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Revocati gli arresti domiciliari: Mario Adinolfi va in carcere

Si aggrava la situazione di Mario Adinolfi, che nel luglio scorso era stato arrestato per la presunta truffa della cosiddetta "scommessa collettiva". Al popolare giornalista, politico e poker player era stata concessa la misura degli arresti domiciliari, che però è stata appena revocata. Ciò significa che per Adinolfi si apriranno le porte del carcere.

Mario Adinolfi: "mi portano in carcere perché scrivo su Facebook"

Stamani, sul suo profilo Facebook, Mario Adinolfi ha pubblicato la prima pagina dell'ordinanza appena notificatagli, accompagnandola con il testo "Mi portano in carcere perché scrivo su Facebook. Sono il primo italiano della storia a subire questo arresto".

Leggendo l'ordinanza, si evince che sono state rilevate dalla Guardia di Finanza numerose violazioni alla misura prevista a pag. 19 dell'ordinanza cautelare generica, ovvero quella di "non utilizzare in alcun modo, salvo che per contatti con il difensore, i dispositivi telefonici, informatici e telematici". In totale gli vengono contestati, dal luglio scorso, 23 post su Facebook e 49 articoli a sua firma sul suo blog online.

Per tale ragione, il PM ha chiesto l'aggravarsi dell'attuale misura cautelare degli arresti domiciliari, che verrà sostituita con la custodia cautelare in carcere.

Cosa dice l'ordinanza

Di seguito, ecco cosa riporta l'ordinanza pubblicata da Mario Adinolfi sul suo profilo Facebook.

Ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, in aggravamento, ex artt. 276 e 299 c.p.p.

Il giudice per le indagini preliminari dr.ssa Giulia Arcieri,

vista la richiesta formulata dal pubblico ministero in data 11.9.2026, pervenuta in data 15.9.2026, nei confronti di

ADINOLFI Mario, nato a Roma il 15.8.1971, ivi residente in Via S. Nicola de Cesarini n. 3, Sc. B, int. 10 A;

sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, per i reati di cui agli artt. 166 Dlgs. 24.2.1998 n. 58 (capo a), 5 Dlgs. 74/2000 (capo c), 640 co. 2 c.p. (capo d), coma da ordinanza di questo giudice del 22.6.2026, eseguita l’8.7.2026;

rilevato che con detta istanza il p.m. chiede aggravarsi la attuale misura cautelare degli arresti domiciliari con quella della custodia in carcere in relazione alla reiterata violazione, da parte dell’indagato, del divieto di utilizzare, salvo che per i contatti con il difensore, i dispositivi telefonici, informatici e telematici, in particolare l’ADINOLFI risulta aver violato, con cadenza quotidiana, il divieto predetto pubblicando sul blog on-line “marioadinolfi.substack.com” ben 49 articoli a sua firma e, sul suo profilo Facebook, n. 23 post;

rilevato che nelle annotazioni della Guardia di Finanza presso la Procura, del 4.8.2026, 5.8.2026, 12.8.2026, 19.8.2026, 26.8.2028 e 9.9.2026 -richiamate dal p.m.- emergono in effetti tali violazioni, specificate nei dettagli di date e contenuti;

evidenziato che analoghe violazioni sono state anche segnalate dall’avv. Giorgio Dipietromaria, difensore di alcune persone offese, a partire dal 20.7.2026 (v. memorie del 20.7.2026 e del 23.7.2026);

rilevato che tali comportamenti costituiscono violazione della prescrizione, contenuta nell’ordinanza cautelare genetica, di “non utilizzare in alcun modo, salvo che per contatti con il difensore, i dispositivi telefonici, informatici e telematici” (v. parte dispositiva, a p. 19) né è stata chiesta alcuna autorizzazione specifica in merito -indicata come necessaria nell’ordinanza stessa (v. parte motivazionale a p. 15)-; peraltro anche nella successiva ordinanza del 16.7.2026 questo [...]

(la prima pagina termina qui)

Mario Adinolfi e la scommessa collettiva: le tappe della vicenda

La vicenda giudiziaria di Adinolfi è ancora in via di definizione, ma ha già avuto tappe importanti. La storia è diventata di pubblico dominio nell'autunno scorso quando, dopo la partecipazione di Mario Adinolfi all'Isola dei Famosi, la trasmissione televisiva "Le Iene" aveva ricevuto numerose segnalazioni da presunte vittime di questo sistema denominato, appunto, "scommessa collettiva", di cui qui ricostruivamo il meccanismo.

Dopo mesi di indagini è arrivato l'arresto del luglio scorso, in cui gli era stata contestata anche una presunta evasione fiscale da circa 400mila euro. Quindi c'era stato il ricorso da parte dei legali del romano, poi rigettato dal tribunale del riesame. A stretto giro c'era stata anche una sentenza civile, che lo condannava al risarcimento per circa 72mila euro a un partecipante della scommessa collettiva.

Immagine di copertina: Mario Adinolfi (repertorio Rational Intellectual Holdings Limited)

Giornalista - Poker e Sport Editor
Nato nel 1972 in Calabria, pratica diversi sport con alterne fortune, anche per via di un fisico non esattamente da Guardia Svizzera. Dai primi anni ’90 ad oggi, il suo percorso lavorativo e di vita non ha mai smesso di accompagnarsi alle varie passioni: dalla musica alle arti visive, alla tecnologia e alla scrittura. Prima DJ in vari club, poi tecnico e regista televisivo, quindi giornalista. Nel 2006 scopre il Texas Hold’em che dal 2007 diventa il suo pane quotidiano, creando la prima redazione online interamente dedicata al poker, in Italia. Anche lo sport non ha mai smesso di essere parte della sua vita, seppur non vissuto ma raccontato. Da anni scrive di calcio, basket e tennis, con particolare amore per quest’ultimo, ben prima che diventasse sport nazionale con la Sinner-mania e tutto ciò che ne consegue.