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Strategia MTT: il difetto del pensiero di secondo livello

Ancora dalla guida di base per gli MTT, realizzata dal giocatore professionista Tony “Bond18” Dunst, traduciamo l’interessante articolo sul pensiero di secondo livello scritto in collaborazione con il forte torneista americano Shaun Deeb.

“Sto pensando a questo concetto già da un po’ di tempo. All’inizio credevo di essere result oriented, paranoico o semplicemente troppo nitty. Alla fine, però, ne ho discusso con un po’ di player che stimo e siamo giunti alla stessa conclusione: noi che giochiamo e vinciamo nei tornei mid-high stakes spesso ci outplayamo da soli.

Se state leggendo questo articolo forse allora fate parte di quel gruppo di persone che cerca informazioni per migliorare il proprio gioco. Ne consegue che probabilmente leggete forum, libri e vi confrontate con altri player nel tentativo di progredire in questa specialità. Sicuramente questo è un approccio corretto, anche se tende a causare un problema: passiamo così tanto tempo con gente sensata, a pensare alle molteplici situazioni che possono capitare al tavolo, che ci dimentichiamo completamente che la maggior parte dei giocatori da torneo non fa assolutamente questo tipo di lavoro. Passo allora la “parola” a Shaun Deeb che ci spiega il suo punto di vista su questo concetto:

<<Sperando che la maggior parte di voi abbia familiarità con il multi-level thinking nel poker, vi confermo che la gran parte di noi (me compreso) fa sempre lo stesso errore. Sto parlando del fatto che il pensiero di secondo livello che utilizzano i regular dei tornei mid-stakes porta troppo spesso ad assegnare agli avversari range molto simili ai propri, oltre che a concedere loro troppo o troppo poco credito.

Contro i giocatori random è sempre un tirare ad indovinare.Shaun Deeb Mi sono guadagnato da vivere, finora, battendo quelli più scarsi. Chiamatemi pure il Phil Hellmuth degli MTT a stakes più bassi. Ho imparato presto come adattarmi a questi avversari per trarne un buon profitto. Mi capita spesso, ai tornei low-stakes, di notare situazioni dove, in base alla posizione dell’avversario, un bluff risulterebbe molto efficace. Allora mi viene da credere che lui abbia pensato lo stesso e che quindi stia appunto bluffando. Ma in realtà lui non è bravo quanto me a rendersi conto di quella situazione, e quindi il più delle volte ha esattamente quello che sta rappresentando.

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Ci alleniamo a pensare ad un livello più alto possibile, discutiamo con gli altri regular di tante situazioni di gioco, analizzandone tutti gli esiti, quando invece basterebbe considerare le decisioni precedenti per individuare gli errori degli avversari. La maggior parte delle scelte importanti che prendiamo nell’early stage coinvolgono giocatori random. Ed è difficile ipotizzare a priori come reagiranno e cos’hanno davvero in mano. Ma se smettiamo di pensare a come ci saremmo comportati noi al loro posto, sicuramente le cose andranno meglio. Per fortuna, quelli contro cui giochiamo non hanno gli stessi nostri range, altrimenti il nostro edge sarebbe decisamente inferiore. E poi fanno errori colossali.

Ora, la maggior parte di questi consigli non vale per i tornei online dai buy-in più alti, però trova sicuramente terreno fertile in quelle lotterie domenicali piene di gente qualificata con i satelliti. Lì incontrerete giocatori di tutti i tipi e con stili diversi, contro cui non sarete in grado di ipotizzare nulla. Prendete le vostre decisioni su quello che realmente fanno, e non su cosa fareste voi al loro posto. Naturalmente, per allenarsi a pensare ad un livello più alto serve sempre immedesimarsi nell’avversario per capire come potrebbe comportarsi in alcuni frangenti. Ma adesso, è invece il caso di agire in maniera più efficiente.>>

Grazie per le tue indicazioni, Shaun. Mi ci sono volute 78 ore e due crisi isteriche per riportare il tutto in un linguaggio comprensibile. Comunque è un buon riassunto di quello che ci serve sapere, quindi ora vediamo come metterlo in pratica.” (continua)

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