A più di un mese dal testa a testa che gli ha negato il 18° bracciale WSOP in carriera, Phil Hellmuth ha rivelato di essere letteralmente ossessionato dalla mano che gli avrebbe potuto dare la vittoria.
Secondo il 'Poker Brat' era un vero e proprio match point servito su un piatto d'argento. Se avesse fatto la cosa giusta, ovvero andare all-in, adesso avrebbe un titolo in più. Invece ha piazzato un check che ancora lo perseguita. Vediamo subito.
La mano
L'evento numero 99 delle WSOP 2026, $5.000 NLHE, è al testa a testa decisivo sul 36° livello di gioco, blinds 400k/800k con bb ante.
Con 15,5M di stack Darren Rabinowitz completa da small blind, Phil Hellmuth checka dietro da big blind con 28,6M di chips.
Su flop K J 6 , dopo il check di Hellmuth, Rabinowitz punta un milione, call.
Poi sia sul 5 turn che sul *2 river la mano arriva a showdown a suon di check.
Hellmuth gira K 5 e incassa il pot con two pair. Ma è quando il 'Poker Brat' vede l'avversario mostrare J 6 , che il 17 volte campione WSOP capisce di aver buttato al vento una grande occasione.
"Wow, il torneo dovrebbe essere finito adesso! - esclama Hellmuth prima che il dealer inizi a distribuire la mano successiva.
Avrei dovuto puntare almeno 2 o 3 milioni al turn
Phil Hellmuth
Il replay
Ecco il video della mano sul nostro replayer personalizzato:
Il rammarico di Hellmuth per la modalità trapping
Hellmuth dice che aveva una precisa e dettagliata read sull'avversario che non ha sfruttato al meglio.
"Dovevo vincere. Darren ha giocato alla grande, non è una cosa che riguarda lui. Anche perché su di lui avevo una read: sapevo quando era debole e sapevo quando era forte. Non ho usato abbastanza quella informazione. Non ho giocato abbastanza aggressivo".
Hellmuth riconosce inoltre di essersi messo in modalità 'trapping on', un po' come aveva fatto nelle sfide High Stakes Duel vinte contro Daniel Negreanu e Antonio Esfandiari.
"Mi sono ricordato di quelle sfide heads-up in cui vinsi per tre volte contro Daniel prima e contro Antonio poi. Sono tornato allo stile di gioco pieno di trappole che avevo intavolato in quelle sfide, ma Darren sa giocare bene contro quello stile".
D'altronde, questo approccio fatto di 'trappole di gioco', aveva già scottato in precedenza Hellmuth.
"Feci la stessa cosa nell'ultimo heads-up che non ho vinto, nel 2022 contro David Jackson al Freezeout da 3k. Non ho preso tutti i vantaggi che potevo con tutte le frecce che avevo nella faretra".
L'ossessione
Adesso, forse anche per la consapevolezza di aver sbagliato, questa mano è arrivata a ossessionare il 17 volte campione WSOP.
"C'è questa mano che probabilmente avrei dovuto vincere che mi ferisce. Se fossi andato all-in, come tutti avrebbero fatto in quella situazione, avrei vinto il torneo. Ma non l'ho fatto."
Hellmuth ripercorre poi il suo TP.
"Il flop era K-J-6 con due cuori. E quando il cinque di cuori è sceso al turn, lui ha checkato dietro per sicurezza. E' stato un gran bel check da parte sua. Io avrei dovuto puntare al turn, così lui sarebbe dovuto andare all-in. Poi è arrivata un'altra cuori al river, che è stata una carta sfortunata. Sì, ho avuto fortuna a trovare il cinque al turn, ma quel river ha materializzato un board con quattro cuori".
Per Hellmuth l'errore commesso è diventato via via più chiaro.
"Avrei dovuto puntare almeno 2M o 3M al turn. Ho una sensazione come se avessi dovuto vincere il torneo in quella mano, ma avrei dovuto giocarla diversamente".
Il campione statunitense chiude il discorso facendo un parallelo tra partite di poker live Limit e No Limit.
"La differenza, rispetto a quando ti giochi un bracciale a Limit, è che le possibilità di scelta non sono vincolate. A Limit devi fare questo e devi fare quello, ma questo era un evento No Limit. Nel No Limit c'è una gamma così ampia di mosse possibili. Quindi, ogni notte, non posso fare a meno di pensare a come avrei potuto vincere il mio 18° braccialetto. Sarebbe stata una storia di rilevanza mondiale".
L'appuntamento è rimandato, ma nel frattempo Phil dovrà imparare a convivere coi suoi rimpianti.
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