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Phil Hellmuth: analisi di una mano giocata online su Ultimatebet

Il professionista di poker, Phil Hellmuth, vincitore di 11 braccialetti WSOP, analizza la mano giocata durante un torneo online sul sito Ultimatebet che ha decretato l’uscita prematura del campione.

“Domenica stavo giocando un torneo da 200$ di buy in per l’Ultimatebet Online Poker Championship ed il gioco si stava facendo sempre più duro. Eravamo rimasti 300 giocatori su un field di partenza di 1.600 quando mi è capitata questa mano interessante. I bui erano 250/500 con 25 di ante ed io avevo 5.900 chips. La mia immagine al tavolo era di quello un po’ chiuso e che stava giocando davvero molto pazientemente.

Il giocatore sull’UTG era il chipleader con 42.000 chips e apre a 1.100, tre giocatori dopo di lui foldano e la parola sta a me che spillo a 9 .  Generalmente questo sarebbe stato un facile fold, ma il chipleader stava aprendo moltissime mani in questo modo, circa il 50% delle mani distribuite negli ultimi 20 minuti, quindi dopo averci pensato un po’ ho concluso che probabilmente avevo la mano migliore e che il modo migliore per giocarmela fosse di andare all in. Tutti foldano sino allo small blind che sorprendentemente controrilancia/all in per 21.200… brutta situazione per me. Il chipleader che aveva aperto la mano a 1.100 folda. Il mio avversario gira A-Q che regge sino alla fine e io vengo eliminato.

Analizziamo nei dettagli questa mano:

Perchè il chipleader stava aprendo metà delle mani che gli venivano distribuite in un tavolo a 9 giocatori? Questo è un modo di giocare pessimo, avrebbe dovuto proteggere la sua leadership non provare a gamblare. E cosa dire delle sue piccole puntate iniziali a 1.100? Un opening bet deve essere di almeno 3 volte il big blind, quindi 1.500 sarebbe stato un gioco migliore.

E ora veniamo alla domanda cruciale: che diavolo stavo pensando quando ho deciso di andare all in per 5.900 chips con A-9 suited? Bhè, ho pensato di avere la mano migliore, mi erano rimasti solo 12 big blind… sì ma… anche se avessi avuto la mano migliore, mancavano ancora 4 giocatori dopo di me a parlare. Ripensandoci avrei dovuto foldare anziché andare all in. Il chipleader quasi sicuramente mi avrebbe chiamato, stava giocando troppo loose, quindi per lui aggiungere altre 4.900 avrebbe avuto senso. Ma supponiamo avesse avuto Q-10 offsuit, sarei stato favorito al 57% per vincere il piatto. O potrebbe aver avuto K-9 suited e io sarei stato avanti di circa 2 a 1.

Il “Phil classico” avrebbe velocemente foldato la sua a 9 pensando che deve giocare un grosso piatto solo partendo davanti in maniera schiacciante. Ma come tutti, anch’io occasionalmente commetto degli errori, specialmente online dove le mani vengono foldate automaticamente dopo solo 1 minuto.

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Non mi piace la mossa di andare all in per 21.200 chips del giocatore sullo small blind, ma credo che non sia una brutta giocata. Deve aver pensato che fossi frustrato e un po’ ansioso visto le poche mani che avevo giocato sino ad allora, e in conclusione che potessi andare all in con una mano relativamente debole. Se questa davvero fosse la logica che lo ha spinto all’all in allora ha giocato correttamente. Ma mi ritengono un giocatore chiuso… quindi… diamine… ho giocato una sola mano in 20 minuti! Merito più credito da parte dei miei avversari… potrei dunque aver avuto una monster hand, giusto? Ho chiamato il mio amico Layne “Back to Back” Flack, vincitore di 6 braccialetti WSOP e gli ho chiesto cosa pensasse di questa mano.

Secondo Layne se giochi A-Q in questo spot un re-raise/all in è molto meglio che limitarsi al call, perchè le grosse puntate sono più potenti e possono costringere l’original raiser che era UTG a foldare anche una coppia di Jacks o forse anche A-K. Ottima osservazione Layne!”

Tratto da: “La mano della settimana” a cura di Phil Hellmuth.