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ralph perry

L'hero call della eliminazione di Ralph Perry al day 7 del Main Event WSOP

Il day 7 che ha traghettato il Main Event WSOP 2026 da 62 a 21 left ha visto una mano che ha fatto furore sui social. È quella che ha determinato l'uscita di scena del poker pro Ralph Perry in 43° posizione (foto in alto sotto al titolo).

Se il suo hero-call fosse andato a buon fine, probabilmente oggi staremo parlando di genio pokeristico. Ma così non è andata: vediamo subito tutti i dettagli.

Il protagonista, Ralph Perry

Il protagonista della mano è un professional poker player da quasi 35 anni: per la precisione la sua carriera è iniziata nel 1992. Nato in Russia, Rafael Perivoskin cambiò il suo nome in Ralph Perry quando acquisì la cittadinanza statunitense.

Oggi il giocatore vanta vincite in tornei live per 3,9 milioni di dollari, con un braccialetto messo in bacheca nel 2006 grazie alla vittoria dell'evento WSOP Pot Limit Omaha da 1.500$ di buy-in.

Il suo miglior risultato singolo è di 550.000$ incassati nel 2002 grazie al terzo posto al Main Event delle World Series Of Poker vinto da Robert Varkonyi su Julian Gardner.

La mano

Il Main Event WSOP 2026 è al 31° livello di gioco su blinds 125k-250k con bb ante. Da utg Ralph Perry apre 525k 8 8 , chiamano Thomas Clack da cutoff e Dylan Smith da big blind.

Su flop 10 6 5 Perry prosegue 525k, chiama Clack, Smith folda dopo aver checkato.

Turn 4 Perry check-chiama la bet a 2M di Clack.

Sul Q river, dopo il check di Perry, Clack muove all-in per gli 8,65M di chips effettivi dell'avversario. Dopo aver usato diverse time extension Perry chiama e alla vista del 5 5 di Clack scopre di essere eliminato.

Video-replay

Ecco il video della mano sul nostro replayer personalizzato AssoPoker.

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Le odds del call

Il check-call di Perry al turn probabilmente è anche determinato dall'incastro di scala. Al river, su pot di 7M, Clack va in overpush mettendo all-in l'avversario più short.

Perry deve decidere se investire gli ultimi 8,65M di chips che gli rimangono su un pot di 15,65M. Con la consueta formula delle pot odds, vediamo che il punto di pareggio del call è di

8,65/(15,65+8,65)=0,355

Al 35,5%. Questo per quanto riguarda le chips nude e crude. Ma trattandosi del day 7 del torneo più ricco del mondo, entrano in ballo anche considerazioni monetarie non secondarie visto che il 44° posto paga 215.000$ quando sopravvivere fino al 35° posto già porta un incasso di ulteriori cinquantamila dollari.

La percentuale del break-even point dovrebbe quindi essere di qualche punto percentuale più alta. Di sicuro una azione come quella di Clack è molto polarizzante. Evidentemente Perry si è persuaso che l'avversario fosse in bluff, come più spesso succede a  poker online. Invece, come ha scoperto suo malgrado, 'era pieno'.

Hero call e overthinking

L'herocall con cui Fred Perry ha trovato l'eliminazione dal Main Event WSOP sembra determinato in larga parte da quello che in gergo viene chiamato "overthinking".

In pratica lo statunitense ha pensato talmente a lungo fino a persuadersi che l'avversario fosse in bluff.

Come abbiamo visto, Clack aveva invece un punto molto forte in mano. Da un punto di vista strettamente teorico, avrebbe benissimo potuto essere in bluff, ma probabilmente le frequenze di bluff che gli ha assegnato Perry decidendo di chiamare sono molto più alte di effettive, trattandosi del 44 left del Main Event WSOP.

Giornalista
Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico si è appassionato al poker e dal 2012 è diventato il suo pane quotidiano. Intanto ha scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco. Vive in Maremma dove è riuscito a realizzare il sogno che aveva preso forma nella sua mente da piccolo davanti a un 486 con 4Mb di RAM, ovvero lavorare comodamente da casa scrivendo al computer. Laurea magistrale in scienze della comunicazione, da venti anni iscritto all'Ordine dei Giornalisti, prima di conoscere il poker si è occupato di cronaca sulla stampa quotidiana nazionale e di musica su quella periodica, quest'ultima soprattutto per entrare gratis ai concerti. Poi ha creato e diretto per cinque anni un freepress bilingue turistico-locale. Al termine di questa esperienza il suo percorso si intrecciò con il NLHE grazie a un amico che giocava su Full Tilt Poker.