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Sunday Million 24: come cambia il gioco con il format Half Price

Nella serata di domenica 29 marzo, come ormai sapete a menadito, si giocherà l'edizione numero 24 del Sunday Million, per la prima volta nella sua storia in modalità Half Price, per un costo di iscrizione da €125 invece che €250.

Trattasi di uno degli appuntamenti più importanti di questo scorcio primaverile in ordine al poker online e, come sempre, si giocherà su PokerStars Poker Sisal Poker.

Sunday Million 24

Il montepremi garantito tocca quota un milione e la solita formula su due giornate rende l’evento ancora più affascinante, perché obbliga i giocatori a gestire non solo le carte e gli stack, ma anche tempi, energie e capacità di adattamento.

Per chi non ha intenzione di investire direttamente l’intera quota d’ingresso, restano naturalmente a disposizione i satelliti nelle lobby delle due room: una strada sempre valida, soprattutto in un torneo nel quale l’obiettivo non è solo partecipare, ma arrivare in fondo.

Negli ultimi giorni abbiamo già affrontato alcuni dei temi chiave che ruotano attorno al Sunday Million, dalla preparazione al modo corretto di sfruttare gli errori del field. Qui, invece, il focus è più ampio e più pratico: mettere insieme in un solo discorso i principi che possono aiutare soprattutto i giocatori occasionali, quelli che magari lo giocano una volta ogni tanto, oppure si affacciano a un torneo di questo peso per la prima volta.

L’idea di fondo è semplice: in un evento così non serve inventarsi nulla di geniale. Serve capire dove il field sbaglia, evitare di seguire gli errori degli altri e prendere decisioni pulite, leggibili, coerenti col proprio stack.

Sunday Million Half Price
Sunday Million Half Price

Non servono gli eroi, soprattutto in half price

Il primo concetto da fissare è psicologico: al Sunday Million non bisogna sentirsi obbligati a fare i fenomeni. È uno degli equivoci più comuni tra chi affronta un grande evento con un misto di entusiasmo e timore reverenziale.

Il ragionamento sbagliato è questo: “Essendo un torneo importante, troverò solo avversari fortissimi, quindi devo uscire dalle linee abituali e provare qualcosa di speciale”. In realtà è spesso vero il contrario.

Proprio perché il torneo è di grande richiamo, il field è molto eterogeneo. Ci saranno regular solidi, certo, ma anche tantissimi qualificati dai satelliti, giocatori ricreativi, utenti che frequentano poco il poker online e che si siedono soltanto davanti agli appuntamenti più prestigiosi.

Questo significa che snaturarsi è quasi sempre una pessima idea. Meglio portare al tavolo un poker semplice, lineare e leggibile, senza esagerare con i tatticismi e senza voler dimostrare nulla.

Appare inoltre chiaro che, in un contesto in cui il Buy In viene proposto per la metà del suo consueto valore, un concetto di questo tipo diventa ancora più attinente.

Un Day 1 performante

Per i meno esperti, la scelta migliore resta quasi sempre quella di iniziare presto, con tanti big blind davanti. Un torneo così lungo offre il vantaggio di poter osservare, prendere appunti mentali, capire subito chi apre troppo, chi chiama troppo, chi difende male il buio e chi invece aspetta solo mani premium.

Avere uno stack profondo all’inizio non deve spingere a giocare troppi piatti “perché tanto siamo deep”, ma esattamente al contrario: bisogna sfruttare quella profondità per studiare il tavolo e per entrare in azione solo quando c’è davvero un motivo.

Molti giocatori occasionali confondono stack profondo con licenza di sperperare chips. In un torneo del genere è un errore pesante, perché i gettoni persi nelle prime fasi valgono molto più di quanto si percepisca al momento.

Detto questo, non tutti si trovano a proprio agio con stack molto profondi. C’è chi gioca meglio con 50 o 60 big blind piuttosto che con una montagna di gettoni davanti. E allora qui entra in scena un concetto importante: conoscere sé stessi. Se un giocatore sa di esprimersi meglio con profondità media, non è un delitto valutare un ingresso a torneo già avviato da qualche livello.

L’errore, semmai, è estremizzare questo approccio e aspettare la chiusura della late registration senza avere un piano preciso. Entrare tardi non è automaticamente furbo. È soltanto una scelta diversa, che porta con sé vantaggi e svantaggi molto netti.

