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PokerStars: dasvidania Russia. L’uscita dal primo mercato mondiale

Con un tweet molto stringato ( “Important update: we are suspending all our services in Russia” ), PokerStars ha annunciato di voler uscire dal principale mercato mondiale, con conseguenze non banali per la room dalla picca rossa che ripercorre la strada già intrapresa da partypoker e Bwin delle scorse settimane.

Una scelta è stata provocata dalle conseguenze nefaste (anche da un punto di vista geopolitico) dall’invasione dell’Ucraina.

A tal proposito, Flutter (la società madre di PokerStars) ha fatto una donazione non banale e ha invitato i propri dipendenti a una raccolta fondi per sostenere i profughi di guerra ucraini. Non un atto politico ma di pura solidarietà.

PokerStars: sospensione in Russia dei servizi

L’uscita dal mercato russo, con la sospensione degli account dei players locali residenti era nell’aria da giorni. I grinder russi dovranno, per forza di cose, emigrare fuori dalla madre patria (ove consentito) per poter  continuare a giocare su PokerStars e partypoker. E’ molto probabile che altre rooms occidentali dovranno presto sospendere le operazioni per evitare anche pesanti sanzioni internazionali.

La cancellazione dell’EPT Sochi

Nei primi giorni di guerra, c’era stata la cancellazione della data di marzo dell’EPT Sochi: in via ufficiale era stato presentato come un rinvio a ottobre, ma chi conosce bene le dinamiche del circuito dell’European Poker Tour, sa che in realtà si trattava già di un annullamento definitivo.

La tappa di ottobre era, di fatto, già in calendario e un appuntamento fisso degli anni precedenti, quindi era chiaro che fosse una vera e propria cancellazione in vista dell’evento imminente di marzo.

Per spazzare via il campo da qualsiasi dubbio PokerStars live aveva – in seconda istanza – comunicato anche la cancellazione dell’EPT Sochi di ottobre.

La richiesta dei giocatori di PokerStars di uscire dalla Russia

La pressione sui social dei players era però era indirizzata verso un’uscita definitiva dal mercato russo, come avevano già fatto altre multinazionali occidentali come McDonald’s e Coca Cola.

Nella serata di ieri, è arrivata la comunicazione della sospensione delle operazioni da parte di PokerStars, su richiesta esplicita dei giocatori.

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PokerStars offriva nella regione di Sochi e delle province a sud, sul Mar Nero, action in forza della licenza del partner Casinò di Sochi.

Un danno non indifferente per il business della room, visto che i giocatori russi sono i più numerosi sulla piattaforma. In vista dello SCOOP di maggio, si prevede un’edizione senza il field più importante. Ma le notizie che arrivano da Kiev sono sempre più drammatiche e gli affari passano in secondo piano.

L’uscita è stato un passo obbligato: rimanere in Russia avrebbe causato un danno d’immagine non secondario, con il rischio concreto di future sanzioni internazionali, oltre alla pressione dei Governi occidentali, in primis l’Irlanda (Flutter ha sede legale a Dublino).

Il Governo irlandese è stato il primo, il 28 febbraio, a chiudere lo spazio aereo alla Russia e a chiedere all’Unione Europea l’applicazioni di forti sanzioni. E’ in prima linea nel condannare l’invasione.

Inoltrela Russia sta chiudendo le porte di internet alle piattaforme internazionali occidentali: ha già bannato i colossi del web statunitense come Facebook, Instagram e Twitter.

Nella foto in copertina Arseniy Karmatskiy, vincitore dell’EPT Sochi (photo courtesy Neil Stoddart – PokerStars – fotografo ufficiale EPT)

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.