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Athletic Bilbao e la coppa di Spagna del 2024

Il modello Athletic Bilbao è in crisi? La Champions ha dato (forse) la sua sentenza, De Zerbi nel futuro

Dal nostro inviato Alessandro Ruta

Bilbao - Tutti noi nel corso degli anni abbiamo imparato ad apprezzare il modello dell'Athletic Bilbao. Una squadra costruita, per statuto, utilizzando solamente giocatori nati o cresciuti calcisticamente nella zona dei Paesi Baschi.

Solo gente di Euskal Herria, in sostanza, ragazzi e ragazze (la sezione femminile pure è molto forte) della Comunità Autonoma di Euskadi, della Navarra (regione con capitale Pamplona, considerata appunto Paese Basco) e di quella zona chiamata Iparralde, il "Paese Basco-Francese".

Questo è un modello che nel calcio "moderno" sta rischiando davvero di andare in crisi.

A rischio (scampato) di retrocessione

L'Athletic Bilbao, Athletic Club come si preferisce chiamare per rimarcare il legame molto forte con l'Inghilterra al momento della fondazione nel 1898, non è mai retrocesso dalla Liga in Segunda Divisiòn.

Già questo è un enorme traguardo per una società dalle possibilità di mercato limitate. In questa stagione, dopo 10 anni, è tornato a sentire anche la musichetta della Champions League, uscendo nella prima fase del maxi-girone.

Un percorso che inevitabilmente ha azzoppato l'Athletic Bilbao nelle altre competizioni, tanto che a febbraio la squadra si è trovata addirittura in zona-retrocessione e poi fuori anche dalla Coppa del Re.

Pericolo scampato nella Liga, per ora, grazie a una serie di risultati utili; ma è quasi impossibile che i baschi possano entrare nella prossima edizione della Champions League. Con un buon incastro di risultati un posto in Conference League sarebbe un traguardo più alla portata. Ma ne varrebbe eventualmente la pena?

La notizia di qualche giorno fa riguarda l'allenatore Ernesto Valverde, probabilmente il tecnico più importante nella storia dell'Athletic Bilbao, che a fine stagione lascerà. Si specula sul suo successore, con nomi che vanno da De Zerbi a Terzic a Iraola.

De Zerbi
Roberto De Zerbi, anche il suo nome circola per il dopo-Valverde sulla panchina dell'Athletic

Il calcio è cambiato, il modello Athletic Bilbao rischia

Mai come quest'anno infatti si è visto Valverde in difficoltà. Non è un allenatore di primo pelo, "Txingurri", già in due occasioni sulla panchina dei baschi e campione di Spagna con il Barcellona di Messi tra il 2018 e il 2019; uno a cui è mancato poco per entrare davvero nell'élite, su tutti l'episodio della semifinale di Champions persa contro il Liverpool perdendo 4-0 ad Anfield dopo aver vinto 3-0 al Camp Nou.

Tuttavia è parso correre dietro per tutta la stagione non solo a un calendario affollatissimo, ma proprio a una serie di circostanze più grandi di lui e dello stesso Athletic.

Noi lo sospettavamo anche, in epoca di pronostici antepost ulla Liga; che qualcuna delle 4 partecipanti alla Champions avrebbe sofferto.

Infortuni a catena che hanno portato risultati negativi e la sensazione di impotenza dovuta al fatto che più di tanto i baschi non potevano dare.

Al netto degli errori tecnici che capitano a tutti, la rosa dei biancorossi di Bilbao a un certo punto si vedeva chiaramente che non riusciva a competere su più fronti, nello specifico quello della Champions League.

La stagione dei baschi prevede 52 partite, cifra che impallidisce rispetto alle 63 (!) del 2011-12, quando arrivarono a perdere in finale sia di Europa League che di Coppa del Re, con Marcelo Bielsa in panchina e un andamento simile; un collasso a un certo punto di risultati, avvenuto sul più bello (5 sconfitte e un pareggio in chiusura).

Questo per fortuna non ha influito sull'atteggiamento dei tifosi, fieri e fedeli alla linea, a ribadire come in questo calcio "moderno", così cambiato a favore delle squadre giganti, all'Athletic Bilbao (che in realtà piccolo non è, almeno a livello locale) che lottare con le sue uniche forze, evidentemente non sufficienti.

Insomma, vivere di soli "prodotti locali" alla lunga non è servito per mantenere alto il livello.

Dieci anni fa in Champions League pure i baschi erano usciti al primo girone, quando c'erano ancora i gruppi a 6 e si giocava molto meno; ricorderete, forse, il preliminare vinto battendo il Napoli di Benitez.

Il ruolino di marcia dell'Athletic Bilbao in questa Champions League

Questi sono stati i risultati dell'Athletic Bilbao in Champions League in questa stagione:

  • Athletic Bilbao - Arsenal 0-2
  • Borussia Dortmund - Athletic Bilbao 3-1
  • Athletic Bilbao - Qarabag 3-1
  • Newcastle - Athletic Bilbao 2-0
  • Slavia Praga - Athletic Bilbao 0-0
  • Athletic Bilbao - Psg 0-0
  • Atalanta - Athletic Bilbao 2-3
  • Athletic Bilbao - Sporting Lisbona 2-3

Qualche statistica extra

  • L'Athletic Bilbao su 8 partite di Champions è andata sull'1-0 solo una volta, contro lo Sporting Lisbona (e poi ha perso)
  • Nelle giornate di campionato successive alla Champions il record è stato di 3 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte: le tre vittorie sono state ottenute contro le squadre che al momento sarebbero le tre retrocesse, ovvero Maiorca, Oviedo e Levante
  • Un solo calciatore al momento è in doppia cifra di gol stagionale: Guruzeta, con 13 reti

Partite molto simili, in Champions

Ho avuto il privilegio di assistere a tutte le partite disputate in casa dall'Athletic Bilbao in questa edizione di Champions League. E non c'è dubbio che il simbolo di questa impotenza, mista comunque a una gran voglia di emergere e di mostrare la propria forza, sia stato l'esordio nel torneo, contro l'Arsenal (0-2 il risultato finale).

Una squadra, quella londinese, venuta a giocare a San Mamés con ben tre baschi in rosa. Due in campo, Zubimendi e Merino, e uno in panchina, Arteta.

In un altro momento storico sicuramente Zubimendi e forse anche Merino avrebbero vestito la maglia biancorossa dei "Leoiak".

Il primo, un centrocampista "alla Rodri" (era la sua riserva all'ultimo Europeo vinto), tendenzialmente difensivo ma con piedi notevoli, è infatti cresciuto nella Real Sociedad, rivale per eccellenza dell'Athletic Bilbao. Per lui l'Arsenal la scorsa estate ha sborsato 65 milioni di euro, dandogli un contratto di cinque anni a 5 mln netti a stagione.

Insomma, un'operazione-monstre voluta da Arteta, nato come Zubimendi a San Sebastiàn e cresciuto nella Real Sociedad.
E poi Merino, che è navarro ma comunque eleggibile per l'Athletic Bilbao. Comprato dall'Arsenal nell'estate 2024, subito dopo l'Europeo vinto con la Spagna, per una cifra vicina ai 40 milioni, finiti anche questi nelle casse della Real Sociedad.

Ecco, contro l'Arsenal per 70 minuti l'Athletic Bilbao ha tenuto botta, lo scorso 16 settembre. A 20' dalla fine poi per i londinesi sono entrati Trossard e Martinelli, per Gyokeres ed Eze. Dall'altra parte Valverde si doveva arrangiare con i cambi rappresentati da Boiro, Guruzeta e Unai Gomez.

Complessivamente questi quattro giocatori dell'Arsenal sono costati, solo di cartellino, quasi 200 milioni. Tempo 2' e i Gunners avevano già segnato, proprio con Martinelli, per poi raddoppiare con Trossard dopo bella azione sempre di Martinelli.

Questo 0-2 fa il paio con il 2-3 che ha chiuso la Champions League dell'Athletic Bilbao, contro lo Sporting Lisbona. Avanti 2-1 fino al 60', incerottata e in difficoltà, la squadra basca è stata sorpassata da una rete nel finale di Alisson Santos. Sì, l'attuale giocatore del Napoli, entrato nella ripresa.

Il "caso" Nico Williams

Naturalmente sia l'Arsenal che lo Sporting, che sono ancora dentro in Champions League, hanno meno restrizioni del mercato. Quindi possono comprare, banalmente, calciatori non inglesi e non portoghesi. Rivendendoli poi a peso d'oro, tipo il caso (curioso) di Gyokeres.

La fatica della competizione europea, come detto, ha costretto per tutto l'anno l'Athletic Bilbao a correre dietro ai bollettini medici. Il più rognoso, quello che ha tolto di mezzo per almeno 2-3 mesi complessivamente la sua stella, Nico Williams.

Nico l'estate scorsa doveva andare al Barcellona in cambio di 60 milioni, in teoria. Invece il suo "gran rifiuto" lo ha trasformato ancora di più in idolo a Bilbao. Certo, la pubalgia di cui già soffriva ha cominciato a massacrarlo e in stagione ha disputato la miseria di 26 partite con appena 4 gol segnati.

Senza di lui, senza la sua imprevedibilità, l'Athletic è una squadra normale. Soprattutto nessuno al momento si sentirebbe di sborsare quella cifra per un giocatore che intanto ha rinnovato il contratto fino al 2035: praticamente a vita con i baschi.

Di sicuro se ci fosse una nazionale basca Nico Williams sarebbe una delle stelle. Come detto, una volta l'Athletic Bilbao si è avvicinato molto al concetto di creare, per l'appunto, una selezione del genere. La stessa Spagna ha molti "Leoiak" nel suo giro a cominciare dal portiere Unai Simon.

Chissà quando, comunque, l'Athletic Bilbao tornerà in Champions League. Il suo modello, non replicabile, non è che sia andato in crisi con la situazione attuale del calcio. Sta di fatto che Champions o non Champions non finirà mai di stupire e di essere guardato con ammirazione e simpatia.

Vincere sul campo lì non è la sola cosa che conti.

L'Athletic Bilbao gioca nella Liga, naturalmente, e si può scommettere sulle partite dei baschi. In Italia, i migliori siti di scommesse mettono a disposizione dei propri nuovi iscritti bonus di benvenuto scommesse.

Nella foto in copertina l' Athletic Bilbao a Siviglia dopo la conquista della Coppa del Re del 2024 (immagine Shutterstock)

Giornalista - Autore
Alessandro Ruta, milanese, classe 1982 ma di novembre, quindi niente Mondiale: una ventina di libri scritti, parecchie migliaia di articoli redatti per Gazzetta dello Sport, Il Giorno, Il Giornale e Mediaset tra gli altri, anche in lingua straniera. Tennista mancato, milanista ma non ultrà, grande appassionato di cinema e fantasy sports, lettore vorace di quasi tutto (sì, anche La Recherche e Infinite Jest). A tempo perso professore di italiano e stella della tv dei Paesi Baschi, visto che dal 2015 vive vicino a Bilbao per motivi soprattutto sentimentali. Lì commenta il ciclismo in basco parlando di Italia, ritiene Rino Tommasi, Gianni Clerici e Gianni Brera le sue fonti di ispirazione. Guida auto piccole con cambio manuale.
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