Explosive Sunday Mystery Bounty 888

I ritardatari del Day 2

Il Day 2, infatti, non sarà riservato soltanto a chi avrà superato il Day 1. Ci arriveranno anche i giocatori che decideranno di sfruttare la late registration fino quasi all’ultimo secondo utile, visto che l’iscrizione resta aperta molto a lungo rispetto allo start ufficiale.

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Ed è qui che nasce uno degli errori più frequenti: pensare che partire in extreme late registration significhi saltare la parte noiosa e andare dritti al bello del torneo. In realtà si salta sì una lunga porzione di gioco, ma la si paga con una ridotta libertà di manovra. Si entra con meno profondità, con meno spazio per sbagliare e con la necessità di fare chips abbastanza in fretta.

Questa dinamica non è per forza negativa, ma chiede un’identità tecnica molto chiara. In quella fase il grinding lento conta poco. Non c’è più tempo per galleggiare aspettando che il tavolo si apparecchi da solo. Devi essere aggressivo, ma selettivo.

Devi cercare spot ad alta leva e rifiutare quasi del tutto quelli marginali. In parole povere: se entri tardi, il tuo vantaggio non nasce dal vedere tanti flop e “capire come va”, ma dal trovare due o tre situazioni nelle quali puoi mettere pressione tu per primo. Chiamare troppo, specialmente da short o da stack medio-corto, è una delle abitudini peggiori dei giocatori occasionali in late reg. Pensano di dover recuperare terreno rapidamente, ma finiscono per infilarsi in piatti dove vedono showdown contro range forti e con mani che raramente stanno bene.

Le Buste Misteriose

Superata la bolla e raggiunti i premi, il Sunday Million si sposta in una zona ancora diversa, quella in cui entrano davvero in scena le Mystery Bounty.

È qui che molti tornei si spezzano in due categorie: da una parte chi continua a ragionare soltanto in termini di sopravvivenza, dall’altra chi comprende che le taglie non sono un elemento decorativo ma denaro immediato, cioè EV reale da incorporare nelle decisioni. La parola decisiva, in questo tratto di torneo, è “coprire”.

Quando tu hai più chips di un avversario e puoi incassarne la taglia eliminandolo, hai un incentivo economico ad accettare spot che in un normale freezeout sarebbero più stretti.

Al contrario, quando sei tu a essere coperto, devi sapere che qualcuno potrà chiamarti con un range più largo del consueto proprio perché oltre al pot sta comprando la possibilità di aprire una busta misteriosa.

Naturalmente anche qui gli estremi sono pericolosi. C’è chi si mette a inseguire bounty in modo compulsivo, finendo per buttare via stack in spot dove non ha abbastanza fold equity o abbastanza valore.

E c’è chi, all’opposto, ignora completamente le taglie e continua a giocare come se non esistessero, perdendosi chiamate profittevoli o all in aggressivi che invece la matematica giustificherebbe. La strada giusta, ancora una volta, sta nel mezzo.

Le taglie vanno considerate, e anche con grande attenzione, ma non devono farci dimenticare che siamo dentro un torneo lunghissimo, dove più ci si avvicina al tavolo finale e più il valore dei payout tradizionali torna a pesare in maniera enorme.

Come registrarsi ai freeroll del Club del Poker

Registrarsi ai freeroll del Club del Poker è completamente gratuito. Per partecipare ai freeroll che qualificano al Sunday Million del 29 marzo basta avere un account attivo su PokerStars o Sisal e una password per l'iscrizione, che si può facilmente ottenere in uno di questi metodi:

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Io sono Andrea Borea, sono nato nel marzo del 1973, e non vengo propriamente da una formazione umanistica, visto che i miei hanno sempre spinto per dare seguito agli interessi di famiglia. Dopo aver fatto per qualche tempo ciò che essi mi consigliavano, Assopoker divenne la mia vita, prima che mi chiamasse Luca Pagano per collaborare al sito PokerPoker.it e dare vita alla Pagano Events. Sono stato il primo a bloggare il Main Event delle WSOP per l’Italia da Las Vegas, nel 2008 e nel 2009. Collaborai alla stesura di due collane, “Lo sport del Poker” e “I segreti del Grande Poker”, entrambi per la Gazzetta dello Sport, sempre per Gazzetta cominciai a scrivere per un paio di anni articoli di Texas Hold’Em, prima di passare in pianta stabile con PokerStars.it. Da 6/7 anni, scrivo per ItaliaPokerClub, BetFair, PokerStarsNews, PokerStarsLearn, Ludos Academy.
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