Con una decisione solo parzialmente inattesa, le WSOP hanno annunciato il ritorno di un format per il Main Event stile "November Nine", che era stato abbandonato nel 2016: quello del differimento del tavolo finale, che stavolta sarà in agosto. E torna anche ESPN.
In questo Articolo:
- 1 WSOP 2026: il doppio annuncio-shock: il Main Event WSOP torna su ESPN, il final table ad agosto!
- 2 C'erano una volta i November Nine: ascesa e caduta del format che ha cambiato la storia del poker
- 2.1 2008: la prima "nidiata" e la vittoria di Eastgate
- 2.2 2009: c'è Ivey, ma non basta
- 2.3 2010: indimentiCandio
- 2.4 2011: col Black Friday cambia tutto
- 2.5 2012: la redenzione di Merson e il problema del final table infinito
- 2.6 2013: l'anno di "Rois"
- 2.7 2014: il poco invidiabile record di Newhouse, nell'anno di Jacobson e il suo documentario
- 2.8 2015: l'occasione persa di Butteroni
- 2.9 2016: addio November Nine
- 3 WSOP 2026: ci attendono gli "August Nine"
WSOP 2026: il doppio annuncio-shock: il Main Event WSOP torna su ESPN, il final table ad agosto!
L'account ufficiale delle WSOP ha pubblicato la "breaking news" quando in Italia era quasi ora di cena, e tutti ci si stava preparando per la partita della Nazionale di calcio. L'annuncio è di quelli da "first reaction: shock", soprattutto per l'utenza americana: il 10.000$ No-Limit Hold'em World Championship, più conosciuto come WSOP Main Event, torna su ESPN, uno dei più seguiti e popolari broadcaster della tv statunitense.
A partire dal 2026, la ESPN fornirà una copertura completa del WSOP Main Event, che culminerà con l'ampiamente anticipato tavolo finale spalmato su tre giorni, in prima serata su tutte le tv americane. L'accordo è pluriennale, anche se non ne è stata resa nota la scadenza.
La notizia che già era trapelata era invece l'intenzione di tornare a differire leggermente il tavolo finale. Quel "leggermente" è diventato ufficialmente una pausa di 20 giorni che, considerando le tempistiche tecniche, è quanto serve per preparare una massiccia copertura da parte di ESPN e consentendo il ritorno a una vero e proprio storytelling pokeristico.
Le date del final table
Le date da segnarsi sono dal 3 al 5 agosto 2026, dalle 21 fino a mezzanotte orario EST, vale a dire dalle tre alle sei del mattino italiane. Ma l'ora italiana qui conta relativamente, perché si tratta chiaramente di un'operazione finalizzata a riportare il poker nelle case degli americani. A cascata, poi, verranno le altre conseguenze per il mondo del poker in generale, e sembrano davvero tutte positive.
Ma se tutto è così bello, come mai il format era stato abbandonato? Proviamo a capirlo insieme, facendo una breve storia di questo format.
C'erano una volta i November Nine: ascesa e caduta del format che ha cambiato la storia del poker
Nell'anno del Signore 2008 il poker online era in pieno boom in tutto il mondo ed era fresco di arrivo anche in Italia. L'entusiasmo era alle stelle, i forum di poker erano frequentatissimi e la curva dell'interesse verso il poker viveva un'impennata che andava oltre le più rosee aspettative. La ricerca dei nuovi giocatori poteva muoversi su diverse direttrici, ma quella televisiva era ancora parzialmente inesplorata. Da qui, oltre che da un netto calo di iscritti che l'edizione 2007 aveva fatto registrare rispetto a quella record del 2006, l'idea dei "November Nine".
2008: la prima "nidiata" e la vittoria di Eastgate
L'idea di differire il tavolo finale era perfetta per il tempo, anche da un punto di vista di marketing, nonostante le perplessità non mancassero. Tra quelli meno convinti c'era anche uno dei qualificati, Ylon Schwartz, che riteneva il rinvio del final table come una ferita alla purezza del poker...
Ad ogni modo, come era prevedibile le poker room facevano a gara per accaparrarsi i giocatori e poter così mostrare le patch con i propri brand nella diretta televisiva del tavolo finale del torneo più atteso e seguito dell'anno. Phillips, Demidov, Eastgate, Schwartz, Suharto e Chino Rheem erano brandizzati da PokerStars, Montgomery, Marquis e Kim da Full Tilt Poker.
Questa la line-up:
| GIOCATORE | NAZIONE | STACK |
|---|---|---|
| Dennis Phillips | USA | 26.295.000 |
| Ivan Demidov | Russia | 24.400.000 |
| Scott Montgomery | Canada | 19.690.000 |
| Peter Eastgate | Denmark | 18.375.000 |
| Ylon Schwartz | USA | 12.525.000 |
| Darus Suharto | Canada | 12.520.000 |
| David Rheem | USA | 10.230.000 |
| Craig Marquis | USA | 10.210.000 |
| Kelly Kim | USA | 2.620.000 |
L'heads up fu tra due ragazzi, il ventisettenne russo Demidov e il ventiduenne danese Eastgate, che alla fine trionfò diventando il più giovane campione di sempre di Main Event, oltre che il primo a farlo da "November Niner". Il primo record gli sarebbe stato soffiato da Joe Cada l'anno seguente, il secondo non glielo potrà mai togliere nessuno.
2009: c'è Ivey, ma non basta
Se nel primo anno erano mancati i grandi personaggi, la seconda edizione dei November Nine era una sorta di "JACKPOT". Tra i qualificati c'era infatti anche sua maestà Phil Ivey, già al tempo considerato il più forte giocatore di poker al mondo e tra i membri del Team Full Tilt, quando ancora la red room era in auge.
La battaglia dei brand era ancora più furiosa e, in questo caso. La presenza di Phil Ivey spostava da sola l'ago della bilancia verso Full Tilt, che sponsorizzava anche James Akenhead, Steve Begleiter ed Eric Buchman, mentre la patch PokerStars la indossavano Joe Cada e Kevin Schaffel. Il francese Antoine Saout era il testimonial di Everest Poker, mentre Jeff Shulman faceva marketing pro domo sua, essendo al tempo direttore del mensile Card Player. A rimanere fuori era il vero outsider del tavolo finale, uno degli anti-personaggi più incredibili mai visti su un tavolo da poker: Darvin Moon. L'allora quarantacinquenne era un taglialegna proveniente da Oakland, non quella luccicante della California ma quella più anonima del Maryland. Moon, che purtroppo ci ha lasciato nel 2020, aveva rifiutato categoricamente ogni proposta di indossare patch da parte di poker room online, perché "non voglio rispondere ad alcuna domanda", disse.
| GIOCATORE | NAZIONE | STACK |
|---|---|---|
| Darvin Moon | USA | 58.930.000 |
| Eric Buchman | USA | 34.800.000 |
| Steven Begleiter | USA | 29.885.000 |
| Jeff Shulman | USA | 19.580.000 |
| Joe Cada | USA | 13.215.000 |
| Kevin Schaffel | USA | 12.390.000 |
| Phil Ivey | USA | 9.765.000 |
| Antoine Saout | France | 9.500.000 |
| James Akenhead | England | 6.800.000 |
Quell'edizione è passata alla storia sì per il vincitore più giovane di sempre, Joe Cada, sì per l'ombroso boscaiolo Darvin Moon, ma a rimanere nella memoria collettiva c'è ancora oggi l'incredibile errore commesso da Phil Ivey, poi uscito con un settimo posto piuttosto anonimo, per uno come lui e per le aspettative che lo circondavano.
2010: indimentiCandio
La terza edizione dei November Nine è forse la migliore di sempre, per i protagonisti e per quanto succede al tavolo. Lo è sicuramente per noi italiani, grazie a Filippo Candio, la cui presenza da primo italiano di sempre bastava già a far saltare i server di tutti i forum di settore.
La performance del sardo, con le mani epiche e quel quarto posto finale, suggellano quella del 2010 come edizione indimenticabile per noi. E poi c'erano altri grandi personaggi, come Michael Mizrachi e Joseph Cheong.
| GIOCATORE | NAZIONE | STACK |
|---|---|---|
| Jonathan Duhamel | Canada | 65.975.000 |
| John Dolan | USA | 46.250.000 |
| Joseph Cheong | USA | 23.525.000 |
| John Racener | USA | 19.050.000 |
| Matthew Jarvis | Canada | 16.700.000 |
| Filippo Candio | Italy | 16.400.000 |
| Michael Mizrachi | USA | 14.450.000 |
| Cuong “Soi” Nguyen | USA | 9.650.000 |
| Jason Senti | USA | 7.625.000 |
A vincere fu Jonathan Duhamel, ma anche il canadese non rimarrà nella storia tanto per la vittoria, quanto per il tremendo scoppio che aveva rifilato al povero Matt Affleck a 15 left.
