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5. Il Borgata ha usato carte difettose

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Il caso nasce da un errore tecnico non indotto da Ivey: il Borgata usava (da tempo) carte difettose e non è stato in grado di fare un controllo qualitativo sulla sua attrezzatura. Al massimo può citare in giudizio il produttore (Gemaco), ma il player non può essere ritenuto responsabile.

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Quello tra giocatori e casinò è una guerra infinita, prestorica, ma la sala da gioco ha quasi sempre il coltello dalla parte del manico. Per una volta non è stato così proprio per un errore della casa, ma Ivey non ha – a nostro avviso – infranto le regole del gioco. Non ha segnato le carte, né usato strumenti computerizzati (gli unici vietati dal DGE del New Jersey). Semplicemente ha sfruttato un errore del banco. 

Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo