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I consigli di Dan Harrington: quando giocare loose?

Dan 'action' HarringtonIn quale fase di un torneo di No Limit Hold’em è corretto iniziare a giocare un po’ più loose? Molti autori ed esperti del gioco di solito raccomandano un approccio piuttosto tight nei primi livelli per poi aprirsi gradatamente, man mano che i bui aumentano.

Dan Harrington – sicuramente uno dei giocatori più preparati al mondo e con ottimi risultati in carriera – a proposito di ciò ci fornisce la sua personale interpretazione.

Secondo “Action Dan” è ormai da considerarsi un dato di fatto che, al contrario dell’orientamento classico, molti dei giocatori più forti amino entrare in tanti piatti durante le prime mani di un torneo. E’ anche vero, però, che alcuni di loro pur proseguendo con questo atteggiamento fino al middle-stage, ridiventino poi troppo tight nelle ultime fasi di gioco, proprio quando invece serve entrare in azione più spesso.

I giocatori più deboli, invece, hanno un atteggiamento troppo loose già all’inizio di un torneo ed è per questo che molti di loro vengono eliminati rapidamente. Talvolta comunque, quando la dea bendata decide di dar loro una mano, qualcuno riesce anche a raggiungere il tavolo finale e, giocando inavvertitamente proprio nel modo corretto, può capitare che riescano addirittura a portarsi a casa la vittoria.

Dan Harrington, pur ritenendo che nonostante la condotta iniziale di queste due categorie di persone sia piuttosto simile, e pur essendo sicuro che esista comunque una differenza sostanziale tra i due gruppi, poichè i player più forti sono in grado di risparmiare chips e uscire da una mano quando capiscono di essere battuti, è convinto che l’approccio ottimale vada calibrato a seconda degli avversari che troviamo al tavolo.

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Se riusciamo a stimare, con un buon grado di approssimazione, che chi ci sta intorno sia piuttosto limitato dal punto di vista tecnico/strategico, allora converrà giocare in maniera più aperta. In fondo da chi è meglio provare a prendere i soldi:  da uno qualsiasi o da qualcuno che giochi come Phil Ivey?

Possiamo dunque entrare in gioco in piatti poco costosi e vedere cosa succede, pronti naturalmente a sfruttare a nostro vantaggio ogni buona opportunità che dovesse presentarsi. Se, al contrario, ci troviamo ad un tavolo con giocatori almeno decenti allora possiamo tranqullamente proseguire con uno stile più chiuso. Uno dei “leak” più comuni tra i giocatori di poker è la mancanza di capacità di fare sempre gli opportuni aggiustamenti.

Proviamo dunque a prenderci le chips dai giocatori più scarsi, perchè altrimenti ci sarà sicuramente qualcun’altro che proverà a farlo al posto nostro.

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