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peggiori giocatori pokerino natalizio

I peggiori giocatori del pokerino di Capodanno

Con l’approssimarsi delle Feste siamo già pronti ai pokerini di Natale e del Capodanno con amici e parenti. Se volete che tutto fili liscio e in pieno clima festaiolo, state attenti a chi invitate: potrebbe essere uno dei peggiori giocatori del pokerino di Natale, niente di peggio per rovinarvi la serata!

Il professionista

Arriva con felpa e cappuccio patchati, occhiali da sole e cuffie sulle orecchie per non farsi distrarre dalle chiacchiere superflue dei donk. Passa la serata a calcolare il valore atteso di ogni singola mano e ogni volta che si girano le carte spiega agli altri la linea più corretta che avrebbero dovuto mantenere. Quando non è nella mano fa sanguinare le orecchie al vicino commentando ROI, equity, range percepiti e linee GTO. Peccato che accanto abbia il nonno 73enne che crede di giocare a briscola a coppie, e ogni volta annuisce e poi glissa: “Le carte sono come il sesso, se non hai un buon partner meglio che tu abbia una buona mano”

L’alcolizzato

Mentre si sta preparando il tavolo lui ha già trovato le chiavi della riserva segreta e ha già iniziato a scolarsi il Barolo del ’68 che i tuoi avevano ereditato dallo zio ricco. Nel corso della serata si scola una Magnum di Veuve Clicquot che volevi tenere per le occasioni buone, una fiaschetta di Chianti impagliata souvenir di una gita in Toscana, limoncello, nocino, liquirizia, crema di meloncello fino alla classica bottiglia di Amaro del Capo che a ogni Natale ricevi in regalo. Esaurita la cantina, alle prime luci dell’alba si attacca alla bottiglia di rhum da pasticceria che si usa per bagnare i babà.

Il prepotente

Prima della partita tira fuori le bustate di spiccioli prelevate dal salvadanaio appositamente per l’occasione e inizia a sistemarle in mucchietti. Mentre tutti giocano per divertirsi, il suo obiettivo è solo uno: vincere racimolando più soldi possibile dagli avversari. In ogni mano in cui entra la fronte gli si imperla di sudore perché sa che se dovesse andare male, domani non potrà offrire il giro di aperitivi al bar. Quando perde una mano inizia a invocare tutti santi del calendario, ma non prima di aver cercato ogni appiglio del regolamento per dire che in realtà, quella mano, lui l’aveva vinta.

Il pollo

Di solito è l’amico di un amico e prima di sedere al tavolo dà una ripassatina alle regole, magari chiedendo ad alta voce se davvero full batte colore. All’udirlo tutti si fregano le mani, convinti di aver trovato il proprio Bancomat personale della serata travestito da pollo. E in effetti il pollo gioca ogni singola mano che viene distribuita. La sua action preferita è il check-call. Come minimo trova doppia coppia al flop, o insegue improbabili progetti che puntuali come orologi svizzeri si materializzano al river. A fine serata è l’unico che chiude in positivo e gli altri si chiedono a chi devono il favore di averlo portato al pokerino solo per svuotare le tasche altrui.

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L’ingordo

Di solito arriva in coppia con l’amico alcolizzato, solamente lui preferisce i solidi ai liquidi. Inizia la serata con noccioline e patatine lasciando ditate di unto su tutte le carte del mazzo, poi inizia a cercare adesioni per lo spaghettino di mezzanotte, che declina in porzioni da mezzo chilo accompagnate da due etti di parmigiano “che tanto sta bene anche sull’aglio e olio”. A metà digestione fiuta i resti del pranzo della vigilia e si fionda sui rimasugli di cozze al guazzetto e gamberoni alla brace. Poi passa a torroni, panettoni e pandori. Di solito passa la giornata seguente in bagno a bestemmiare perché forse quelle due dita di spumante gli hanno dato fastidio allo stomaco.

Il depresso

L’avete invitato perché mancava uno per chiudere il tavolo e da che l’ha lasciato la ragazza è sempre da solo. Passa tutta la sera a lagnarsi su ogni argomento di conversazione e a fare il riassunto di tutte le sfighe che gli sono capitate nel corso dell’anno. Quando perde una mano da 40 centesimi sospira sussurrando che quando le cose vanno male non c’è nulla da fare. Per compassione la mano seguente gli checkate dietro il nuts. Quando a fine serata vi saluta augurandovi buone feste con il tono di chi ha appena perso il gatto, vi viene d’istinto di infilare la mano in tasca per dare una sonora grattata ai gioielli di famiglia.

Il simpatico

Si sente l’anima della serata. Nella sua testa quello che per gli altri è il pokerino è uno spettacolo di cabaret personale e quindi passa tutta la serata ad architettare scherzetti simpatici tipo fregare le chips mentre vai al cesso (che è uno scherzo solo se te ne accorgi), fare finta di non sapere che tocca a lui a parlare, mettere intrugli strani nei bicchieri degli altri, far suonare il cellulare con chiamate anonime costringendovi a uscire fuori (a tre gradi sottozero) per rispondere. Inframezza il tutto con barzellette che erano antiquate già nel ’15-’18, e giochi di parole ai limiti della 104. Se per errore ridi a una delle sue battute sei fregato per il resto della sera.

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Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico mi sono appassionato al poker e dal 2012 è diventato il mio pane quotidiano. Intanto ho scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco.
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