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“Ho sempre detto che non mi piace questo torneo!” Le prime parole del campione del Main Event WSOP 2023, Daniel Weinman

Ha messo in fila un field da record di 10.043 entries vincendo la prima moneta più grande della storia del Main Event WSOP, ma fino a ieri il feeling di Daniel Weinman con il torneo dei tornei non era dei migliori: il giocatore della Georgia lo aveva infatti giocato 15 volte andando a premio in una unica occasione.

Qualcosa è cambiato

Stanotte l’acuto vincente è arrivato anche grazie a un approccio diverso alla maratona delle World Series Of Poker.

“Finora ogni anno restavo a Las Vegas dal primo all’ultimo evento delle World Series. Quando arrivava il Main Event ero sempre in burn out. L’ho detto a tante persone che non mi piace questo torneo nonostante la struttura sia il massimo. Quest’anno invece ho preso una pausa e sono tornato in Georgia per stare un po’ con la mia fidanzata: “

Un rail d’eccezione

Nella curva di Weinman c’erano Shaun Deeb, Josh Arieh e Jason Mercier. A un certo punto, con la rapida apparizione di Phil Hellmuth, i titoli WSOP presenti nel suo rail sono diventati addirittura 35!

Dan rivela che la presenza degli amici/colleghi è stata per lui fondamentale:

“Con Shaun Deeb siamo amici da tanto tempo, ci siamo conosciuti a un tavolo finale 11 anni fa e da allora siamo diventati due amici che vogliono divertirsi al tavolo. Giochiamo tanto Open Face Chinese Poker insieme e per questo Jason Mercier è entrato nel gruppo. Con Josh Arieh invece siamo amici da 15 anni, forse anche di più, per le partite a poker ad Atlanta. Solo il fatto di avere alcuni dei più forti pokeristi del mondo dalla mia parte mi ha fatto capire di appartenere a questa classe di pokeristi ed è davvero incredibile”..

Nonostante mi piaccia gamblare pesantemente, sono sempre molto cauto coi soldi lontano dai tavoli.

Daniel Weinman

“A tre left ero il migliore”

Il day 10 del Main Event WSOP non è durato neanche 50 mani. Weinman era l’unico braccialettato presente grazie al titolo vinto lo scorso anno all’evento 1.5k PLO. Al tavolo finale c’erano altri due braccialettati, Toby Lewis e Jan-Peter Jachtmann.

“I tavoli finali si possono sviluppare in tanti modi diversi. Hai bisogno di carte buone per prendere le chips agli avversari, c’erano tanti giocatori forti e con più esperienza di me nei tornei. Ma quando siamo rimasti in tre sentivo di essere il migliore rimasto in gioco. Poi ci sono state quelle mani nel momento giusto, è arrivato tutto insieme […] Vincere questo Main Event neanche mi sembra reale. Serve così tanta fortuna nei tornei di poker. Penso di aver giocato molto bene ma in tante mani che ho visto sono stato incredibilmente fortunato per lo sviluppo della situazione”.

Daniel Weinman con Hellmuth e Arieh

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La mano contro Walton

La strada di Weinman per la vittoria è stata spianata da quell’overpush per 85bb effettivi di Walton a tre left.

“Avevo foldato tanti bottoni prima quindi ero convinto che per gli avversari stessi giocando un po’ più chiuso. E’ stata la prima mano in cui ho messo tante chips in mezzo al tavolo ed è venuta fuori dopo l’apertura di Steven e il flat di Adam. Sapevo che ad Adam piace flattare qualche bella mano, per questo ho dimensionato la tribet un po’ lunga, un po’ con la speranza che la dead money potesse ingolosirlo. Poi non so se sono stato io a indurre il suo shove o sia stato lui che ha deciso di avere una mano troppo buona da lasciar andare, ma alla fine per me ha funzionato tutto come meglio non poteva”.

La mano finale

Nella mano decisiva invece Weinman dice che aveva stimato il range avversario come meglio non poteva.

“Quando Steven è andato in the tank per tipo dieci minuti sembrava davvero insicuro sul da farsi. Non ho pensato che stesse trappando un set o qualche full house turnato, sembrava davvero avere qualche mniddle pair o un jack debole e che non fosse in grado di decidere se era il momento buono per metterle tutte. Mi è sembrato un po’ strano giocare questa ultima mano per un pot da 120 big blind con solo una coppia, ma ho preso questa decisione che quando lui andava così lungo e le metteva tutte, grossomodo erano quelle le mani che poteva avere”.

E ora?

Per adesso Weinman ha una certezza: prendersi una pausa dal poker che durerà l’intera estate. Per (la montagna) di soldi vinti al momento non ha programmi ben definiti.

“Non lo so [cosa farò con i soldi del primo premio, ndr] probabilmente li investirò. Forse non è la miglior risposta per qualcuno, ma sono sempre molto cauto coi soldi lontano dai tavoli nonostante mi piaccia gamblare pesantemente”.

Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico mi sono appassionato al poker e dal 2012 è diventato il mio pane quotidiano. Intanto ho scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco.
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