partisse su PokerStars e quello che ha appena vinto un braccialetto?

Beh le differenze sono molte, perché negli ultimi 3 anni ho visto degli enormi cambiamenti in me e nel modo in cui io approccio questo gioco. Certo dovrei studiare di più, ma nonostante ciò devo dire che sono migliorato molto e ti dirò di più: vorrei scalare ancora qualche livello.

È corretto dire che per uno che ha una base teorica da grinder, l’edge negli eventi turbo come il the closer è notevole non solo sull’amatoriale, ma anche sul pro più abituato ai live lenti?

Sinceramente il Closer, nonostante fosse l’evento conclusivo, non era affatto più veloce del Colossus o del Mini Main, in cui sono arrivato quarto. Anche l’average del tavolo finale credo non sia mai scesa neanche una volta sotto i 20x, quindi paradossalmente è stato abbastanza giocabile. Detto questo ovviamente i giocatori online in generale, in ogni format che sia turbo/ko eccetera, hanno un vantaggio troppo grande sui giocatori “live”, qualcosa che non penso potrà mai essere colmato.

Alessandro si congratula con Timo Kamphues dopo averlo sconfitto in heads up (Courtesy PokerNews & Danny Maxwell)
Alessandro si congratula con Timo Kamphues dopo averlo sconfitto in heads up (Courtesy PokerNews & Danny Maxwell)

Nel dibattito tra favorevoli e contrari alla late reg estrema tu come ti collochi? Sei favorevole/la usi oppure preferisci schierarti da subito?

Sono favorevole alla registrazione tardiva nel caso in cui si abbia un ampio margine sul field in gioco. Diciamo che 20x sono più che sufficienti per battere un field in cui hai troppi vantaggi rispetto al giocatore medio di un live.  In tal senso sono favorevole a questo anche online, sempre ovviamente in tornei nei quali penso di avere un buon roi. Anche nei tornei in cui il rapporto tra buy-in e primo premio è enorme, vale sempre la pena buttarsi in mezzo secondo me. Ovviamente non entrerò mai o quasi in un torneo high stakes online con 15x o poco più, dove ho già un roi risicato, e ci sono già ottimi giocatori che hanno già costruito stacks importanti.

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Una volta il difetto principale nella transizione dall’online al live, per un grinder che multitabla pesante, era la noia. Tu ieri hai detto che eri superfocused: è quella la chiave per trasformare la noia in una chiave per vincere?

Io sono tendenzialmente una persona che si annoia facilmente, quindi confermo questo leak che non è da sottovalutare per niente. Infatti ho dovuto adottare degli accorgimenti, come ascoltare musica o vedere qualcosa in streaming in gran parte di ogni day1. Poi in realtà durante il late stage la noia è l’ultimo dei miei problemi, perché ogni singolo colpo giocato è importantissimo. Infatti lì non perdo mai il focus necessario.

Che voto dai a questa trasferta di Rozvadov? La più grande soddisfazione la immaginiamo, ma hai un rimpianto grosso?

È stata certo una trasferta soddisfacente e beh, non si può certo parlare di rimpianti veri e propri quando si vince in due settimane più di 200k. Però, se proprio devo dire qualcosa, è sul mio quarto posto nel Mini Main Event, in cui la fase 4-handed era fin troppo abbordabile per non avere qualcosa da recriminare. Probabilmente avrei potuto e dovuto fare di più, dato che gli scalini dal 4° fino al 1° posto spostavano non poco. Poi però mi sono rifatto alla grande nel Closer, quindi ovviamente do un voto molto alto a questa trasferta.

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"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".