Come vi abbiamo scritto in più di un'occasione, il formato Spin & Go, che sarebbe più corretto chiamare Hyper 3 Handed, è uno di quelli che ha maggiormente preso piede in tutto il mondo, soprattutto nella sua modalità online, visto che ci sono migliaia di appassionati solo in Italia.
Anche live sta cominciando a diventare disciplina battuta, anche e soprattutto grazie al PokerStars Poker Spin & Go Championship, una particolare competizione che avrà luogo anche nel 2026,a partire dall'European Poker Tour di Parigi.
E per il filone delle nostre interviste a coloro i quali hanno più di altri messo a segno colpi importanti, oggi ci occupiamo di Rocco Ciracì, che ha da poco pescato e portato a casa un moltiplicatore al Twister Classico.
L'intervista a Rocco Ciraci
AP: Ciao Rocco e benvenuto sulle frequenze di Assopoker. Partiamo da te: chi sei, quanti anni hai, di dove sei e cosa fai nella vita oltre al poker?
Mi chiamo Rocco, ho 39 anni e vivo nella mia splendida Calabria, a Catanzaro. Lavoro da molto tempo in Decathlon e sono sposato da 4 anni. Oltre al lavoro e al poker, la mia vita ruota attorno allo sport: gioco a livello amatoriale in un campionato di calcio over 35, un impegno che porto avanti con la stessa passione che dedico al tavolo verde.
Com’è nato il poker nella tua vita? Ti ricordi la prima volta che hai giocato “seriamente” e cosa ti ha preso?
Il mio primo incontro con il poker risale ai tempi dell'università, quando avevo 19 anni e ci riunivamo tra amici. Quella curiosità è cresciuta vedendo un amico giocare seriamente il cash game online, spingendomi a iscrivermi su PokerStars e Snai.
Quanto spazio occupa oggi il poker? Quante sessioni fai a settimana e come lo incastri con tutto il resto?
Oggi riesco a dedicare al poker circa due ore al giorno, tra studio e sessioni, mantenendo una media di 1.000 spin al mese con l’obiettivo di scalare i livelli un passo alla volta.
Hyper 3 Handed: tra passione e praticità
Perché proprio gli Spin & Go? Cosa ti piace di questo formato rispetto ad MTT o cash?
Per anni mi sono dilettato come amatore negli MTT, la disciplina che più mi affascinava, ma con il tempo le esigenze familiari e lavorative sono cambiate. Gli Spin & Go sono diventati la soluzione ideale: una struttura veloce, adrenalinica e perfetta per chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare alla competizione.
Quali buy-in giochi di solito e da quanto? E che obiettivo ti eri dato prima di questa vincita (anche piccolo: “salire di limite”, “studiare meglio”, “divertirmi senza tiltare”)?
Fino a qualche mese fa giocavo totalmente per conto mio. Poi, per caso, mi sono imbattuto in un sondaggio di Pokermagia ed è iniziata la mia avventura: prima nell’Academy e ora come player ufficiale ai 5€
Raccontami il moltiplicatore: quando è successo, che buy-in era, che moltiplicatore hai beccato e com’è stata la sensazione nei primi 30 secondi?
Qualche giorno fa, tutto questo studio è stato ripagato in un istante. Erano le 16:00, avevo appena iniziato la sessione pomeridiana su due tavoli. Al sesto spin, ecco l'incredibile: cade il moltiplicatore massimo da 5.000 euro.
Rocco Ciracì: "vi racconto il moltiplicatore al Twister"
Come hai gestito la pressione durante quella partita?
Appena ho realizzato che stavamo giocando per un 1000x, ho chiuso immediatamente l'altro tavolo. Volevo il focus al 100% su quello spin. Dopo i primi 30 secondi di adrenalina pura con il cuore a mille, mi sono imposto la calma: mi sono detto che sarebbe stato mio e che avrei giocato seguendo alla lettera i range e gli insegnamenti della scuola.
Vincere è stato stupendo, ma l'orgoglio più grande è stato averlo fatto giocando in maniera tecnica e disciplinata
C’è stato un momento chiave o una mano che ricordi? Anche solo “un push che ti ha cambiato il torneo” o un colpo che ti ha dato fiducia.
La mano chiave è arrivata quasi subito, alla terza mano, con tutti i player ancora a 25 bui. Da BB difendo K-3 a quadri sull'apertura 2.5x del bottone. Il flop A-6-10 con due quadri mi regala un progetto di colore nuts: check-chiamo la c-bet al 40% dell’avversario. Il turn è un Jack di quadri che chiude i giochi. Checko ancora, lui decide di checkare dietro. Il river è un K ininfluente; esco puntando pot (10 bui) e lui chiama. Quella mano mi ha portato a 40 bui, permettendomi di arrivare in heads-up con un vantaggio enorme. La vittoria è arrivata poco dopo su un classico coinflip: la mia coppia di 3 ha retto contro il suo Q-J offsuit.
Passiamo al coaching: perché hai deciso di iniziare un percorso con una scuola? Com’è strutturato, il tuo percorso?
Grazie a Pokermagia il mio approccio è cambiato radicalmente: prima soffrivo il tilt e la frustrazione, ora ho un mindset solido e so sempre cosa fare in ogni situazione. La scuola offre un supporto incredibile con coach preparatissimi, review costanti e una community su Discord che è un vero punto di riferimento. Per chi vuole intraprendere un percorso serio nel poker, credo sia la scelta migliore in Italia. Ora continuo con il mio obiettivo: perfezionarmi, eliminare le sbavature e salire di livello, un passo alla volta."

