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Nadya Magnus

La storia di Nadya Magnus, il Big Game da loose cannon a professionista

Qualcuno di voi ricorderà Nadya Magnus per essere stata una elle beniamine del pubblico in una puntata della fortunata serie Big Game su Pokerstars (scommesse) .

In quegli episodi, un giocatore che veniva da serratissime selezioni online, sfidava 5 professionisti al tavolo da poker live per provare a portare a casa un profitto superiore allo stack che veniva offerto dalla room della picca rossa e, nel caso uscisse con una quantità di chips inferiore a quella con la quale si entrava, niente doveva pagare di tasca propria.

La durata del format toccò i due anni completi e, come vi abbiamo già dato conto qualche settimana fa, PokerStars ci riprova.

Nadya Magnus

Nadya Magnus e il suo percorso

Qualche ciambella da parte di alcuni loose cannon, così venivano chiamati i giocatori non professionisti che passavano le selezioni, riuscì con il buco perfetto, come quella messa in opera ad esempio dal nostro Massimiliano “Visdiabuli” Martinez, uno dei giocatori che più si fece onore nella trasmissione, in un tavolo durissimo contro Phil Hellmuth, Dario Minieri e Phil “Unabomber” Laak.

Ma tra i giocatori che ancora oggi continuano a giocare con profitto c’è proprio Nadya Magnus, che dopo 13 anni dall’ultimo episodio della vecchia edizione del “Big Game”, è tornata a sedersi ai tavoli del format ma, questa volta, dall’altra parte del muro, tra i professionisti.

La giocatrice statunitense di origini russe, ha deciso di prendere parte al Seminole Rock ‘N’ Roll Poker Open, alla ricerca del suo primo titolo WPT, circuito nel quale ha centrato 10 ITM e un tavolo finale, anche se più in generale ha finora guadagnato in carriera oltre 2 milioni di dollari.

La recente avventura di Las Vegas

Durante il NAPT organizzato da PokerStars, contestualmente al quale si sono anche tenute le ultime selezioni per trovare i nuovi loose cannon, la Magnus ha trovato il tempo di giocare e di scambiare 4 chiacchiere con poker.org:  “Sì, ho avuto una settimana molto impegnativa a Las Vegas“, ha detto. “A parte il ritorno di “The Big Game”, ho fatto tavolo finale di un high roller. È stato piuttosto eccitante.

Nadya ha infatti concluso al 7° posto il NAPT High Roller da 5.300 dollari in un tavolo finale dove erano impegnati anche Shannon Shorr e Jesse Lonis. Ma non ha perso molto tempo per festeggiare. “Sono tornata subito a casa dopo“, ha detto. “Ero completamente esaurita a livello di stanchezza. Stavamo facendo 13-15 ore al giorni per la produzione. È stato davvero estenuante.

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“PokerStars è sempre stata un’organizzazione di prim’ordine, sappiamo che la proprietà è cambiata, ma hanno mantenuto i loro standard“, ha detto. “Tutto è stato fatto in modo impeccabile. È un’esperienza assolutamente diversa – un livello superiore.”

“A quei tempi “The Big Game” era uno spettacolo rivoluzionario di quel format. Ha avuto un grande successo e ha mostrato la vera faccia del poker”, ha detto la Magnus. “Solo il concetto stesso, avere un dilettante che gioca contro i professionisti è davvero eccitante. Mi ha aiutato a dare il via alla mia carriera perché ne sono uscito un vincitore. Ora, guardare indietro di 13 anni e vederlo da una prospettiva diversa, è come un sogno che si avvera”.

Foto in homepage: Nadya Magnus courtesy Pokernews & Danny Maxwel

"C'è chi pensa che sia impossibile prendere parte a tutti i tavoli finali dei tornei a cui si partecipa. Questo è vero per tutti. Tranne per chi li racconta".
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