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MTT: principi base, equity e inflection point (3° parte)

I giocatori tight aggressive rappresentano la maggioranza di coloro che partecipano agli MTT. Questo stile prevede di entrare in azione con poche mani ma in maniera decisa.

Spesso, avversari del genere non arrivano allo showdown con troppa frequenza; la natura stessa del loro gioco li porta infatti a conquistare dei piatti rilanciando pre-flop e c-bettando sulle prime tre community card.

Loose aggressive
I giocatori LAG entrano nel piatto con un’alta percentuali di mani ed in maniera aggressiva, confidando molto sul fatto che il loro opening range sia così ampio da essere assolutamente imprevedibile. Ciò mette parecchia pressione sugli altri al tavolo. I loose aggressive cercheranno di isolare gli avversari soprattutto avendo posizione su di loro.

Small ball
Coloro che adottano questo stile vogliono partecipare ad un sacco di piatti nella maniera meno costosa possibile e sfruttando il vantaggio di posizione. L’obiettivo è quello di costruire lentamente lo stack aggiudicandosi tanti piatti di dimensione ridotta.

Bene, dopo aver rivisto insime alcune delle informazioni di base per i tornei, andiamo a dare un’occhiata più da vicino ad altri concetti più avanzati che servono a capire meglio come funzionano gli MTT, cosa exploitano di continuo i migliori giocatori per avere un vantaggio e perché la maggior parte della gente si sente oltremodo soddisfatta già solo dall’essere arrivati “in the money”.

Il fattore chiave per ogni decisione nel poker è l’equity, ed è un elemento che spesso viene capito ed applicato male.

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Il cambio di valore delle chips
Nel cash game, quello che vincete in chips è pari al denaro vero guadagnato. Quindi, la Chip Equity (cEV) è uguale al $EV. Una delle differenze fondamentali nei tornei è che ciò non è più vero; il valore in denaro delle chips si modifica in maniera non lineare man mano che il gioco prosegue.

In ogni momento di un MTT, la vostra tournament equity (tEV) sarà determinata non solo dal vostro stack ma anche da quello degli altri e dalle relazioni fra i vari stack size e le infinite permutazioni dei player a, b o c che possono essere eliminati nella mano successiva.

Il vostro tEV aumenta mentre il torneo prosegue, e con ogni player out avrete migliori probabilità di vittoria; ma quando il vostro stack aumenta in proporzione a quello degli altri giocatori, il valore delle chips diminuisce, e viceversa. Ad esempio, diciamo che ci siano 1 milione di chips in gioco per 1 milione di dollari di montepremi. Se vincete il torneo, la prima posizione beccherà il 28% del totale e quindi quel milione di chips varranno solamente 280.000 dollari. Supponiamo che per il primo ITM ci siano 10.000 $ di ricompensa: se riuscite a sopravvivere ed arrivate a premi anche con una sola chips, essa varrà appunto 10.000 dollari.

E’ qui, allora, che entra in campo l’Independent Chip Model (ICM). Anche se spesso applicato nei sit’n’go oppure nei final table, esso torna utile anche nel nostro approccio ai tornei dato che fa riferimento al nostro tEV, ossia il valore in dollari delle nostre chips in un dato momento.” (continua)