Era il 2 maggio del 2016 quando il Leicester conquistò la Premier League, completando una delle imprese più incredibili della storia.
Incredibile e impronosticabile, dal punto di vista del betting: a inizio stagione infatti le "Foxes" erano date vincenti Antepost del campionato inglese con quote di 5000.
Insomma, si pensava che dovessero retrocedere e non laurearsi campioni, del resto non avevano mai vinto la Premier o la First Division. Nove degli undici esperti interpellati dal "Guardian" all'epoca si erano espressi appunto a favore della retrocessione del Leicester.
Invece passo dopo passo con un ruolino di marcia clamoroso, appena 3 sconfitte condite da 23 vittorie e 12 pareggi, il Leicester avrebbe messo in fila tutti: Arsenal secondo, Tottenham terzo, Manchester City quarto e poi tutti gli altri.
Gary Lineker, analista della BBC ed ex giocatore dello stesso Leicester, promise e poi rispettò la parola data: arriverà a condurre un programma in mutande dopo il successo delle Foxes.
In questo Articolo:
Leicester 2016, giocatori indimenticabili
Schmeichel; Simpson, Huth, Morgan, Fuchs; Mahrez, Kante, Drinkwater, Albrighton; Vardy, Okazaki. Allenatore, Claudio Ranieri.
Questa era la formazione-tipo del Leicester di quell'anno, un mix di vecchie lenze del calcio britannico e alcuni carneadi poi rivelatisi giocatori di livello internazionale.
Di quell'undici forse possiamo considerare solamente due giocatori come di categoria superiore, come dimostrato poi dalla successiva carriera: Kante e Mahrez. Con tutto il bene che si può volere a Vardy, che sta ancora "sgomitando" alla Cremonese, ma oggettivamente senza fare granché la differenza.

Kante ha giocato solo una stagione, quella del titolo, con le Foxes, prima di essere ceduto al Chelsea. Su di lui è rimasta impressa la frase, una battuta uscita sui social: "Il 70% della Terra è ricoperto dall'acqua, il resto da Kante".
In effetti un centrocampista così infaticabile, equilibratore perfetto di una squadra votata all'attacco, non si era quasi mai visto: vincerà il Mondiale con la Francia e la Champions con il Chelsea.
Mahrez invece di quella squadra era chiaramente l'apice dal punto di vista tecnico. Ala sinistra che partiva da destra, andò in "doppia doppia" in quel campionato, con 17 gol e 11 assist.
Prelevato dal Le Havre, in Ligue 2, nel 2014, non sembrava potesse contribuire a granché, considerato troppo fumoso, e invece trovò la sua miglior stagione di sempre, anche se in seguito al Manchester City avrebbe ad esempio vinto la Champions.
I bookies a pezzi con lo scudetto del Leicester
Rimane però quella cifra, quella quota di 5000 per il Leicester vincente che per una volta aveva mandato in rosso i bookmakers.
Stando a indagini dell'epoca, i tre maggiori operatori avevano perso la bellezza di 7.7 milioni di sterline per via di chi aveva scommesso sulle Foxes non solo negli Antepost di agosto 2015, ma anche successivamente.
- William Hill è andata sotto per 3,2 milioni. Ha dovuto pagare 25 scommettitori che avevano giocato il Leicester a 5000.
- BetFred, già il 3 aprile aveva sborsato 1.087.000 sterline, pagando in anticipo di un mese, addirittura, sulla certezza matematica
- Ladbrokes ha onorato 47 scommesse ma ben 24 scommettitori hanno accettato l'offerta del book per chiudere a prezzo scontato.
A marzo uno scommettitore che si era giocato 50 sterline ad agosto, ha accettato offerta pari a 72.000 pounds . Un altro bettor è stato liquidato con 42.570$ dopo aver piazzato una scommessa di 30$.
Più facile che Bono diventasse Papa
A cosa ci riferiamo quando vediamo una quota di 5000 contro 1? Le probabilità sono pari allo 0,02%.
Beh, all'epoca per utilizzare dei termini di paragone era più facile che Bono (il cantante e leader degli U2) diventasse Papa o che venisse scoperto il Mostro di Lochness, che il Leicester riuscisse a conquistare la Premier nel 2016.
Lo stesso Claudio Ranieri, un allenatore reduce da un esonero con la nazionale greca, dopo un ko contro le Far Oer, sembrava aver perso ogni considerazione favorevole dopo il buon lavoro in realtà effettuato, ormai più di dieci anni prima, con il Chelsea.
All'improvviso si trovava trasformato in un "venerato maestro". Che poi è l'immagine che gli è stata appiccicata anche in epoca recente, alla Roma soprattutto, come padre nobile del club giallorosso.
Il suo "Dilly ding Dilly dong", imitando il rumore della campanella, al momento della qualificazione matematica del Leicester alla successiva Champions League, è rimasto nella storia.
Forse pochi ricordano invece la successiva stagione delle Foxes, con Ranieri esonerato in inverno e sostituito dal suo vice, Shakespeare (cognome non banale in Inghilterra).
Perché il Leicester vinse quella Premier 2016
Alla fine, se siamo qui a parlarne ancora oggi, l'impresa delle Foxes è stata un traino per gli appassionati di calcio di tutto il mondo. Tutti i media si sono occupati di questa storia, addirittura si parlava di un film da produrre ispirato a quella magica stagione.
Per i bookies, comunque, dopo il bagno di sangue iniziale si è venuta a creare una situazione quasi paradossale. Quanti scommettitori alla ricerca del "prossimo Leicester" si sono messi a giocare, magari senza criterio, sugli underdogs?
Da allora non si sono viste situazioni simili, a dire il vero. Quel Leicester è stato poco considerato fino a metà stagione, quando ha battuto il Tottenham a Londra 1-0 con gol di testa del difensore Huth.
Spurs molto in forma, ma pur sempre gli Spurs, un club che come spiegato nel film "In Bruges", potrebbe essere riassunto così: "Non hai fatto proprio schifo ma non sei neanche stato un granché".
Con un Manchester City pre-Guardiola e non ancora così dominante, un Manchester United già entrato nel disastroso loop post-Ferguson, un Liverpool in attesa di solidità con Klopp che sarebbe arrivato solo nel 2016 e un Arsenal sempre a metà tra concretezza e leggerezza, quella Premier si presentava in realtà senza padroni.
A posteriori siamo bravi tutti a dire che il Leicester avrebbe vinto, ma non è assolutamente così. Certo, ha saputo approfittare di un avvio forte in cui ha messo fieno in cascina fin da subito, con la prima sconfitta arrivata solo alla settima giornata.
Dopodiché, la magia del poter giocare leggero, senz'altri impegni oltre la Premier, e una fiducia in crescendo partita dopo partita. Nel girone di ritorno l'incredibile score di 11 gol subiti appena in 19 partite, puro "Italian style" alla Ranieri.
Dove scommettere sul Leicester
Dieci anni dopo quel magico 2016 le Foxes ora sono in Championship, nella Serie B inglese. In Italia, i migliori siti di scommesse mettono a disposizione dei propri nuovi iscritti bonus di benvenuto scommesse. Qui sotto potete trovare una tabella informativa-comparativa:












