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Scommesse

Scommesse: il banco è imbattibile? Come il mercato modifica e condiziona le quote

Parliamo oggi di strategia ABC riguardo alle scommesse: faremo considerazioni ed esempi che agli occhi degli esperti possono sembrare banali. Il nostro obiettivo è quello di fare capire (usando un linguaggio semplice e più a-tecnico possibile) agli scommettitori della domenica (che bettano solo qualche euro per passione), i meccanismi che si celano dietro la gestione del banco e gli equilibri del mercato. Potrà tornarvi utile quando scommettete.

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27/12/2016 16:15

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L’obiettivo di ogni bookmaker è quello di offrire sempre quote equilibrate e competitive sul mercato: devono essere relativamente appetibili per attirare gioco (considerando anche la concorrenza pazzesca che esiste nel betting) ma al tempo stesso non devono esporre il banco a rischi che nel lungo periodo potrebbero essere fatali.

Percentuale di allibramento e lavagna

Battere gli allibratori è diventato sempre più difficile, sia perché è sempre più raro individuare quote sbagliate (quindi favorevoli allo scommettitore), sia per la presenza del nemico numero uno del bettors: la percentuale di allibramento, l’aggio: il guadagno del bookmaker, una sorta di rake che il punter deve pagare al book.

Proprio per questo motivo, anche se siete degli scommettitori alle prime armi, dovete sempre calcolare la lavagna, ovvero la percentuale di allibramento che mediamente applica la singola società di scommesse sui vari mercati.

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Il Leicester è l’esempio più clamoroso di come gli scommettitori (e non solo i quotisti) abbiano sottovalutato la squadra di Ranieri, creando squilibri sul mercato

In genere questa “tassa” varia: nei mercati con molta liquidità (come ad esempio 1X2) tende ad essere più bassa rispetto a scommesse side dove vi è meno concorrenza.

Il banco è imbattibile?

Partiamo dal presupposto che il bookmaker in genere ha più informazioni di voi ed ha una struttura ad hoc per l’analisi delle partite, con professionisti che studiano e monitorano i mercati anche, in certi casi, per 24 ore al giorno.

La sfida quindi sembra impossibile, visto che il book in genere dovrebbe offrire quote che rispecchiano, in teoria, le reali probabilità che si verifichi l’evento. Questo accade pre-match e live.

In realtà ci sono dei piccoli spiragli e sfruttarli dipende molto dalla vostra abilità. In Inghilterra hanno bannato 20.000 account negli ultimi mesi di scommettitori vincenti, quindi… fate i vostri conti.

Il mercato condiziona le quote

Il banco offre  quote inizialmente perfette, ma poi è costretto a correggerle, perché vi è l’incontro con il mercato e l’unico reale interesse del bookmaker è quello di avere una gestione equilibrata del rischio (ad esempio su tutti e tre i segni) in modo da garantirsi un aggio sicuro, tenendo conto della reazione degli scommettitori e dall’andamento della raccolta. Spesso i risk manager bravi cercando di indirizzare ed influenzare il mercato stesso, proponendo quote importanti su underdogs, in modo da attirare gioco potenzialmente perdente. In questo modo riducono il rischio (con quote proporzionalmente più basse) sulle favorite.

E’ logico che se tra due squadre X e Y, con X leggermente favorita perché più avanti in classifica, ma 9 scommettitori su 10 puntano su Y, è logico che il book sarà costretto ad abbassare quota su Y ed aumentare quella su X. Vi può sembrare un esempio assurdo, ma è proprio quello che è successo sul Leicester l’anno scorso in Premier League.

E non è un’eccezione, perché ogni anno abbiamo outsider che chiudono offrendo rendimenti stagionali pazzeschi.

Quindi, potenzialmente, il mercato sposta le quote in una direzione o in un’altra. Non si può dire che, nei mercati con molta liquidità, le quote rispecchino sempre le reali probabilità di uscita dell’evento. Ve lo spiegheremo con degli esempi.

  • Vi consigliamo di leggere questo articolo, nel quale un autorevole analista vi spiega come nascono e si modificano le quote.

Strategia scommesse: quale strada può essere la migliore?

Ci sono scommettitori che ad esempio, attraverso complessi sistemi di calcolo progressivo, puntano in modo sistematico sul pareggio, altri invece che sostengono che ci sia value (per effetto liquidità sulle favorite) sulle outsider. Studi statistici invece provano che puntare sulle favorite è conveniente nel lungo periodo, ma esistono casi e casi, bisogna stare attenti a non fare di tutta un’erba un fascio.

Alla fine chi ha ragione? In genere l’eccessiva liquidità su un segno provoca sempre degli squilibri nelle quote. Saper leggere i grafici sull’andamento delle quote pre-match, aiuta sempre a capire come il mercato abbia influenzato la linea. Aiuta senza dubbio a capire se una quota è troppo schiacciata o generosa.

Bisogna essere bravi ad individuare questi meccanismi. I numeri, dimostrano che – in modo tendenziale – su alcune squadre outsider nel calcio c’è sempre valore, perché sottovalutate più dal mercato che dai bookmakers, costretti a modificare le quote, per garantirsi il proprio guadagno sicuro e non esporre il banco a rischi finanziari.

Ve lo dimostreremo nel prossimo articolo, con percentuali e numeri alla mano. Se avete qualche dubbio, iniziate a leggere l’andamento delle quote sul Leicester l’anno scorso.

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