2011: col Black Friday cambia tutto
Quella del 2010 è anche l'ultima edizione "spensierata" dei November Nine. Il 15 aprile del 2011, infatti, il tristemente famoso "Black Friday" avrebbe cambiato per sempre i connotati dell'industria del poker online, con pesantissime conseguenze anche sulla reale utilità del final table del Main Event WSOP posticipato a novembre.
Quell'anno il field era anche di una certa qualità, ma per noi italiani fu una prevedibile delusione, visto quanto avevamo vissuto l'anno prima con Candio. I giocatori forti c'erano eccome, ma mancava qualcosa.
| GIOCATORE | NAZIONE | STACK |
|---|---|---|
| Martin Staszko | Czech Rep. | 40.175.000 |
| Eoghan O'Dea | Ireland | 33.925.000 |
| Matt Giannetti | USA | 24.750.000 |
| Phil Collins | USA | 23.875.000 |
| Ben Lamb | USA | 20.875.000 |
| Badih “Bob” Bounahra | Belize | 19.700.000 |
| Pius Heinz | Germany | 16.425.000 |
| Anton Makiievskyi | Ukraine | 13.825.000 |
| Sam Holden | England | 12.375.000 |
Vinse - e dominando - il tedesco Pius Heinz, che aveva tutto per diventare un uomo-copertina del poker, ma decise di eclissarsi molto presto, sparendo del tutto dalla circolazione e dai tornei di poker live.
2012: la redenzione di Merson e il problema del final table infinito
Anche nel 2012 non ci furono italiani qualificati. Le possibilità di marketing dell'evento, vuoi per i cali di ascolti vuoi per i budget delle poker room che iniziavano a calare, erano in fase di ridiscussione. In Italia era PokerItalia24 a trasmettere l'evento, che ebbe un problemino...
| GIOCATORE | NAZIONE | STACK |
|---|---|---|
| Jesse Sylvia | USA | 43.875.000 |
| Andras Koroknai | Hungary | 40.050.000 |
| Greg Merson | USA | 28.725.000 |
| Russell Thomas | USA | 24.800.000 |
| Steven Gee | USA | 16.860.000 |
| Michael Esposito | USA | 16.260.000 |
| Robert Salaburu | USA | 15.155.000 |
| Jacob Balsiger | USA | 13.115.000 |
| Jeremy Ausmus | USA | 9.805.000 |
La fase finale, caratterizzata dai primi esempi di Limping strategy soprattutto da parte del futuro vincitore Greg Merson, allungarono la durata dello streaming all'estremo. Così, quando vinse un commosso Merson, in Italia era quasi ora di pranzo. In generale, quella di Merson era una bella storia di redenzione, per un giocatore che era riuscito a riemergere da una storia di dipendenze, ma Greg non era esattamente un personaggio che bucava il video.
2013: l'anno di "Rois"
Anche nel 2013 aspettammo invano la presenza di un italiano tra i November Nine. Il cast era anche interessante e variegato, tra professionisti, amatori totali e outsider di lusso come Jay Farber:
| GIOCATORE | NAZIONE | STACK |
|---|---|---|
| JC Tran | USA | 38.000.000 |
| Amir Lehavot | Israel | 29.700.000 |
| Marc-Etienne McLaughlin | Canada | 26.525.000 |
| Jay Farber | USA | 25.975.000 |
| Ryan Riess | USA | 25.875.000 |
| Sylvain Loosli | France | 19.600.000 |
| Michiel Brummelhuis | Netherlands | 11.275.000 |
| Mark Newhouse | USA | 7.350.000 |
| David Benefield | USA | 6.375.000 |
Il primo a uscire fu Mark Newhouse e ricordatevi questo nome perché ne riparleremo tra poco. A vincere fu invece un ragazzo statunitense molto bravo, Ryan Riess, che gioca ancora oggi e probabilmente non avrà capito perché, quando incontra italiani, lo chiamano tutti "ROIS".
