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Avvocato Marco Ripamonti

Dal circolo di Bagheria al Prestige di Prato, la parola all’Avvocato difensore Marco Ripamonti: "Sul poker live vi dico..."

L’ultimo blitz delle forze dell’ordine e dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli a Bagheria, nell’area metropolitana di Palermo, che ha portato a 43 denunce per gioco d’azzardo e al sequestro della sala, del materiale da gioco e di contanti, insieme ad alcune questioni in sospeso, come quella del Prestige Poker Club di Prato, ha riportato all’attenzione delle cronache nazionali il paradossale status quo del poker live in Italia. 

A fare da minimo comun denominatore di questi due casi è l’avvocato specializzato in gaming ed anche esperto dei tornei di Hold’em sportivo, Marco Ripamonti

Ed è proprio il legale a fare il punto sul poker dal vivo, sia sulla base dei fatti di cronaca e sulla cornice normativa in cui (non) si trova ad operare chi vuole organizzare questi eventi, ormai proliferati in tutta Italia in maniera più o meno stabile e con diverse perturbazioni a seconda dei “campanili” e dei territori, appunto. 

Il blitz del circolo palermitano

Assopoker: Partiamo dalla cronaca. A Bagheria un blitz piuttosto importante, è lei a difendere l’Asd Pkp Room?

Avvocato Marco Ripamonti: “Sì, sono stato nominato dai titolari dell’associazione ma per il momento posso dire solo questo. Stiamo iniziando a studiare la strategia difensiva e acquisendo tutti gli elementi per presentare le nostre istanze. Nel futuro prossimo saremo puntuali nell’argomentare la nostra azione”. 

Cosa è successo nel club di Bagheria

Domenica 28 giugno. la Guardia di Finanza e alcuni agenti dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno fatto un blitz all'interno del circolo di Bagheria gestito dall'associazione Asd Pkp Room che è rappresentata dall'Avvocato Marco Ripamonti. Secondo gli organizzatori si stava giocando un satellite per un torneo di Malta. Identificate 43 persone, 38 giocatori più 5 tra dealer e gestore del circolo.

Ripamonti: "Il processo del Prestige è ancora in primo grado"

Sul caso del Prestige, invece, è intervenuta una prima sentenza della Corte di Cassazione, qual è la situazione in quel blitz che sbarcò anche sui media nazionali con l’intervento de Le Iene?

“Il ricorso in Cassazione si riferiva solo alle fasi cautelari. La sentenza in questione è giunta molti mesi dopo il sequestro a causa di una serie di ritardi delle cancellerie. Per questo l’udienza è stata fissata in ritardo rispetto alle misure applicate che contestavamo. Al momento un nulla di fatto, visto che il processo è tuttora in corso e, a quanto mi risulta, l'associazione opera normalmente proseguendo l’attività come prima dell’intervento delle forze dell’ordine. Siamo ancora al primo grado, vedremo come si concluderà. Come detto la Cassazione suddetta rispondeva a fatti ormai superati”.

La buona notizia che evidenziammo subito era la totale estraneità del poker live.

“Sì, le questioni erano altre e su quello dibattiamo”.  

Su cosa si è espressa la Cassazione

Come vi avevamo spiegato e, come conferma l'Avvocato Ripamonti, la Corte di Cassazione si è espressa sulla sussistenza delle esigenze cautelari nei confronti del circolo toscano ma non riguarda la sfera della poker room. Al Prestige si continua a giocare a poker.

L'Avvocato ci ha anche aggiornato sullo stato del Processo penale nel merito che è ancora in primo grado.

"Per la giurisprudenza i tornei di poker sportivo non sono azzardo"

Qual è lo status quo di questo gioco in Italia secondo l’avvocato Ripamonti?

“Se parliamo in termini generali sappiamo che i tornei di poker sportivo rimangono un ambito non ancora disciplinato. Lo stato dell’arte è rimasto tale e quale sotto il profilo della disciplina da poco meno di vent’anni a questa parte. Non è stata mai bandita una gara eppure la legge comunitaria 88/2009, come ben sappiamo, aveva previsto una regolamentazione. Nel frattempo si è formata giurisprudenza e sono stati diversi i giudici che hanno sentenziato che i tornei di poker non sono d’azzardo per una serie di motivi giuridici dirimenti”. 

Ad ogni modo qualche indicazione c’è.

 “Se l’Asd si attiene al rispetto di determinati canoni di elaborazione giurisprudenziale penso ci sia spazio per poter svolgere i tornei. Non si dimentichi che subvisivamente non se n’è mai vista bandita una sola sulla base della norma che, di per sé, esiste da 18 anni”.

"Dal 2008 sono cambiati determinati parametri, c'è maggiore professionalità"

C’è un tema, però, proprio il tempo passato da quella legge ad oggi.

“Lo stato dell’arte di cui stiamo parlando è fermo dal 2008-2010 e credo che determinati canoni andrebbero attualizzati perché i parametri di oggi sono decisamente differenti - spiega il legale esperto di gaming - sono molti gli elementi che sono mutati, sia nel mercato del gioco pubblico sia nel particolare segmento dove c’è senz’altro maggiore professionalità, consapevolezza e organizzazione di chi se ne occupa”.  

Da tempo l’Italia guarda (con invidia?) al modello dei club parigini come regolamentazione possibile: un sistema concessorio con regole semplici, contabilità controllata, tasse eque e sorveglianza nel gioco e nelle aree di gioco. Sarebbe un framework possibile adattandolo alla nostra realtà?

“Può essere un punto di riferimento utile se calato nei nostri territori e implementandolo secondo il nostro ordinamento. In generale la disciplina è sempre un fatto auspicabile perché lasciare una zona franca è certamente pericoloso e può generare rischi, sia per i giocatori che devono essere tutelati e sia per chi organizza. Nella situazione attuale vi sono operatori che seguono le regole e tutelano gli associati svolgendo attività ludico-ricreative nello svago della libera esplicazione delle proprie attitudini, delle proprie passioni, ma possono svilupparsi anche situazioni minoritarie che rischiano di sviluppare delle criticità. Seguire l’ordinamento di riferimento è sempre preferibile”. 

"La regolamentazione dei tornei di poker non sono nell'agenda del regolatore"

Il dibattito politico attuale si sta imperniando sul riordino del gioco fisico che segue quello online già varato e funzionante. Il poker live, però, non sembra essere contenuto nei temi della legge delega e del ddl che potrebbe essere approvato prima della fine dell’estate, giusto?

“Non esiste nessun riferimento al fenomeno nel riordino del retail. Possiamo dire tranquillamente che i tornei di poker sportivo non sono assolutamente nell’agenda del regolatore che ha già evidenti difficoltà a portare a termine il riordino del gioco fisico, slot, vlt, scommesse, bingo e tutti i prodotti offerti sul territorio. La sensazione è che se lo Stato avesse voluto regolamentare la legge 88/2009 l’avrebbe già fatto nei mesi in cui approvò la norma primaria”.