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Software poker: una soluzione che accontenta tutti

Quello dei software di supporto è un tema caldissimo, che sta facendo discutere tutta la community del poker tanto in Italia quanto all’estero. Le recenti decisioni da parte di Pokerstars e soprattutto PartyPoker non hanno fatto altro che infiammare gli animi dei giocatori coinvolti, che fin dall’inizio si possono suddividere in base a due nette prese di posizione: coloro che sono favorevoli ai software di supporto e coloro che invece vorrebbero un poker senza aiuti esterni di alcun tipo. Nella prima categoria troviamo quasi esclusivamente reg e professionisti, spesso grinder che multitablano pesantemente e che non possono fare a meno di questi tool; nella seconda c’è la gran parte dei giocatori occasionali, che si siedono al tavolo solo per divertirsi.

Il dibattito sui software di supporto si accende ogni giorno di più e sembra che tra le due parti non ci possa essere un punto in comune in grado di portare a una soluzione accettabile per tutti. In realtà una possibilità ci sarebbe per porre fine a questo problema. Vediamo qual è andando ad analizzare prima le rispettive motivazioni dei favorevoli e dei contrari.

Software poker: sì

Recentemente abbiamo intervistato Christian Favale e Nicola Valentini, due massgrinder di cash game su Pokerstars.it che hanno spiegato i motivi per cui questi programmi non rappresentano un vantaggio verso gli occasionali: “IwasK.Mutu” si è detto sicuro che anche senza software di supporto i reg di oggi vincerebbero senza problemi, mentre “quattroganci” si è spinto ancora più in là, affermando che l’HUD consente ai professionisti di giocare su tantissimi tavoli, con la conseguente perdita di focus e un gioco di minore qualità, il tutto a vantaggio degli occasionali.

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La posizione dei “favorevoli”, comunque, verte su un punto cardine: i software di supporto non sono strumenti elitari, visto che sono a disposizione di chiunque. Riuscire a padroneggiarli, in realtà, è una delle tante skills necessarie per vincere a poker online al giorno d’oggi. Secondo loro, è lecito utilizzarli perché rappresentano un’evoluzione di un gioco che nella sua dimensione online ha caratteristiche differenti rispetto a quella live.

Software poker: no

Tra i contrari ai software di supporto abbiamo ascoltato Andrea Sorrentino, che ci ha raccontato di preferire un poker più naturale e di trovare ingiusto che un giocatore amatoriale non possa più sedersi per una partita for fun in santa pace senza essere messo nel mirino da regular che già possono vantare un importante edge, e in più hanno anche supporti esterni che li aiutano. Della stessa opinione anche Dario Alioto.

Più in generale, la tesi dei “contrari” è che il poker è stato inventato come un gioco nel quale si può contare solo sulla propria testa, ovvero sulle proprie capacità intellettive senza la possibilità di ricorrere ad aiuti esterni. Molti di questi, vedono coloro che utilizzano HUD e simili come veri e propri truffatori, e non parliamo solo degli italiani: ieri, alla notizia dei cambiamenti introdotti da Pokerstars, tanti commentavano sui portali stranieri chiedendosi come fosse stato possibile non considerarlo “cheating” per tutti questi anni.

La possibile soluzione? HUD per tutti

C’è una possibilità che sotto molti punti di vista potrebbe mettere d’accordo tutti. Come è ben noto, le poker room monitorano costantemente il gioco ai tavoli per evitare collusion, chip dumping, multiaccount e scorrettezze varie. A rendere possibile questi controlli ci sono le hand history, che vengono analizzate al fine di trovare pattern sospetti. Hold’em Manager, così come qualsiasi altro software di supporto, fa la stessa identica operazione: conserva le hand history giocate in un database e le elabora per fornire i famosi numerini che appaiono nell’HUD.

Com’è facilmente intuibile, le poker room sarebbero in grado di fornire gli stessi dati ai loro utenti, o perlomeno quelli più semplici e immediati. Allora perché non farlo? Perché non inserire tra le varie possibilità presenti nelle impostazioni, quella di visualizzare un HUD vicino allo screen-name degli avversari? Chiaramente non stiamo parlando di un HUD complesso come quello di Hold’em Manager, ma, ad esempio, di uno che comprenda alcuni valori basilari ma interessanti quali numero di big blindVPIP (in quanti piatti si entra volontariamente), PFR (preflop raise), AF (aggression factor) e % di 3-bet.

hud

In questo modo verrebbe meno quella sensazione di svantaggio presente in molti giocatori occasionali di fronte ad avversari che utilizzano un software a cui loro non hanno accesso, magari perché non vogliono spendere soldi per comprarlo (va sottolineato che la maggior parte di questi sono a pagamento), magari perché non sanno come installarlo e impostarlo. Se a fornirlo fosse la poker room come una della tante opzioni presenti nella lobby, questa disparità scomparirebbe e nessuno potrebbe più lamentarsi di partire svantaggiato rispetto ad altri: a quel punto i mezzi a disposizione sarebbero gli stessi per chiunque e si potrebbe davvero dire che imparare ad utilizzare l’HUD faccia parte del bagaglio di abilità richieste per vincere nel poker online.

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D’altro canto, coloro che li utilizzano oggi potrebbero continuare a farlo anche in futuro, sicuramente con qualche funzionalità in meno, ma pur sempre in maniera profittevole. D’altronde, secondo l’opinione di molti professionisti che abbiamo intervistato, l’HUD non stravolge i valori in campo e se un reg è davvero forte e vincente, probabilmente lo è anche senza. Qualche statistica in meno in cambio di una maggior fiducia nel poker online da parte degli occasionali? Qualsiasi professionista degno di questo nome firmerebbe senza esitazione. Se la preoccupazione riguarda lo studio post-sessione, si potrebbe tranquillamente consentire l’utilizzo di software di solo tracking, utili per la hand review. Tutti gli HUD di terze parti, invece, andrebbero ovviamente banditi.

Sarebbe una piccola rivoluzione nel mondo del poker online, che sicuramente richiederebbe un investimento monetario da parte delle poker room ma che sul lungo periodo permetterebbe di avere molti più giocatori amatoriali ai tavoli, e non solo per una rinnovata fiducia nell’integrità del gioco: essere occasionali non significa essere stupidi e molti di questi player potrebbero trovare interessante e intrigante l’idea di studiare i dati offerti dall’HUD, diventando di conseguenza frequentatori più assidui ai tavoli virtuali.

Questo alzerebbe il livello qualitativo dei cosiddetti “fish”, ma in fondo non si era detto che l’HUD non aiuta il gioco dei reg ma al massimo la giocabilità? Chi si dovesse lamentare di questa introduzione e del conseguente field più duro (tutto da verificare) confermerebbe la tesi secondo la quale i grinder non otterrebbero gli stessi risultati dal vivo, dove non ci sono aiuti di alcun tipo.

Un poker online con le statistiche disponibili gratuitamente a chiunque, sarebbe un poker online più giusto e pulito. Si spegnerebbero tutte le polemiche sugli HUD (che sicuramente non fanno bene a questo mondo), si vieterebbe l’utilizzo di qualsiasi altro software di supporto in game (andando quindi a inasprire i controlli su eventuali bot) e si creerebbe maggiore equilibrio nel poker online, riportandolo su un livello più simile a quello live. Il tutto attraverso una via di mezzo soddisfacente tanto per i “favorevoli” quanto per i “contrari”.

Non stiamo dicendo che questa soluzione sia necessariamente la migliore, ma, al momento, sembra essere l’unica via percorribile per porre fine a quello che è diventato a tutti gli effetti un problema per la credibilità del poker online.

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