2014: il poco invidiabile record di Newhouse, nell'anno di Jacobson e il suo documentario
Per la prima volta, nel 2014, un giocatore diventa November Nine per due anni consecutivi. Si tratta di Mark Newhouse ed è l'aspetto statistico più interessante per un'edizione ancora senza italiani al traguardo:
| GIOCATORE | NAZIONE | STACK |
|---|---|---|
| Jorryt van Hoof | Netherlands | 38.375.000 |
| Felix Stephensen | Norway | 32.775.000 |
| Mark Newhouse | USA | 26.000.000 |
| Andoni Larrabe | Spain | 22.550.000 |
| Dan Sindelar | USA | 21.200.000 |
| William Tonking | USA | 20.050.000 |
| Martin Jacobson | Sweden | 14.900.000 |
| Bruno Politano | Brazil | 12.125.000 |
| Billy Pappas | USA | 17.500.000 |
Mark Newhouse centrò uno di quei record che nessuno vorrebbe imitare: arrivare per due anni al final table WSOP Main Event e uscire entrambe le volte per primo! Alla fine la sua era stata comunque una doppia bellissima cavalcata, ma dal finale più amaro che dolce.
Vinse, con grande merito, Martin Jacobson, professionista svedese che segnò anche una novità mediatica. Martin viene seguito passo passo nella preparazione al final table, in un documentario che ancora oggi rappresenta un bellissimo pezzo di narrazione pokeristica e un vero spot al gran lavoro che c'è dietro a un professionista di poker. Si trattava di un'aggiunta di qualità a un format il cui destino, purtroppo, appariva già segnato.
2015: l'occasione persa di Butteroni
La penultima edizione dei November Nine vide finalmente tornare un italiano tra i magnifici nove: Federico Butteroni!
| GIOCATORE | NAZIONE | STACK |
|---|---|---|
| Joe McKeehen | USA | 63.100.000 |
| Zvi Stern | Israel | 29.800.000 |
| Neil Blumenfield | USA | 22.000.000 |
| Pierre Neuville | Belgium | 21.075.000 |
| Max Steinberg | USA | 20.200.000 |
| Thomas Cannuli | USA | 12.250.000 |
| Joshua Beckley | USA | 11.800.000 |
| Patrick Chan | USA | 6.225.000 |
| Federico Butteroni | Italy | 6.200.000 |
Intorno al romano si era costruita una discreta narrazione, anche se lo stack era davvero ridotto e le speranze di rimonta non moltissime. Lui, purtroppo, ci mise del suo, con una condotta un po' troppo rinunciataria che gli fece "sciacallare" una posizione solo grazie al gentile omaggio di Patrick Chan, immolatosi al nono posto. Poi l'uscita in ottava piazza e quella senzazione di occasione persa, anche se davanti alle telecamere, seduti a quel tavolo, è sempre più difficile che dal divano di casa.
La vittoria andò a Joe McKeehen, statunitense molto forte ma che non entrerà mai nella Hall Of Fame dei simpaticoni.
2016: addio November Nine
Il format era già stanco, e il 2016 fu come "the last nail in the coffin". Il cast dei qualificati era notevolissimo, a partire dal chipleader Cliff Josephy, una sorta di guru dei torneisti online che partiva anche da chipleader:
| GIOCATORE | NAZIONE | STACK |
|---|---|---|
| Cliff Josephy | USA | 74.600.000 |
| Qui Nguyen | USA | 67.925.000 |
| Gordon Vayo | USA | 49.375.000 |
| Kenny Hallaert | Belgium | 43.325.000 |
| Michael Ruane | USA | 31.600.000 |
| Vojtech Ruzicka | Czech Rep. | 27.450.000 |
| Griffin Benger | Canada | 26.175.000 |
| Jerry Wong | USA | 10.325.000 |
| Fernando Pons | Spain | 6.150.000 |
Per "JohnnyBax" tifavano tutti i ragazzi nati con l'online e cresciuti anche grazie al suo apporto, ma Josephy si fermò "tragicamente" al terzo posto, dopo una gestione forse rivedibile del final table. La cosa peggiore fu che la vittoria andò a un giocatore che era un po' l'antitesi della meticolosa preparazione di Cliff Josephy: Qui Nguyen, un gambler come tanti altri, senza la personalità per lasciare il segno, né per salvare un format che - infatti - venne archiviato.
WSOP 2026: ci attendono gli "August Nine"
Adesso, la curiosità è quella di vedere cosa ci attenderà e quali saranno le differenze tra i "November Nine" e questi "August Nine". Il ritardo di soli 20 giorni potrebbe in realtà fare gioco, perché tre mesi e passa erano forse troppi, e 3-4 giorni sono pochi. In 20 giorni, invece, si può costruire una narrazione coi fiocchi. Il resto, ovviamente, lo farà la qualità dei protagonisti. Sperando che ci sia un italiano tra questi, naturalmente.