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Torneo di poker in un circolo

Blitz al torneo di poker nel circolo, identificati 38 giocatori a Bagheria, nel palermitano

Nella splendida Bagheria, a Palermo, la passione per il poker è tangilbe in uno dei circoli locali ma la Guardia di finanza e l' Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno interrotto un torneo di Texas Hold'em nella sede dell'associazione Asd Pkp Room, sequestrando tavoli, fiches e un Pos intestato — singolare dettaglio — a un'attività di toelettatura per animali.

Il blitz nel cuore di Bagheria

Domenica 28 giugno, quando l'evento era già entrato nel vivo, i militari del Gruppo di Palermo e i funzionari dell'Adm hanno fatto irruzione nei locali di via Orazio Costantino nel comune che fa parte dell'area metropolitana di Palermo, nella sede dell'associazione Pkp Room. Il torneo di Texas Hold'em era arrivato al penultimo livello, con dealer e giocatori seduti ai tavoli, quando è scattato il controllo.

Il bilancio dell'operazione parla di 38 giocatori identificati, oltre a quattro dealer e all'organizzatore, per un totale di 43 persone.

Sequestrati quattordici tavoli da gioco, un personal computer contenente i dati delle prime cinque giornate del torneo, un terminale Pos e un blocco notes con appunti manoscritti sui pagamenti dei partecipanti.

Giusto una precisazione per onore di cronaca se qualcuno dovesse leggere i giornali locali: i media hanno anche riportato - erroneamente - che le fiches avevano un valore nominale di 7 milioni di euro, in realtà quelle erano le chips destinate al torneo e non avevano - almeno formalmente - nessun valore monetario.

Le autorizzazioni mancanti

Il nodo centrale dell'accertamento riguarda "la mancanza delle autorizzazioni previste per questa tipologia di eventi".

Al legale rappresentante dell'associazione — un palermitano di 41 anni — è stato chiesto di esibire i titoli abilitativi per l'organizzazione del torneo, documentazione che non è stata prodotta, rendendo necessario l'intervento di un legale.

Il problema che viene ignorato è che i circoli di poker non possono ottenere autorizzazioni per l'organizzazione dei tornei di poker - dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - perché nonostante l'esistenza di leggi (anno 2008), non è mai stato organizzato un bando di gara per delle licenze o concessioni.

Per quanto riguarda le autorizzazioni inerenti al locale di natura amministrativa, dipende invece dai regolamenti comunali locali e dalle leggi vigenti.

Particolare attenzione è rivolta al terminale Pos, risultato intestato a un'attività di toelettatura per animali: gli inquirenti stanno verificando se sia stato utilizzato per incassare quote di iscrizione evitando il passaggio di contante. Dalle prime verifiche sarebbero emerse poche transazioni, comprese tra 250 e 350 euro, riconducibili a quattro giocatori, ascoltati al termine delle operazioni.

Il circolo si difende: "Nessuna vincita in denaro"

"Abbiamo sin da subito fatto presente che non c'erano soldi ma il premio in palio era un ticket per un ulteriore torneo finale a Malta, dove tra l'altro la giurisdizione è diversa",

Così l'avvocato Loredana Mancino, legale dell'associazione, ha impostato la linea difensiva: il torneo, secondo questa ricostruzione, non prevedeva vincite in denaro reale ma l'assegnazione di un accesso a un evento successivo sul territorio maltese in un casinò dell'isola.

La documentazione raccolta è stata trasmessa alla Procura di Termini Imerese, che dovrà ora valutare la posizione dell'organizzatore. Il fascicolo attende la convalida del sequestro da parte del magistrato, prima di un possibile passaggio al Tribunale del Riesame di Palermo.

"Abbiamo sin da subito fatto presente che non c'erano soldi ma il premio in palio era un ticket per un ulteriore torneo finale a Malta, dove tra l'altro la giurisdizione è diversa"

Avvocato Loredana Mancino - legale Associaizone Asd Pkp Room

Il precedente

Non si tratta di un episodio isolato per l'associazione Pkp Room. Lo stesso legale aveva già seguito un caso analogo lo scorso maggio, quando un altro torneo organizzato dall'associazione era stato interrotto da un blitz alla Kalsa, nel centro storico di Palermo, con il sequestro di tavoli e attrezzature poi restituiti dopo la richiesta di proroga delle indagini da parte del pubblico ministero — procedimento che, ad oggi, risulta ancora aperto.

Un dettaglio che emerge dagli atti restituisce il quadro della comunità di giocatori coinvolta: i partecipanti si tenevano aggiornati sugli eventi dell'associazione tramite sito e canali social, dove venivano sponsorizzati tornei con montepremi dichiarati fino a 150.000 euro di montepremi.

Controlli sui circoli sempre più frequenti in Sicilia

Il caso di Bagheria si inserisce in un filone di controlli sempre più frequente sulle associazioni sportive dilettantistiche che organizzano tornei di poker dal vivo senza le concessioni previste dalla normativa sui giochi ma mai assegnate. Inoltre pesa la giurisprudenza della Corte di Cassazione che senza un regolamento specifico (ma con solo una legge ordinaria generica) ha dettato le linee guida al settore.

E proprio la linea di confine tra torneo "amatoriale" a scopo ricreativo e gioco d'azzardo non autorizzato resta il terreno su cui si giocherà la partita giudiziaria — e, come spesso accade in questi casi, la decisione finale non arriverà al tavolo verde ma in un'aula di tribunale.

I circoli palermitani e siciliani sono sempre più oggetto di controlli. L'anno scorso erano stati fatti controlli in diversi circoli proprio nel capoluogo di regione.

Le condizioni indicate dalla Corte di Cassazione

Sul piano penale, la giurisprudenza della Cassazione — consolidata da diverse pronunce negli anni, incluse quelle a sezioni unite — individua alcune condizioni precise perché un torneo di poker nei circoli non configuri gioco d'azzardo.

Sono ammessi solo i tornei freezeout, con esclusione di re-entry e cash game; la quota di iscrizione deve essere contenuta, con un tetto di riferimento indicato dal Consiglio di Stato in 30 euro per i tornei giornalieri (elevabile a 100 euro solo in casi eccezionali); l'organizzazione deve essere priva di finalità di lucro.

I premi non devono consistere in denaro, salvo che la posta sia talmente irrilevante da escludere un fine di guadagno economicamente apprezzabile; è consentito un solo torneo al giorno nella stessa località; e deve esistere un regolamento di gioco che attesti la prevalenza dell'abilità sull'alea. È su questi paletti, e sulla loro eventuale violazione, che si gioca la partita giudiziaria di casi come quello di Bagheria.